L'iniziativa
Nelle 9 Zone di Milano Consigli di Zona per Ragazzi e Ragazze

Centinaia di bambini entusiasti e pieni di speranza chiedono alla Giunta Milanese di intervenire con migliorie sociali. In coro viene chiesto al Sindaco, ai Consigli di Zona e ai Consiglieri Comunali presenti, di investire in mobilità, in politiche per l’ambiente e in spazi verdi e aree per giocare. Non bisogni soggettivi, ma oggettivi per tutta la città. In occasione della giornata mondiale per i diritti dei bambini, il 17 novembre, sono stati lanciati nelle 9 zone di Milano i primi Consigli di Zona per Ragazzi e Ragazze, più semplicemente denominati CDZRR. Il primo Consiglio di Zona dei Ragazzi nasce nel 2006 in zona 9, un lavoro in sinergia del decentramento cittadino e istituzione scolastica. Quest’anno si è deciso di allargare questa esperienza a tutta la città.

Una concreta iniziativa che mette in rete le scuole e i consigli di zona. Durante quest’anno scolastico ciascuna scuola eleggerà i propri rappresentanti che saranno insediati nel CDZRR nel prossimo settembre. Il loro compito sarà di portare all’attenzione del Consiglio di Zona la loro visione del territorio, attraverso proposte e iniziative che saranno accolte con delibere proprie del CdZ.

Il lancio dell’operazione è avvenuto il 17 novembre, quando centinaia di ragazzi accompagnati da docenti e presidi, hanno presentato senza titubanza, di fronte ad Assessori, Consiglieri di Zona, Consiglieri Comunali, funzionari, presidi e insegnanti, le loro prime idee e proposte per rendere la città a misura di bambino. Ogni scuola, con le modalità che meglio la rappresentava, ha raccontato la propria visione della città. Chi ha inscenato un balletto, chi ha presentato dei cartelloni, chi ha proiettato delle slides, chi individuato progetti e interventi concreti, chi ha inscenato una trasmissione radiofonica, chi ha evidenziato luoghi sul territorio potenzialmente trasformabili in aree socialmente utilizzabili per i ragazzi.

Diverse e tante sono state le modalità di presentazione ma il comun denominatore della giornata è stata la richiesta di avere migliorie per la comunità, non per i singoli o per le singole strutture. Semplicemente e onestamente i minori vogliono poter vivere in una città migliore. In una città con spazi e tempi per loro. Una città poco inquinata, una città dove puoi muoverti con tranquillità e dove puoi giocare. Molti hanno chiesto aree gioco o per attività fisiche, quali la danza, gli skatepark, i campi da baseball o rugby; altri hanno chiesto a gran voce piste ciclabili, una classe ha pensato di allargare il bike sharing anche con bici per bambini. Infine una classe ha consegnato delle fotografie della propria scuola, da portare al Sindaco, con evidenziate gli interventi strutturali necessari.

Il bello dei CDZRR è vedere come la proposta è stata accolta positivamente dalle scuole e dai bambini, vedere la partecipazione attiva dei ragazzi alla vita della comunità e del territorio di cui fanno parte; stimolarli a vivere in prima persona una cittadinanza democratica, costruttiva e partecipata, attraverso richieste concrete per migliorare il proprio territorio e renderlo a misura degli 8-14.

In attesa dell’insediamento dei primi Consiglieri, ogni Consiglio di Zona individuerà tra le varie idee un progetto verde da finanziare subito per rendere concrete le promesse e il lavoro. Il nostro difficile compito ora sarà di non deludere questi ragazzi ma anzi di farli crescere con speranza e fiducia, che “si può fare”, che la città ha in mente il bene comune e dei più piccoli, che i problemi si possono risolvere, non tutti subito, ma insieme individuandone le priorità, si può.

Finalmente è stato nominato un Garante dell’Infanzia a livello nazionale, ora deve essere individuata una figura all’interno del Comune di Milano che diventi il responsabile dell’infanzia. Un responsabile che collabori con i vari assessorati, affinché ogni iniziativa milanese abbia sempre il punto di vista del bambino/a. E’ una grande responsabilità ma sono fortemente convinta che passo dopo passo si arrivi alla cima, speranzosa che diventi la cima di una città anche a misura di bambino.

 

Elisabetta Strada*

 

*Consigliere Comunale Milano Civica – Presidente Commissione Educazione e Istruzione

l'editoriale di Luca Beltrami Gadola sull'ultimo numero di Arcipelago Milano
Una lettera al nostro Sindaco sul problema dei giovani

Caro Sindaco, questo numero di Arcipelago Milano è in particolare dedicato ai giovani. Ne parlano Elisabetta Strada e Lamberto Bertolè, due consiglieri della tua maggioranza così pure molto se n’è parlato nel recente Forum sulle politiche sociali.

Scorrendo le deleghe che hai assegnato ai componenti della Giunta vedo che quella ai giovani l’hai voluta tenere per te o forse non hai ancora deciso a chi affidarla. Dunque, metaforicamente, ho ragione nel dire che sì, son tutti figli tuoi. Delega gravosa e di grande responsabilità.

Negli ultimi tempi la parola “giovani” è risuonata con continuità, dal neo presidente del Consiglio Monti a tutti i leader politici, fatta forse eccezione per quelli della Lega che però del mondo e dei suoi problemi hanno una visione – orrenda – del tutto particolare. Nella realtà mi sembra che anche il presidente Monti non sia andato molto oltre le promesse se non con le agevolazioni alle nuove assunzioni – che avverranno solo quando e se vi sarà ripresa dell’economia reale – visto che di risorse vere, economiche, non ve ne sono quasi per nessuno. Ma questo riguarda solo il problema di un’occupazione, importantissimo e ora drammatico, poco o nulla quello dell’educazione e della formazione.

Una delle glorie dell’amministrazione comunale milanese sono state le scuole civiche che ora vedo nuovamente oggetto di attenzione ma anche questo forse non basta. Come dice Maurizio Tucci su queste pagine, la vera difficoltà per accompagnare i figli nel loro percorso di crescita e di formazione sta nel saper trovare un equilibrio tra permettere con amore e negare con autorevolezza. La stessa cosa vale per la pubblica amministrazione: permettere con spirito di comprensione e tolleranza e reprimere con autorevole fermezza: ecco dunque la delicatezza di situazioni come la “movida” al Ticinese. Ma non finisce qui. La pedagogia un po’ vecchiotta – per alcuni versi insuperata – diceva che s’insegna principalmente con l’esempio e qui adesso viene il bello, si fa per dire.

Fortunatamente i giovani dei quali oggi parliamo, il 30 aprile del 1993 non erano ancora in grado di intendere e quindi del discorso di Bettino Craxi in quel giorno al Parlamento non ne sanno nulla o quasi ma noi sappiamo che dopo quel discorso, esempio di cinismo politico e profondamente e radicalmente antieducativo, le cose sono cambiate nel nostro Paese. Da allora è stato un susseguirsi di scandali, sempre più frequenti e sempre più corrosivi del senso morale ma sempre meno avvertiti come tali dall’opinione pubblica. Oggi passiamo da don Verzè, che si paragona al Cristo in croce, a Nicoli Cristiani che non fa una piega nell’autorizzare per soldi discariche che compromettono la salute delle nuove generazioni. Inutile ricordare Silvio Berlusconi.

Che fare dunque se questo è il fondale del palcoscenico della vita di oggi? Come possiamo salvare i giovani dalla rassegnazione e dal cinismo? La strada imboccata, quella della partecipazione dei ragazzi ai Consigli di Zona, mi pare un buon avvio ma che fare se la scure di Monti vuole cancellarli? Che fare se non ci sono soldi da investire? Non ci resta che la vecchia pedagogia dell’esempio in quello che facciamo quotidianamente ma anche nel saper prendere senza esitazione le distanze da chi nell’amministrare i beni collettivi se ne appropria o lascia che altri se ne approprino in nome di più che discutibili sodalità o semplicemente per denaro. Le occasioni, temo, non mancheranno, anzi già ci sono.

Buon lavoro dunque.

LBG

di Anna Maria Morazzoni
la revoca del CdA è il primo passo per valorizzare le Scuole Civiche di Musica, Lingue, Teatro, Cinema e Televisione

Nel programma elettorale della coalizione che ha vinto le Amministrative si legge: «Il Comune deve potenziare il servizio di orientamento e riorientamento per studenti, giovani e adulti, […] per questo è strategico il rilancio del sistema delle scuole civiche, attraverso […] una trasparente gestione della funzione di indirizzo e di controllo sulla Fondazione Milano (cinema, teatro, musica, interpreti e traduttori) per rilanciare le scuole che ne fanno parte» (p. 29).

Il primo passo in questa direzione è avvenuto il 27 ottobre, con le lettere di revoca dagli incarichi agli organismi dirigenti della Fondazione Milano. In questo modo l’Amministrazione Comunale ha dimostrato di voler rilanciare queste scuole, che sono sempre state di eccellenza, con un chiaro segnale di cambiamento e in palese discontinuità con la gestione precedente.
Con il Sindaco Moratti, nel luglio 2010, la Fondazione Scuole Civiche era stata ribattezzata Fondazione Milano, con la parola “Scuole” espulsa dalla denominazione, per poter destinare questa struttura a scopi estranei alla sua originaria funzione formativa: in piena contraddizione sia con la storia delle Scuole Civiche sia con le esigenze degli studenti – quelli iscritti e quelli potenziali – sia con le aspettative dei docenti, Fondazione Milano aveva «ampliato la sua mission a centro di competenza per l’innovazione nella pubblica amministrazione», diventando una sorta di piattaforma per attività su commissione, anche di privati, con la progressiva distrazione di risorse (materiali e umane) dalle finalità didattiche e culturali.

Alla revoca del CdA si è giunti grazie all’attenzione dell’Assessore Cristina Tajani e all’attività della Commissione Consiliare “Politiche per il Lavoro - Sviluppo Economico - Università e Ricerca” la cui vicepresidente Anna Scavuzzo ha seguito con dedizione e competenza tutte le fasi del percorso.

Questo il testo del comunicato stampa dell’Assessore Tajani:


In queste ore verranno recapitate le lettere di revoca dagli incarichi agli organismi dirigenti della Fondazione Milano (Milano Civica Scuola di Musica, Milano Lingue, Milano Teatro Scuola Paolo Grassi - in foto, Milano Cinema e Televisione).
La revoca degli incarichi è una tappa di un percorso lungo che ha visto l'Amministrazione Comunale impegnata in una valutazione attenta, incominciata con il dialogo con i dirigenti della Fondazione Milano e con un audit specifico per fare luce sui rapporti intercorsi tra la scorsa Amministrazione e la Fondazione.
Le revoche di oggi sono un passaggio obbligato di fronte a un'altissima conflittualità dentro il Consiglio di indirizzo della Fondazione che rischia di essere tutta a danno della didattica. 

A dirlo è Cristina Tajani, cui il Sindaco ha dato una delega specifica alla Fondazione Milano. Il comunicato continua:


In questi mesi abbiamo lavorato alla partenza dei corsi e all'ascolto di tutte le istanze dei docenti e degli studenti delle scuole. Consegneremo ai nuovi organismi della Fondazione un mandato chiaro per investire nella didattica di eccellenza, in una dimensione internazionale delle scuole, nell'ascolto delle professionalità che ha in sé Fondazione Milano. Chiederò al Presidente e agli organismi dirigenti di garantire la funzionalità della Fondazione fino alla nomina del prossimo Consiglio. L'avvio dei corsi è stato reso possibile anche grazie al lavoro del Presidente Paolucci, cui va il ringraziamento di questa Amministrazione per essersi fatto carico di criticità di lungo corso. Avremmo potuto revocare prima gli organismi dirigenti, non lo abbiamo fatto per garantire l'inizio dei nuovi corsi e un'attenta verifica delle condizioni di prosecuzione delle attività, oggi esauritasi.
Nei giorni scorsi il consigliere e musicista Maurizio Salerno ha rimesso il suo incarico nelle disponibilità dell'Amministrazione. Anche al Consigliere Salerno l'Amministrazione chiederà di rimanere in carica per garantire il traghettamento della Fondazione verso i nuovi organismi dirigenti.

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