Scoprire Milano
Piero Colaprico ci racconta una giornata speciale al cimitero, leggendo
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MILANO -  Chi seguendo alcune guide (tra le quali il cronista), chi in gruppo sparso, chi per proprio conto. Sta accadendo lo stesso a Londra, a Parigi, a New York, a Pechino, a grandi capitali: al bisogno delle persone che le abitano di riscoprire le radici comuni, o quello che i romani (antichi) chiamavano genius loci, lo spirito del posto, rispondono le amministrazioni, i privati, le associazioni, suggerendo una strada, un titolo, un museo. Il cronista, recentemente, ha visto con stupore centinaia di persone accalcarsi e non riuscire a entrare agli spettacoli teatrali che le compagnie diciamo minori tenevano alla Fabbrica del Vapore. Più quell’immensa distesa post-industriale che è il Carroponte a Sesto San Govanni, dove si mangia a cielo aperto, si sente musica spesso gratis e la periferia splende di luce propria. Solo vent’anni fa, non era così. Milano stava di più «al chiuso», in tutti i sensi.
Oggi, nonostante i precari, le crisi, le povertà vecchie e nuove, a Milano è tornata la voglia di respirare. E di ascoltare altri «respiri », anche quelli dei cari defunti eccellenti del Monumentale. Lo chiamano «Museo a cielo aperto», ci sono persino i camion elettrici del 1930, non inquinanti, neri, per portare i morti. E tra i giovani della scuola Paolo Grassi, tra chi legge Spoon River e chi parla di design, medicina, poesia, con il vicesindaco De Cesaris che parla di «Donne e politica», è arrivato anche il cronista: con una borsa di libri. Meglio non usare le proprie parole quando quelle dei morti bastano e avanzano. E poi l’idea era di documentare un cambiamento: è qui a Milano che la letteratura dell’Accademia, dei professori, è stata affiancata e sostituita dal linguaggio meno polveroso dei giornalisti-scrittori. Quindi, come resuscitare i giornalistiscrittori in modo sorprendente? Il cronista si è sgolato nell’umidità diaccia del piano terra del Famedio per leggere, davanti alle lapidi, alcune pagine di Giuseppe Rovani. Ai più è sconosciuto, ma raccontava come a Milano, nel 1820, a Porta Romana ci fosse una «movida» straordinaria, grazie a una slitta, che permetteva a ragazzi e ragazze di stringersi nel gioco. Poi al gruppo è stata letta «Notizia», poesia di Giovanni Raboni, che sta nella stessa parete di Renato Simoni, autore di commedie che diventò critico teatrale, e che per tutta la vita amò una donna, moglie di un amico, senza passare dal lei al tu (figuriamoci il resto). E poi, salendo di un piano, pagine di Dino Buzzati, anche per capire che cosa è un «attacco » di pezzo giornalistico. Di Indro Montanelli, per riscoprire l’onestà di dire come la si pensa senza stravolgere la realtà delle cose. E, alla fine di tutto, Giorgio Bocca, mentre racconta la spesa da un salumiere e mentre corre nella notte per un’alluvione. Ma come sottotraccia per tutti noi che eravamo là, in mezzo ai morti, sentendoci molto più vivi, un concetto che si può esprimere rubando a Bocca poche frasi: «Sentivo come vibrare sotto i piedi un ronzio da centrale elettrica, sentivo nell’aria, nei volti, nei gesti una carica irresistibile. Milano non mi piaceva, ma mi trascinava, mi possedeva, mi faceva suo con l’incalzare della vita, dichiarato, scoperto, non dissimulato come a Torino». E a volte, questo ronzio, questo vento che pulisce l’aria, riesce ancora a farsi strada dentro di noi, a farci dire: «Provaci, ce la puoi fare».

di Piero Colaprico 

La "riscoperta" del Monumentale si deve all'associazione "AMICI DEL MONUMENTALE", fortemente voluta da Carla De Bernardi e Lalla Romano presidente e vice-presidente, che si prefigge di diffondere, promuovere, sostenere e sviluppare la conoscenza storico-artistica culturale del Cimitero Monumentale di Milano.

Fuori orario
Si rinnova lo spazio di incontro per i giovani a Milano
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IMILANO - L’Informagiovani di via Dogana 2 (MM Duomo; tram: 3, 12, 14, 16, 24, 27; bus: 54) si rinnova grazie a una sperimentazione unica in Italia: un luogo pubblico gestito direttamente dagli studenti.

Aperto anche di sera, di notte e nei weekend, è la prima ‘aula studio’ , in pieno centro, fruibile anche come luogo di incontri culturali, riunioni ed eventi promossi dai giovani della città.

Saranno direttamente gli studenti a gestire lo spazio, dopo l'orario di chiusura dei servizi dell’Informagiovani (dal lunedì al venerdì alle 18), e, in questa prima fase sperimentale, per almeno quattro sere a settimana lo spazio si aprirà ad associazioni, gruppi informali o semplicemente singoli che vogliono proporre un’iniziativa o utilizzare uno spazio condiviso.

Per conoscere le attività serali, notturne e nei weekend, o per prenotare l'utilizzo dello spazio, puoi inviare una mail all'indirizzo info.ladogana@gmail.com.

Durante le ore di apertura degli sportelli continueranno a essere attivi i servizi più classici dell’Informagiovani (lavoro, studio, mobilità internazionale, volontariato) ma soprattutto ci saranno novità, come lo sharing point, un’area libreria e studio, una piccola ciclofficina, lo sportello Arte di strada, Wifi gratuito, un murales (firmato Pao), tavoli e divani dove studiare, incontrarsi e progettare la città del presente.

Per consultare il calendario degli eventi
http://www.comune.milano.it/giovani/

Mostre
La nuova vita dello spazio di via San Sisto inizia con la mostra del bravo fotoreporter
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MILANO – Prende il via con una splendida mostra fotografica, “Spasibo” di Davide  Monteleone,la nuova vita dello Studio Museo Francesco Messina
Uno spazio che nasce nel 1974 con la donazione da parte dell’artista Francesco Messina di sculture e disegni al Comune di Milano in cambio della possibilità  di trasformare in studio la chiesa sconsacrata di San Sisto e l’adiacente casa parrocchiale. 


Il progetto dell’Amministrazione è quello di dare vita negli spazi del Museo Messina a un centro d’arte con una “doppia anima”: quella dello studio museo dello scultore e quella di un nuovo spazio espositivo. 



Il Museo ha anche ora un nuovo logo, realizzato da Mario Piazza, che vuole dare forma “tipografica” al nuovo corso di questo spazio che aprirà un dialogo tra antico e contemporaneo. 

In estate, inoltre, il Museo verrà abitato da nuove attività: oltre agli incontri dedicati allo scultore (a cura del TCI) verranno organizzati due cicli di lezioni di storia dell'arte in inglese per i giovani delle suole medie, ma anche per semplici appassionati. 

“Lo Studio Museo Francesco Messina è uno spazio fortemente identitario, per la storia e la vita che ha ospitato”,- dichiara l’assessore Del Corno -. E’ un luogo della memoria e del presente, un ponte fra la città medievale e l’oggi. La sua ubicazione urbana fra il Duomo e la Darsena, poi, ne fa un punto  d’incontro imprescindibile per i milanesi e per i turisti. Ciò che lo rende speciale è la differenza con i non-luoghi dell’arte dove le opere transitano, mentre noi vogliamo che qui abitino e vivano”, conclude l’Assessore. 



La mostra Spasibo di Davide Monteleone, in programma dal 24 maggio al 21 giugno negli spazi dello Studio Museo, rivela il potenziale del luogo, ed è il primo passo di questa rinascita, quarant’anni dopo la fondazione del museo. Spasibo è un reportage realizzato durante un soggiorno in Cecenia dal dicembre 2012 all’aprile 2013 che descrive la complessità della situazione Cecena e il rischio dell’annientamento dell’identità di questo popolo, nonostante l’apparente tranquillità e prosperità seguite all’ottenimento dell’autonomia della regione. Con questo lavoro Davide ha vinto la quarta edizione del prestigioso premio di fotogiornalismo Carmignac Gestion Photojournalism Award, il cui tema era proprio la Cecenia.

Le 38 fotografie, tutte in bianco e nero, sono già state presentate alla Chapelle des Beaux-Arts di Parigi nel novembre 2013.

SCHEDA MOSTRA 
SPASIBO di Davide Monteleone 
24 maggio - 21 giugno 2014 
Studio Museo Francesco  Messina 
Via San Sisto 4/A – Milano 


Aperta al pubblico da martedì a sabato, dalle ore 10 alle 19   
Apertura straordinaria domenica 25 maggio dalle 10 alle 19 


Ingresso gratuito 

Iniziative
Un'iniziativa nata dalla collaborazione tra Brand Milano, Triennale e Scuole Civiche
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MILANO – Sette luoghi, sette palcoscenici, sette giorni di spettacolo per raccontare a cittadini, turisti o semplicemente a chi viene e va l’identità di Milano, dal 26 maggio al 1 giugno. Questo l’obiettivo di “Il teatro scende in piazza – Identità Milano” una ricco programma che racconterà tra danza, musica, azioni sceniche la città e la sua storia.

Un programma di spettacoli gratuiti realizzati da Milano Teatro Scuola Paolo Grassi nell’ambito del progetto Brand Milano volto alla valorizzazione dell’immagine della città che il Comune di Milano sta portato avanti grazie al Comitato Brand Milano (costituito da esperti, professionisti, studiosi) con la  collaborazione della Triennale di Milano. 


Le performances di “Il teatro scende in piazza – Identità Milano” si svolgeranno nei sette luoghi della città che ospitano le torri sceniche progettate dall’architetto Michele De Lucchi per la mostra Identità Milano (in Triennale fino al 2 giugno): Arco della Pace, Via Ampère, Piazza Duca D’Aosta, Piazza Gae Aulenti, Piazza San Fedele, Piazzale Teatro Arcimboldi e Parco Solari. 
Le sette torri si trasformeranno per sette giorni in altrettanti palcoscenici dove un gruppo di giovani artisti – attori, danzatori, registi, autori, musicisti, filmmaker – hanno accettato la sfida di reinterpretare i temi identitari di Milano emersi dalla mostra. 

”Un ciclo di spettacoli diffusi nella città che rappresentano la naturale prosecuzione della mostra allestita alla Triennale, in cui si racconta la città e la sua evoluzione grazie ai suoi tratti distintivi. Tratti che non possono prescindere dalla creatività artistica, produttiva, culturale sintetizzati nella sua capacita del fare e fare bene. Grazie alla collaborazione con la Triennale e Fondazione Scuole Civiche si rinnova quel connubio di cultura, ricerca, industria, lavoro creativo e straordinaria capacità di realizzare l’utile e il bello”. Così l’assessore al Commercio, Attiva produttive, Marketing territoriale e Turismo Franco D’Alfonso. 
"Questa iniziativa è il segno di una Milano che sta cambiando, anche grazie al sostegno di questa Amministrazione: una città che, dopo anni di chiusura, si sta esprimendo con entusiasmo nelle sue tante anime che costruiscono la sua identità, a partire dall'arte e dalla cultura. E' il riscatto di una Milano europea e moderna che, anche con Expo, conquisterà il mondo", ha detto la vicesindaco Ada Lucia De Cesaris. 

 “Comporre un racconto teatrale su Milano e le sue molteplici identità” dice Massimo Navone, direttore artistico del progetto performativo “è senza dubbio un’impresa impossibile, paradossale, puramente fantastica, ed è anche la ragione per cui un manipolo di trenta teatranti, la maggior parte con meno di trent’anni, non può resistere alla tentazione di provarci”. 
 

“Il teatro scende in piazza – Identità Milano” è un racconto a più voci, che mescola le storie, i volti, le passioni: dal Futurismo al canto di Alda Merini per Milano, dalle barricate delle Cinque Giornate alla Milano dei bombardamenti, dall’omaggio a Munari e Fontana alla Milano cinematografica di Visconti ed Antonioni, dal carteggio di Paolo Grassi e Giorgio Strehler alle giullarate di Dario Fo e Franca Rame, passando per la visione della Milano di oggi di giovani autori e danzatori. 

“Seguendo il metodo di lavoro fin qui adottato attorno all’ascolto anche gli eventi di spettacolo puntano sulla  partecipazione dei cittadini, per ampliare la percezione del tema e quindi del ruolo sociale nel processo di racconto della città”, dice Stefano Rolando, Presidente del Comitato Brand Milano. 


Un’intera settimana di spettacoli gratuiti, in cui si avvicenderanno ventitre pièces realizzate ad hoc da Milano Teatro Scuola Paolo Grassi con la Direzione Artistica di Massimo Navone e il coordinamento drammaturgico e registico di Giulia Valsecchi, Gabriele Gerets Albanese, Riccardo Mallus, Luca Rodella e Marina Spada, in collaborazione con Milano Scuola di Cinema e Televisione. 
Il cast delle performance è formato da giovani professionisti, attori e danzatori, affiancati da figure ben note al teatro milanese, come Giovanna Bozzolo, Paolo Cosenza, Claudio Lobbia e Luciano Mastellari. 



Per promuovere ulteriormente l’incrocio di diversi sguardi sulla città, Comune di Milano, Triennale Milano e Milano Teatro Scuola Paolo Grassi, hanno ideato un contest che premierà il miglior video dedicato agli eventi performativi della settimana. In palio, la partecipazione gratuita a un corso della Summer School 2014 di Milano Teatro Scuola Paolo Grassi. 

vedi il programma completo su www.triennale.org

Expo in città
Da venerdì 23 a domenica 25 maggio
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MILANO – Nell’ambito delle iniziative legate a “Expo in Citta”, da venerdì 23 a domenica 25 maggio cento musicisti provenienti da tutto il territorio nazionale daranno vita al festival itinerante “100 Violoncelli”, una non-stop musicale capitanata da Giovanni Sollima, una grande festa del violoncello, con musica scritta, stampata e suonata in giornata, che invaderà gli spazi del Teatro dell’Arte e della Triennale di Milano.

Da quest’anno la vita culturale di Milano e il palinsesto di Expo in Città sono arricchiti dai ‘100 Violoncelli’ di Giovanni Sollima, un progetto nato a Roma grazie all’intuizione di Enrico Melozzi nell’ambito delle iniziative del Teatro Valle che arriva a Milano grazie all’apporto fondamentale della Triennale e del CRT – ha commentato l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno –. In tre settimane di programma, Expo in Città propone e offre a Milano musicisti straordinari come Ludovico Einaudi, Giovanni Sollima, Lang Lang ed Esa Pekka Salonen: una grande festa di note per una città che si conferma capitale della musica dal vivo. Dopo l’invasione dei pianoforti, quindi, quella dei violoncelli e, infine, quella della grande orchestra della Filarmonica della Scala, lunedì 26 in piazza del Duomo”.

Il festival inaugurerà festosamente il 23 maggio con un “concerto all’improvviso” in Stazione Centrale, luogo d’incontro dei 100 musicisti in arrivo a Milano. Seguirà un serrato programma di prove e di concerti improvvisati in tutti gli angoli della Triennale di Milano, di “blitz” in città, vere e proprie incursioni in luoghi-simbolo del centro storico, in cui sarà una fortuna rimanere impigliati; e di sera si suona in teatro.

A chiusura della tre giorni di kermesse grande finale domenica 25 maggio alle ore 16 con il concerto conclusivo, che vedrà esibirsi l’orchestra dei 100 violoncelli insieme a grandi ospiti.

Il programma è arricchito da due iniziative collaterali:

- Sabato 24 e domenica 25 maggio, dalle 17.00, si svolgerà in Triennale “L’apprendista liutaio”, un laboratorio creativo dedicato ai bambini, in cui far incontrare musica, artigianato, design e forma. Grazie al Museo del Violino di Cremona | sezione didattica, che ha ideato il progetto, i bambini saranno guidati in un’esperienza unica: giocando con legno, colla, pece, colori, si progetterà e si proverà a costruire assieme un violoncello.
Saranno inoltre messi a disposizione materiali di bottega - forme interne, ricci, manici, un violoncello aperto - con i quali saranno illustrate le caratteristiche dello strumento.

- Sabato 24 maggio alle ore 23 e domenica 25 alle ore 10, la seconda edizione del concorso di composizione “In Clausura”, nato grazie alla collaborazione attiva della Casa Musicale Sonzogno, sarà l’altro importante appuntamento che attraverserà il Festival. Il bando di concorso rivolto a giovani compositori giungerà a conclusione proprio nell’arco del Festival: gli 8 semifinalisti saranno ammessi alla prova di “Clausura in teatro”, per una durata di 12 ore circa, per comporre un brano su un tema musicale scelto e proposto dalla commissione. Il giorno conclusivo, il 25 maggio, i 100 violoncelli diretti da Giovanni Sollima, alla presenza della giuria e del pubblico in sala e in diretta su RadioTre, eseguiranno in versione breve gli 8 brani semifinalisti e si eleggerà il brano vincitore, che sarà eseguito nella sua versione integrale. Il brano vincitore sarà pubblicato dalla Casa Musicale Sonzogno ed eseguito in uno dei prossimi concerti dell’ensemble dei Violoncellisti della Scala.

“100 violoncelli”, nella sua nuova formula di festival itinerante, è un’iniziativa della Società del Violoncello sostenuta dal CRT Milano con cui si apre una collaborazione verso Expo 2015, per un’edizione che vedrà protagonista la Scuola di Liuteria di Cremona e una chiamata di violoncelli che raccoglierà musicisti da tutto il mondo in rappresentanza di tutti i Padiglioni.

Programma 100 VIOLONCELLI

VENERDI’ 23 MAGGIO 2014

- ore 12.00 | 13.00 - Arrivo in Stazione Centrale e concerto inaugurale all’aperto - ore 15.00 | 19.00 – Triennale di Milano – prove aperte dei 100 violoncelli
- ore 16.40 – Giardini “Falcone e Borsellino” di Via Benedetto Marcello - in collaborazione con l’associazione Libera, partecipazione all’annuale commemorazione della strage di Capaci, con l’esecuzione del Secondo Movimento della Settima Sinfonia di Ludwig Van Beethoven da parte di una delegazione di dodici violoncellisti guidata da Giovanni Sollima
- ore 20.30 – Teatro dell’Arte – “Il ventre di Palermo. Sulle tracce di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino” – video/teatro di Felice Cappa e Franco Scaldati
- ore 20.30 – Teatro dell’Arte – concerto Giovanni Sollima e artisti a sorpresa

SABATO 24 MAGGIO 2014

- ore 10.00 | 14.00 – Teatro dell’Arte - prove aperte dei 100 violoncelli
- ore 15.00 | 18.00 – blitz al Castello Sforzesco, Via Dante, Piazza Mercanti, Piazza del Duomo, Galleria Vittorio Emanuele, Piazza della Scala, Largo Cairoli, Piazza Cadorna
- dalle ore 17.00 - “L’Apprendista Liutaio”, laboratorio per bambini a cura del Museo del Violino di Cremona | sezione didattica
- ore 19.30 – presentazione nuovo cd di Giovanni Sollima “Aquilarco-Live in NY”
- ore 21.00 – Teatro dell’Arte – concerto dei 100 violoncelli
- ore 23.00 – Teatro dell’Arte – apertura Concorso di Composizione “In Clausura”

DOMENICA 25 MAGGIO 2014

- ore 10.00 | 13.00 - Teatro dell’Arte – Concorso di Composizione “In Clausura”
- ore 16.00 – Teatro dell’Arte – concerto finale dei 100 violoncelli
- dalle ore 17.00 - “L’Apprendista Liutaio”, laboratorio per bambini

Info e aggiornamenti sul programma: www.crtmilano.it e www.100cellos.it


Informazioni , biglietti, prevendita
Triennale di Milano – Viale Alemagna 6
orario
martedì > venerdì 14.30-19.30
sabato 10.30_18.30 domenica 10.30_15.00
Telefono 02.72434258
e-mail: biglietteria.teatro@triennale.org

Petizioni
Roberto Escobar rinnova l'appello a salvare lo storico cinema milanese
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MILANO - Come la sventurata Ermengarda del suo eponimo, il Cinema Manzoni non è in buona salute.
Sono uno dei primi firmatari della petizione promossa da un gruppo di cittadini per salvarlo dalla trasformazione in spazio commerciale.
Con un ulteriore grido di dolore, la cittadinanza attiva e sensibile alle istanze culturali segnala al Comune, con ben più di un migliaio di firme, l’urgenza di fermare un infausto progetto di riconversione – chiamiamolo pudicamente così – analogo a quello che ha riguardato altre grandi e storiche sale cinematografiche del centro città (Capitol, Astra, Corso, Excelsior) all’insegna della massimizzazione del profitto indotta prevalentemente dalla moda – sempre che sia vero....
Anche in questo caso la proprietà (Prelios, ovvero Pirelli RE) intende ristrutturare lo spazio in pieno contrasto con la destinazione cinematografica della sala, rinnegando la storia di questo “bene comune”, il primo cinema milanese dotato del cinerama. Spetta all’Amministrazione Comunale fermare questa ennesima devastazione del patrimonio artistico e culturale e riportare nel centro di Milano il servizio ai cittadini che una grande sala cinematografica può offrire con una programmazione accurata e virtuosa.
Il 5 maggio 2013 il collettivo Macao aveva celebrato il proprio primo compleanno, esattamente un anno dopo l’occupazione della Torre Galfa, invadendo pacificamente e simbolicamente questo spazio abbandonato, ma neppure questo segnale forte è riuscito a trovare ascolto, forse perché si preferì sottolinearne l’aspetto di illegalità anziché intenderlo come vigoroso stimolo alla riflessione.
E’ sorprendente la diversità tra l’orientamento attuale dell’Amministrazione Comunale e quello seguito nell’immediato secondo dopoguerra: quando il teatro ottocentesco di piazza San Fedele fu distrutto dai bombardamenti del 1943 la città reagì con la costruzione di un nuovo spazio, appunto il Manzoni (aperto nel 1950), mentre ora si rinuncia improvvidamente a questo stesso luogo e alla sua destinazione culturale!
Le considerazioni sull’opportunità di preservare una architettura d’avanguardia per la fine degli anni Quaranta sono di competenza della Sovrintendenza, che però si ritrova inerme con il venir meno del vincolo monumentale in seguito a un ricorso della proprietà. Tuttavia, restano valide le considerazioni sul ruolo di servizio ai cittadini che un “bene pubblico” è chiamato a svolgere. Dunque, sollecito l’attenzione del Comune e invito a sottoscrivere la petizione all’indirizzo http://www.cinemamanzonibenecomune.com/

di Roberto Escobar (Docente di Filosofia Politica e Analisi del linguaggio politico all'Università degli Studi di Milano, collabora con L'Espresso come critico cinematografico)

Cinema
Grazie all'anonimo sponsor/mecenate
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MILANO - Contrordine, il festival “Cannes e dintorni” ci sarà anche quest’anno. Mercoledì sera un imprenditore, che ha voluto rimanere anonimo, ha contattato Stefano Losurdo (uno dei promotori che 18 anni fa, assieme a Lionello Cerri e Daniela Benelli, decise di creare la rassegna dedicata ai film del Festival di Cannes) e si è offerto di coprire la cifra necessaria per la sua attuazione, cioè i circa 40mila euro che si sommerebbero agli altri 40 o 50mila ricavati dalla vendita dei biglietti per le proiezioni nelle varie sale. Si è mosso dopo la notizia sulla cancellazione della rassegna pubblicata nei giorni scorsi. «Si è presentato da me — spiega Losurdo — e si è detto stupito: possibile che per 40mila euro una cosa così importante debba sparire? Ha detto di voler dare un segnale alla città, contro l’imbarbarimento, il menefreghismo, la poca attenzione che si dà alla cultura. E mi ha già spedito una bozza di contratto di sponsorizzazione». La manifestazione, alla sua ventesima edizione, potrebbe svolgersi dal 12 al 18 giugno, a ridosso del festival francese. Anche se bisognerà fare in tutta fretta traduzione e sottotitolazione dei film stranieri, e programmare le uscite nelle diverse sale cittadine.

Maggio al Castello
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MILANO - Dal compleanno al Castello, ai percorsi alla scoperta di arte e storia: al via le attività dedicate a bambini 
Milano, 23 aprile 2014 – A maggio famiglie e bambini potranno festeggiare il compleanno a Sforzinda: questa la novità nel fitto calendario di attività in programma fino alla fine dell’anno scolastico, dedicate a bambini dai 4 agli 11 anni, accompagnati dai genitori, che si affiancano ai tradizionali appuntamenti per le scuole, dall’infanzia alle medie. 

"Sforzinda organizza tutto l’anno itinerari per la scuola e a maggio offre alle famiglie anche percorsi dedicati per il tempo libero. I bambini, insieme ai loro genitori, possono così vivere e conoscere il Castello, come luogo dove divertirsi ma anche conoscere e apprezzare il patrimonio storico e artistico della nostra città” ha detto Francesco Cappelli, assessore all’Educazione e Istruzione. 

Martedì 6 maggio, alle 17, è in programma l’appuntamento “Il libricino” di Leonardo (per i bambini dagli 8 agli 11 anni): dalla pancia del cavallo di Leonardo escono le pagine di un codice e i suoi segreti. I bambini imparano così a decifrare la scrittura, scrivere e disegnare con antichi strumenti e un “libricino” delle parole da scrivere e da conservare. Martedì 20 maggio, sempre alle 17, c’è “Movendo il piede nei cortili del Castello” (per i bambini dai 4 ai 7 anni): i bambini vanno alla scoperta del Castello Sforzesco con le sue porte, le torri, il ponte levatoio, la Corte Ducale, la Rocchetta… Ma per  scoprire il Castello in ogni luogo si guarda, si ascolta, si gioca. 

Quest’anno, inoltre, per la prima volta, nei pomeriggi di martedì 13 e 27 maggio, Sforzinda offre ai bambini la possibilità di festeggiare il compleanno con i propri amici e i genitori, prenotando un percorso dedicato. Invece, per le famiglie che desiderano visitare in autonomia le sale e i tesori del Castello è a disposizione, presso la segreteria di Sforzinda, la “Mappa delle meraviglie” con quattro percorsi che offrono informazioni e suggeriscono le attrazioni da non perdere. 

Sforzinda è uno “spazio di incontro e di gioco", un  “centro culturale" creato in un ambiente suggestivo all’interno del Castello Sforzesco che offre attività a tema, per permettere ai bambini  della scuola dell'Infanzia, primaria e secondaria di primo grado di conoscere il patrimonio artistico e culturale della città. Si trova nella piazza d’Armi, all’altezza del fossato interno. Lo spazio, caratterizzato dai soffitti bassi a volta e dalla presenza di alcuni elementi architettonici della struttura originaria, è allestito con arredi appositamente progettati che richiamano, nelle forme e nei colori, segni e simboli del Castello. 



Il programma completo delle attività didattiche per scuole e famiglie offerte da Sforzinda è consultabile su: www.comune.milano.it > Educazione e Istruzione > Sezioni didattiche > Sforzinda: il Castello di Milano per i bambini.

Per prenotare le iniziative si può chiamare lo 02.88463792 (dal lunedì al venerdì dalle ore 12,30 alle ore 14,30) o scrivere a: ED.ScuolaDidatticaSforzinda@comune.milano.it. 

Teatro
Dal 2 al 4 maggio alla Fabbrica del Vapore
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MILANO  – È stata presentata oggi a Palazzo Marino la seconda edizione “IT Festival”, il Festival del Teatro Indipendente milanese, in programma dal 2 al 4 maggio presso la Fabbrica del Vapore,  in via Procaccini 4.
Sono 115 le compagnie che hanno risposto alla chiamata pubblica di Associazione IT, proponendo di mettere in scena su 8 diversi palcoscenici i loro lavori, con il coinvolgimento di oltre 500 artisti. Il progetto, realizzato in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura, darà vita a una vera e propria maratona teatrale.
“IT festival è un occasione importante di incontro fertile e creativo, ma anche di socializzazione libera e spontanea, che propone al pubblico una conoscenza diretta degli artisti e del loro lavoro anche al di fuori dalla scena - ha dichiarato l'assessore alla Cultura Filippo Del Corno -. Una tre giorni di festa in uno spazio che sarà sempre più dedicato ai giovani e all’espressione del loro talento in tutti i campi”.
"Si tratta indubbiamente di un evento molto significativo per la città, capace di avvicinare i giovani milanesi al mondo del teatro indipendente. Non è un caso, poi, che IT si svolga alla Fabbrica del Vapore, spazio dove la produzione creativa e le arti performative costruiranno sempre più sinergie con la città, al fine di creare anche uno spazio per l'aggregazione giovanile", ha detto Alessandro Capelli, delegato alle Politiche Giovanili.
La maratona di teatro abiterà infatti diversi spazi della Fabbrica del Vapore, grande laboratorio di idee ed esperienze creative della città: Sala Colonne, Il Fischio, Dagad Studio, Via Farini, Care of, Studio Azzurro, Maschere Nere, Macchinazioni teatrali sono i luoghi nei quali saranno allestiti gli otto palcoscenici.
Numerose le iniziative collaterali che accompagnano gli spettacoli:
-        IT YOUNG; tra le 15.30 e le 18 di sabato 3 e domenica 4 maggio, il festival dedica una parte importante della propria programmazione agli spettatori di domani (0-14 anni). I bambini sono invitati a partecipare a IT e ad esprimere il loro giudizio tramite un disegno o un pensiero. Il migliore farà vincere alla propria scuola ingresso gratuito a uno spettacolo.
-        IT’S LATE: a mezzanotte, al termine della maratona, ci si ritrova per un incontro di meno di un’ora tra gli artisti e gli spettatori. Alcune di queste riflessioni saranno espresso in BLOG IT, spazio virtuale in cui un gruppo di giovani critici è chiamato ad osservare e commentare gli spettacoli di IT.
-        TALK IT: operatori del settore e non sono invitati a discutere e a confrontarsi sull’esperienza di IT: un incontro informale che si svolgerà tra le 10 e le 14 di sabato e domenica. Domenica pomeriggio dalle 15 alle 17 si elaboreranno le conclusioni dei lavori.
-        MENTOR IT: ciascun gruppo che presenta il suo lavoro a IT  ha scelto di far seguire il proprio lavoro da un ‘mentore’, una persona che ha ne ha seguito le fasi di costruzione. Hanno aderito al progetto, tra gli altri, Serena Sinigaglia, Edoardo Erba, Alina Marazzi, Isabella Ragonese, Danio Manfredini, César Brie, Piero Colaprico, Leo Muscato.


Per tutte le info: 
www.itfestival.it 
info@itfestival.it 
Gli spettacoli della maratona si svolgono dalle 18 a mezzanotte. 
Ingressi € 5 al giorno. (per preacquistare i biglietti https://www.mioticket.it/itfestival/)

Cultura e istituzioni
Un invito al sindaco Pisapia a "fare chiarezza" sulle problematiche del nostro "tempio della lirica"
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MILANO - La stampa locale, nazionale e internazionale registra in questi giorni il “caso Pereira”, stigmatizzando l’operato del futuro sovrintendente del Teatro alla Scala, che vende e acquista da se stesso i diritti di allestimento di sette opere: licenziato con tre anni di anticipo dal Festival di Salisburgo, Pereira cerca di salvarne i conti in rosso acquistando come Scala, senza essere legittimato a prendere impegni e firmare contratti prima della sua nomina a sovrintendente, cioè prima del 30 settembre, alla scadenza del mandato di Stéphane Lissner.

Che gli spettacoli proposti da Pereira al CdA e ai Sindacati – e subito divulgati dalla stampa –fossero quelli di Salisburgo non è sfuggito neppure all’appassionato più distratto, invece il Sindaco dice di averlo “appreso dalla stampa”. La musica non è il suo mestiere e forse gli va stretto il ruolo di Presidente della Fondazione Teatro alla Scala che gli è imposto per legge. Però, Pisapia ha una solidissima esperienza come avvocato e all’ultimo CdA avrebbe potuto comportarsi come tale e decidere di chiudere subito il rapporto di consulenza con Pereira, senza aspettare di “vedere le carte”, anzi recandosi a quello stesso CdA conoscendole già. Possibile che nessuno abbia informato il Sindaco in anticipo? Possibile che con la sua esperienza non abbia avvertito qualche puzza di bruciato? Insomma, in questa vicenda il Sindaco non ha dimostrato verso la Scala un’attenzione adeguata: poteva ammettere subito che la scelta di Pereira come futuro sovrintendente è stata improvvida ed evitare il putiferio scatenatosi nei giorni successivi; oppure poteva confermare subito la propria fiducia nel sovrintendente designato e chiudere la questione sul nascere. Pisapia ha scelto di prendere tempo, di aspettare le reazioni del Ministero e l’evoluzione degli equilibri politici intorno alla vicenda: speriamo sia una tattica vincente, in mancanza di un’autentica strategia.

Ora si invocano l’incombenza di Expo e l’urgenza di definire una programmazione all’altezza della fama di cui gode (godeva?) il Teatro e che soddisfi le aspettative del pubblico internazionale del 2015 come scorciatoia per eludere il problema più urgente, quello dell’identità del Teatro che si concretizza nella sua programmazione.

La Scala funziona grazie a una macchina organizzativa ben collaudata da tutti i punti di vista ed è in grado di proporre ottimi spettacoli anche in situazioni di urgenza: le masse artistiche – orchestra, coro, maestranze di palcoscenico – sono capaci di prestazioni d’eccezione in particolare con direttori di alto livello (come dimostra l’opera attualmente in scena, Les Troyens, diretta da Antonio Pappano); i Laboratori Ansaldo sono in grado di realizzare scenografie e costumi in tempi contenuti; la direzione artistica gode di un buon numero di collaboratori affidabili per la scelta dei cast. Dunque, l’urgenza di programmare per Expo è uno specchietto per le allodole rispetto alla questione Pereira: la Scala è in grado di muoversi con le proprie forze, senza importare spettacoli già visti nella vicina Salisburgo (se del caso, piacerebbe fossero confermate le due opere più recenti: Die Soldaten di Zimmermann, un capolavoro del Novecento mai allestito a Milano, e Finale di partita, il primo e nuovo impegno teatrale dell’anziano e ottimo György Kurtág).

Sono tanti i problemi aperti per il Presidente del Teatro alla Scala, in primis la questione dell’autonomia con una sorta di “statuto speciale”, diverso da quello di ogni altra Fondazione, rivendicato per la storia e l’importanza internazionale del nostro “tempio della lirica”. Però, alle considerazioni di “buon governo” devono accompagnarsi riflessioni artistiche. La Scala è in primo luogo il teatro di Milano, dunque dell’opera italiana della quale dovrebbe fornire allestimenti indiscutibili e indimenticabili: da questo punto di vista le ultime stagioni sono state carenti e in particolare le produzioni di opere di Verdi nell’anno del bicentenario sono state troppo modeste. Anche per questo motivo, sarebbe benvenuta la presenza di un sovrintendente italiano, affiancato da un direttore artistico italiano: due personalità che siano libere dai condizionamenti dei circuiti delle agenzie internazionali.

Propongo qui di seguito un documento redatto e condiviso con professionisti del settore e personalità della scena culturale milanese, inviato al Sindaco poco dopo l’annuncio delle dimissioni di Lissner nell’ottobre 2013, e tuttora valido.


«Egregio signor Sindaco,
l’annunciato cambio della guardia alla Scala dovrebbe offrire alla città l’occasione per una riflessione sulle prospettive di quello che continua a essere il più importante simbolo culturale di Milano.
Sin dalla difficile crisi del 2005 – innescata da scelte dei soci non condivise (per sua successiva ammissione) dal Sindaco di allora – resta aperta la questione del legame tra il Teatro e la città, mediato dal ruolo e dalle funzioni, statutarie e di moral suasion, attribuiti al Sindaco pro tempore. Da questo punto di vista, si può osservare come tale legame si sia di fatto molto attenuato, tradendo lo spirito della riforma in Fondazione, che non ha mai prefigurato una netta abdicazione del potere pubblico, e tanto meno dell’amministrazione civica, garante, tra l’altro, di un rilevante finanziamento riconosciuto con l’attribuzione per legge del ruolo di Presidente al Sindaco, il quale, dunque, deve riassumere la capacità di guida e di indirizzo del Teatro nei confronti della cittadinanza.
Senza mettere, ovviamente, in discussione l’apertura al contributo dei privati, che in fondo ha funzionato effettivamente solo a Milano, e senza rivendicare alcuna prevalenza dei soggetti pubblici, è doveroso che la città svolga il ruolo che le spetta, non solo per la veste di Socio Fondatore ma, soprattutto, per l’importanza che la Scala assume per la proiezione internazionale della città e la sua capacità attrattiva, per il rafforzamento dello spirito civico e per la definizione di nuove politiche culturali, coerenti con le esigenze di profondo rinnovamento imposte dalla crisi economica.
Assume perciò valore prioritario, nella fase di individuazione del nuovo Sovrintendente, la definizione della vocazione che la Scala si attribuisce, riconducibile all’esigenza di garantire qualità e identità, tanto più alla luce del ruolo che il Teatro potrà svolgere nei mesi dell’Expo. Il Teatro deve riaffermare la propria eccellenza attraverso la riacquisizione di un’immagine, oggi appannata, intorno a figure artistiche stabili e qualificate, auspicabilmente espressione del patrimonio di eccellenza nazionale e milanese, insieme con una programmazione artistica che rilanci l’opera e la musica italiane, che il mondo identifica con questo Teatro.
Sarebbe quindi opportuno, in questa fase di riflessione e per le successive decisioni, che l’Amministrazione si dotasse di strumenti decisionali adeguati, quali dettagliate ricerche sulle performances dei principali competitor a livello internazionale, per verificare i margini di miglioramento possibili sul fronte della gestione economico-finanziaria e per avviare in piena consapevolezza il conseguente, ineludibile confronto sindacale.
Da questo punto di vista, la dra

mmatica situazione economica, che sta imponend

sacrifici durissimi e di lunga durata a tutti i cittadini, rende non procrastinabile una riflessione sulle funzioni sociali che questo grande soggetto culturale, abbondantemente finanziato con risorse pubbliche, deve svolgere, con l’obiettivo di aumentare la domanda, diversificare la composizione sociale degli spettatori e coinvolgere con continuità i giovani.
Infine, è importante sensibilizzare in tale dibattito tutta la città, le istituzioni milanesi dello spettacolo dal vivo e, in particolare, il sistema delle imprese, che dovrebbero essere richiamate non tanto a una generica generosità nei confronti della Scala, ma alla definizione di una politica precisa di rilancio dell’immagine complessiva di Milano e della sua attrattività che passi, o addirittura parta, dalla nuova proiezione internazionale del marchio Scala che il mondo dovrà associare all’eccellenza artistica e gestionale e a una precisa e caratterizzante identità culturale italiana.

Sulla base di queste premesse si chiede al Sindaco, quale Presidente della Fondazione, di fare chiarezza riguardo a:
- mission del Teatro, come istituzione di “pubblico servizio” e secondo la sua vocazione di “tempio dell’opera italiana”;
- aumento del numero di recite alla luce delle possibilità offerte dal nuovo palcoscenico;
- maggiore accessibilità, per favorire la presenza e la formazione culturale di un pubblico ampio e socialmente diversificato;
- trasparenza nelle modalità e nei criteri di selezione del nuovo Sovrintendente, al quale si devono affiancare un Direttore artistico e un Direttore musicale con impegno teatrale esclusivo in Scala;
- severa spending review sulle politiche retributive di alto livello con l’obiettivo di garantire sostenibilità e pareggio di bilancio;
- valorizzazione dei Laboratori Ansaldo;
- Scala ed Expo: sviluppare le capacità progettuali e gestionali del Teatro con una “regia” che abbia i suoi tempi di programmazione e coinvolga tutte le istituzioni.
È quindi auspicabile che il Sindaco assuma le decisioni conseguenti in tempi contenuti, al fine di evitare il protrarsi di una situazione di precarietà con il pericolo di generare conflitti di interessi.»

I “conflitti di interessi” ai quali si faceva riferimento in questo documento riguardavano la Scala e l’Opéra di Parigi, ora riguardano Salisburgo, dunque… siamo ancora allo stesso punto oppure siamo passati dalla padella nella brace?

di Anna Maria Morazzoni  (Musicologa, ha insegnato nei Conservatori e attualmente è docente all’Università di Milano-Bicocca. Membro del comitato direttivo di Movimento Milano Civica).




 

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