Palazzo Reale
In mostra fino al 12 aprile le opere dei dieci artisti vincitori
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MILANO - Promossa dal Comune di Milano Cultura e nata dalla collaborazione tra Palazzo Reale e Fondazione Furla, la mostra, allestita nelle sale di Palazzo Reale fino  al 12 aprile 2015 e con ingresso gratuito, fa il punto sull’arte italiana degli ultimi quindici anni attraverso le opere e le ricerche artistiche dei dieci artisti vincitori: Sislej Xhafa (2000), che attiva lo sguardo dell’altro alla ricerca dell’identità migrante; Lara Favaretto (2001), con una ricerca rivolta a dare senso poetico alla fragilità e marginalità; Sissi (2002), con una pratica performativa che dà corpo ad anatomie emotive e visionarie; Massimo Grimaldi (2003), interessato a ridefinire l’arte  con immagini e forme come massa neutra interposta tra creatore e fruitore; Pietro Roccasalva (2005), che mette al centro la  sopravvivenza della pittura nelle forme dell’attualità contemporanea; Luca Trevisani (2007), che indaga apparati biologici vegetali che rimandano a vie di scorrimento di flussi nella fragilità della loro organizzazione; Alberto Tadiello (2009), la cui tensione e attrazione, rumore e silenzio sono chiamati a ridisegnare lo spazio come campo d’energia; Matteo Rubbi (2011), che fa della relazione e condivisione attivatori di contesto volti a rompere la neutralità del white cube; Chiara Fumai (2013), il cui attivismo performativo sollecita alla messa in discussione dell’attualità sociale; e il duo Maria Iorio e Raphael Cuomo (2015), le cui tattiche documentarie e ricostruzioni storicistico/narrativo, veicolano traiettorie di ricerca a lungo termine. 

“Da sempre Milano è fucina di innovazione, in qualunque campo dell'arte e della tecnica, e laboratorio di esperienze capaci di trasformarsi in avanguardia creative – ha commentato l'Assessore alla cultura Filippo Del Corno –. La partnership con il Premio Furla nasce proprio nel solco di questa tradizione culturale per valorizzare la formazione e il talento dei giovani artisti e lo scambio tra esperienze, ed è un ulteriore tassello dell'alleanza tra pubblico e privato nella costruzione dell'offerta culturale della nostra città”. 

“Quando il Premio Furla è nato, nel 2000, era un momento in cui i premi d’arte e le opportunità per i giovani artisti erano praticamente inesistenti e il nostro era un progetto pionieristico e visionario – ha sottolineato Giovanna Furlanetto, Presidente di Fondazione Furla e Furla S.p.A. – A quindici anni di distanza, oggi possiamo dire che il lavoro portato avanti con passione, impegno e coerenza ha messo radici profonde e dato i suoi frutti.

GROWING ROOTS è perciò un omaggio alla storia del Premio e a tutti coloro che negli anni ne hanno fatto parte, e allo stesso tempo segna una fase nuova e importante: la collaborazione con il Comune di Milano e Palazzo Reale, nell'anno di EXPO, è un gradino particolarmente significativo di questo percorso di crescita per valorizzare capacità, idee e visioni dei giovani artisti, che sono la vera radice del nostro futuro.” 

“Mettendo in scena le opere dei dieci vincitori del Premio Furla – sottolinea Chiara Bertola, ideatrice e curatrice del Premio Furla fin dalla sua prima edizione – la mostra racconterà la qualità e la diversità dell’arte italiana che conferma la sua attualità nell’affermazione delle differenze, quanto mai necessarie a ridefinire le identità nel mondo globalizzato. Pittura, scultura, installazione, video, performance, disegno, suoni, materie antiche e contemporanee sono gli elementi delle opere che si vedranno nella mostra, a testimonianza sia del Premio Furla e della sua storia, che del contesto sociale e culturale in cui queste opere hanno avuto la loro genesi .” 
Il percorso si articolerà lungo le undici sale dell’Appartamento dei Principi di Palazzo Reale partendo da una prima sala introduttiva sulla storia del premio - a cura dell’artista Riccardo Arena - per poi svilupparsi in dieci sale in cui dialogheranno le opere degli artisti. La mostra diventerà in questo modo il racconto di una parte della storia recente dell’arte italiana, risultato  del lungo processo di analisi critica portato avanti nei quindici anni di vita del premio  dagli oltre cento critici e curatori internazionali coinvolti nella selezione di centinaia di artisti italiani. 
“Una mostra volta a presentare e riassumere la ricchezza del panorama artistico italiano - aggiunge Giacinto Di Pietrantonio - tra i più complessi e multiformi della scena artistica mondiale, a cui il premio Furla ha dato un forte segno di riconoscimento nel corso dell’inizio del terzo millennio.” 
E proprio a questa complessità e ricchezza, all’idea di struttura organica, dalle radici forti e ricoperte di nuovi germogli in crescita, fa riferimento l’immagine guida della mostra, creata da Gaia Carboni, giovane artista italiana che vive e lavora a Berlino. Carboni e Arena sono stati coinvolti grazie alla collaborazione con l’Archivio Viafarini. 
La mostra sarà accompagnata da un catalogo edito da Mousse Publishing, con testi di Chiara Bertola e Giacinto Di Pietrantonio, che racconterà la storia del Premio e degli artisti vincitori e conterrà una sezione dedicata ai finalisti della decima edizione appena conclusa. 


SCHEDA TECNICA 
Orari di apertura: Lunedì dalle 14.30 alle 19.30 
Martedì, mercoledì, venerdì, domenica: dalle 9.30 alle 19.30 
Giovedì e sabato: dalle 9.30 alle 22.30 
INGRESSO GRATUITO 


WEB 
www.growingrootsmilano.it 
www.comune.milano.it/palazzoreale 
www.fondazionefurla.org 
#growingroots 


Immagini e cartella stampa scaricabili a questo link 
growingrootsmilano.it/press   


Welfare milanese

Majorino: “Con il nuovo Piano Infanzia una città a misura di bambino”
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MILANO – Sono 11 i milioni di euro in arrivo dal nuovo Piano Infanzia che serviranno a disegnare il nuovo modello di welfare alla milanese: centrali le azioni destinate al sostegno alle famiglie e alla genitorialità, alla tutela dei minori e dei bambini ospedalizzati e all’impegno per creare una città che sia davvero a misura di bambino.

 Le azioni del Piano e i bandi sono stati presentati oggi nell’incontro “Il Piano dell’infanzia e dell’adolescenza. Si parte, finalmente”, all’interno del 4 Forum delle Politiche Sociali. Presentato anche il progetto “Una scuola a misura di bambino per scoprire il mondo in tutta sicurezza” realizzato da Lysoform in collaborazione con il Comune di Milano ed Energie Sociali Jesurum Lab che prevede la donazione di kit di pronto soccorso e materiale di cancelleria per 80.000 euro a 151 scuole primarie di Milano. Questo progetto è un esempio della sinergia tra pubblico e privato che ha permesso la realizzazione di numerose iniziative nel campo del sociale. 


“Con i fondi in arrivo dal nuovo Piano Infanzia ci muoviamo verso una nuova frontiera del welfare milanese che mette al centro la famiglia e i bambini puntando sul sostegno alla genitorialità e la tutela dei minori, soprattutto quelli più in difficoltà – ha dichiarato Pierfrancesco Majorino, assessore alle Politiche Sociali e Cultura della Salute –. Dobbiamo agire con rapidità e decisione per affrontare con azioni concrete il tema dell’impoverimento delle famiglie che soffrono a causa della crisi, un problema che per troppo tempo è stato sottovalutato. E vogliamo coinvolgere nella nostra azione tutti i soggetti che operano sul territorio nella costruzione della rete di cura della persona”. 


“Il Piano Infanzia è un’occasione unica e importante per dare vita a una progettualità in grado di incidere concretamente sulla vita delle scuole milanesi – è intervenuto Francesco Cappelli, assessore all’Educazione e Istruzione -. Punteremo su una progettualità mirata a diminuire il fenomeno della dispersione scolastica e su iniziative in grado di creare una nuova cultura dei servizi per l’infanzia, basata sulla condivisione e il coinvolgimento attivo dei i soggetti del Terzo Settore che operano sul territorio”. 
“Aumentare l’utilizzo degli spazi scolastici, in particolare delle palestre, aprendoli alle iniziative sportive, sociali e culturali. Questo è il nostro obiettivo: far vivere tutti gli spazi della città - ha dichiarato l’assessora al Benessere, Qualità della vita, Sport e tempo libero, Risorse umane, Tutela degli animali, Verde, Servizi generali -. Ci sono, inoltre, in questo piano due aspetti innovativi: il primo è il diritto allo sport come attività di base per l'infanzia. Il secondo è quello delle scuole aperte. Dobbiamo aprire le scuole sempre di più e valorizzare così il patrimonio esistente perché le scuole sono importanti presidi sul territorio e elementi di socialità”. 


“Nel piano infanzia è fondamentale dare centralità agli obiettivi, importanti per la realizzazione della città dei ragazzi e dei giovani. In questa logica è necessaria l'aggregazione dei soggetti partecipanti, e qui sta l'innovazione,  che consente di passare dalla parcellizzazione dei soggetti più piccoli alla partecipazione in processi più grandi come quelli che riguardano l'uso scuole e l'integrazione con la sicurezza”, ha dichiarato Marco Granelli, assessore alla Sicurezza e coesione sociale, Polizia locale, Protezione civile, Volontariato. 
Con questo Piano l’Amministrazione interviene coralmente su una materia tanto delicata e dall’altra scommette molto più di prima sul tentativo di aiutare le famiglie. Inoltre, è la conferma di una rafforzata partnership con il Terzo Settore. I progetti, riguardano, infatti, la frequentazione delle attività sportive e culturali già presenti in città, l’utilizzo delle scuole in orario pomeridiano e l’esperienza assolutamente inedita per le grandi città italiane del ‘mutuo aiuto tra le famiglie’  come strumenti utili per le mamme e i papà in un periodo tanto difficile della nostra storia. Decidere di sostenere famiglie che aiutano altre famiglie per portare i bambini al cinema o a teatro, o per farli crescere insieme nell’utilizzo degli spazi pubblici, strutture aggregative, ludoteche ma anche cortili, piazze, parchi, significa decidere di puntare sul diritto alla crescita dei più piccoli come un diritto che cammina sulle spalle di un rapporto tra le famiglie e la città. 


Tra i tanti nuovi progetti previsti dal sesto Piano figurano in particolare: “Cultura e Sport per tutti” (assegnati 1.150.000 euro) per garantire a tutti i bambini e adolescenti le risorse necessarie per fare attività sportiva, andare a teatro, imparare a suonare uno strumento musicale; “Famiglie Solidali” (cui vanno 600.000 euro) , ovvero  il sostegno da parte di una famiglia a un’altra in difficoltà con la possibilità anche di ricevere un sostegno economico per attività condivise; “Scuole Aperte” (700.000 euro) per aprire le strutture anche il pomeriggio e il fine settimana con iniziative per tutta la cittadinanza; “Garante Infanzia e Adolescenza” con la costituzione e l’avvio del Garante cittadino dei diritti dell’Infanzia, del suo ambito di azione e della rete di soggetti che collaboreranno con lui; “Adolescenti e Sicurezza” (600.000 euro) per la prevenzione e il contrasto dei comportamenti a rischio (bullismo, baby gang e atti vandalici). 


Tra i progetti che proseguiranno sono compresi anche: “Spazio Agorà” (cui vanno 100.00 euro) per sviluppare l’intervento di coesione sociale con famiglie e bambini nel quartiere di Quarto Oggiaro; “ICAM” (200.000 euro) per dare continuità innovando al progetto di sostegno alle madri detenute con bambini da 0 a 6 anni. Le risorse messe disposizione dal piano saranno utilizzate per il progetto “Socialità di quartiere” (cui vanno 1.400.000 euro) per la riqualificazione sociale e per migliorare e incrementare i Centri di Aggregazione Giovanile e i Centri Diurni per i minori e per contrastare e porre rimedio alla dispersione scolastica. 

Mostre
Dal 18 febbraio al 31 maggio 2015, Expo in città entra nel vivo degli appuntamenti con la grande arte
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MILANO - La Galleria d’Arte Moderna di Milano, in collaborazione con il Museo Rosso di Barzio, dedica a Medardo Rosso (1858-1928) una mostra monografica costituita da una selezione importante della sua produzione scultorea e fotografica. A più di trent’anni dall’ultima rassegna che Milano ha dedicato allo scultore (1979) la mostra si pone come occasione di conoscenza e approfondimento di un artista di richiamo internazionale per l’interpretazione personale della materia, straordinariamente moderno nella sua sperimentazione tecnica e poetica, ma anche per la sua vocazione cosmopolita e la sua esperienza a contatto con le avanguardie novecentesche.

Alle 15 opere di Rosso della GAM viene affiancata una selezione significativa dal Museo Rosso di Barzio, che ha partecipato alla curatela della mostra, e una serie di prestiti nazionali (GNAM di Roma, Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti di Firenze, GAM di Torino, Galleria Interazionale d’Arte di Venezia, MART di Rovereto) e internazionali (Musée d’Orsay e Musée Rodin di Parigi, Staatliche Kunstammlungen di Dresda, il Museo d’Arte di Winthertur, Szepmuveszeti Muzeum di Budapest) che consentono una visione ampia sia dei soggetti affrontati dall’artista sia della sua evoluzione interpretativa, e, infine, della sua competenza e passione per la tecnica fotografica.

“Questa mostra, che rappresenta un importante appuntamento espositivo nel programma di ‘Expo in città’, nasce dallo sguardo attento alla conservazione e alla valorizzazione delle collezioni che ha guidato gli interventi di questi ultimi anni alla Galleria d’Arte Moderna, dove il rinnovamento dei percorsi espositivi è stato inteso soprattutto come rivalutazione dei nuclei più importanti, tra i quali spicca per qualità e importanza quello di Medardo Rosso – ha dichiarato l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno – . Questa esposizione offre quindi un dialogo continuo tra l’esposizione temporanea e quella permanente, accompagnando i visitatori alla scoperta dell’esperienza straordinaria di uno dei protagonisti dell’arte italiana e internazionale”.

L’esposizione “Medardo Rosso. La luce e la materia”, promossa dal Comune di Milano-Cultura, organizzata e prodotta dalla Galleria d’Arte Moderna di Milano e da 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE e a cura di Paola Zatti, conservatore della Galleria d’Arte Moderna di Milano, ha un percorso tematico che prende avvio con quattro delle più significative opere degli esordi di Rosso, tutte realizzate a Milano e presentate in diverse versioni: il Birichino, prima opera comparsa nelle sale di Brera nel 1882, il Sagrestano, soggetto comico e quasi spietato del 1883, la Ruffiana, dello stesso anno, rappresentazione caricaturale, nel solco della tradizione verista e Portinaria, 1890-1905, dal Museo di Belle Arti di Budapest.

La seconda sezione cercherà di restituire, in molti casi attraverso differenti versioni messe a confronto, due temi fondamentali, la sperimentazione materica (l’utilizzo personalissimo e inconfondibile di gesso, bronzo e cera) e il processo creativo dell’artista che procede per sottrazioni fino al raggiungimento di esiti di sorprendente modernità. Due aspetti illustrati attraverso le straordinarie e inquietanti Rieuse, Henry Rouart, venerato collezionista e ospite di Rosso nel primo periodo di permanenza a Parigi, presentato nelle tre versioni in cera, gesso e bronzo; due soggetti del 1894, L’uomo che legge e Bookmaker, quest’ultimo testimone del periodo di più stretta vicinanza con Degas; la Bambina ridente, opera in cui traspare un legame forte con la tradizione rinascimentale, Aetas Aurea e Bambino ebreo.

La straordinaria Madame X, opera del 1896, unico soggetto arrivato fino a noi in una sola versione e eccezionale prestito dalla Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro, è al centro della terza sezione della mostra, e dialoga con due versioni a confronto in bronzo e cera dell’Enfant Malade, documento della fase sperimentale più coraggiosa di Rosso.

Il percorso dedicato alle sculture di Rosso si conclude nella sala finale della mostra con due soggetti Ecce puer (tra gli ultimi concepiti da Rosso, risalente al 1906), e Madame Noblet, soggetto declinato in quattro sole varianti in un lungo arco di tempo (dal 1897 agli anni Venti), e di cui la GAM possiede la versione in bronzo.

Una selezione di opere fotografiche (stampe a contatto da lastre originali e stampe originali) documentano un aspetto fondamentale della vicenda artistica di Rosso.
Come avviene per alcuni grandi pittori e scultori tra Otto e Novecento, esporre le fotografie realizzate da Rosso accanto alle sue opere scultoree non ha solo un valore documentario. A partire soprattutto dalla fine dell’Ottocento, la fotografia assume per Rosso il senso di una ricerca autonoma e compiuta, parte integrante e insostituibile di un incessante lavoro di ripresa di poche, essenziali immagini, che ha, non a caso, un equivalente in quella continua rielaborazione delle sculture da lui ideate entro i primi anni del Novecento, che caratterizza gli ultimi decenni della sua carriera. La fotografia, della quale Rosso aveva una notevole conoscenza tecnica, era per l’artista occasione di un lavoro sulla materia e sulla luce, ormai svincolato dal confronto col vero: Rosso fotografa le sue sculture e i suoi disegni, per intervenire poi con viraggi, ingrandimenti, foto di foto, scontornature, collages, tracce di materia pittorica, tagli e abrasioni, fino ad accettare l’intervento del caso e dell’errore. Esposte nelle sue mostre accanto alle sculture e pubblicate, spesso sotto il controllo dell’autore, in libri e riviste, le fotografie così ottenute devono essere considerate a tutti gli effetti vere e proprie opere di Rosso, e consegnano alla storia un artista che ha saputo vedere al di là del suo tempo.

La mostra si pone a conclusione di un lavoro di rinnovo dei percorsi museali della GAM, che ha inteso rappresentare con chiarezza e linearità i principali aspetti dell’arte dell’Ottocento, isolando in sale monografiche i grandi protagonisti delle stagioni romantiche e tardo-ottocentesche. A Medardo Rosso, di cui la GAM possiede uno dei nuclei di maggiore importanza dei musei pubblici italiani e stranieri – la cui nascita e sviluppo sono ricostruiti puntualmente nel saggio in catalogo di Paola Zatti, che narra anche la fortuna critica di Medardo a Milano e in Italia – è stato dedicato un nuovo allestimento permanente, inaugurato nel settembre del 2014.
Questa mostra rientra nel progetto di valorizzazione degli artisti, dei movimenti o delle raccolte di maggiore importanza della Galleria d’Arte Moderna, in un percorso di esposizioni temporanee dedicato alla scultura, dato il grande patrimonio scultoreo conservato in larga misura ancora inedito e solo in parte esposto.

La rassegna sarà accompagnata da una serie di incontri, curati dalla GAM in collaborazione con il CIMA (Center for Italian Modern Art) di New York - dove la mostra annuale della sede espositiva è dedicata a Rosso - e che ha avviato una serie di progetti di ricerca dedicati all’artista. L’opera di Rosso non ha mai smesso di essere materia di interesse e approfondimento negli anni, e GAM si propone di dare ampio spazio proprio a nuove riflessioni e scoperte, studi e voci più recenti, in un ciclo di incontri in programma durante il periodo della mostra.

I laboratori didattici, progettati da Opera d’Arte, saranno realizzati in collaborazione con la Fonderia Artistica Battaglia, straordinaria realtà milanese ancora attiva e presso cui Rosso realizzò alcune fusioni, e prevedono una serie di incontri in mostra, attività di laboratorio in museo dedicate al processo di creazione dell’opera in bronzo, e uscite in Fonderia (per assistere al processo di fusione) e al Cimitero Monumentale di Milano dove si trovano parecchie storiche sculture in bronzo.

Materiali uso stampa e immagini: http://bit.ly/medardomi

INFORMAZIONI TECNICHE

GAM Galleria d’Arte Moderna, Milano
18 febbraio - 31 maggio 2015

Orari
lun 14.30_19.30
mar, mer, ven, sab, dom 9.30_19.30
gio 9.30_22.30
Il servizio di biglietteria termina un’ora prima della chiusura

Info e prenotazioni
http://www.mostramedardorosso.it
http://ww.ticket.it/medardorosso | T. +39 02 54914

INGRESSO ALLA MOSTRA
€ 12,00 INTERO (audioguida inclusa)
€ 10,00 RIDOTTO (audioguida inclusa)
BIGLIETTO CUMULATIVO mostra Medardo Rosso + collezioni GAM
INTERO € 14,00 (audioguida inclusa)
RIDOTTO € 11,00 (audioguida inclusa)

Catalogo 24 ORE Cultura

Hashtag #medardo
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Mostre
Milano in mostra all’Ex-Fornace nelle foto di Enrico Cattaneo
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MILANO - A Milano un tuffo nel passato. Organizzata dal Comune di Milano, a cura di Alessia Locatelli inaugurerà il 4 febbraio alle ore 18.30 all’Ex-Fornace (Alzaia Naviglio Pavese 16) la mostra personale del fotografo Enrico Cattaneo.
Con il titolo “Metamorfosidimilano – La città tra le architetture e la vita quotidiana negli anni 1959-1963″, la mostra di Cattaneo farà luce sulle periferie milanesi, l’archeologia industriale e il racconto sociale tra la fine degli anni ’50 e i primi anni ’60 con immagini vintage e una serie di scatti più recenti. Si tratta di un intenso viaggio in bianco e nero che il maestro ha percorso con la sua macchina fotografica analogica. I quartieri periferici di Gratosolio, Isola e Quarto Oggiaro, le gru della “città che sale” ma anche i bambini che giocano nelle cave della Bovisa o gli scolari che si dirigono verso le lezioni con nuovi grembiuli inamidati, su strade ancora fangose, e le fabbriche, con i loro profili sul cielo plumbeo.
Una città che cambia registrata attraverso l’occhio di un maestro milanese della fotografia. Atmosfere che per il fotografo sono anche rappresentazioni di geografie interiori, espressioni visive di stati d’animo che egli cattura e riporta ai nostri occhi meravigliati.
Un omaggio che presenterà nell’anno di Expo al mondo la Milano di una volta, attraverso la celebrazione di un grande fotografo e cittadino, Enrico Cattaneo.

Evento
Il filmato allo Spazio Oberdan il 19 gennaio e disponibile al pubblico a febbraio
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MILANO - È in arrivo la seconda puntata di “Giants in Milan”, il progetto curato dal critico, docente e scrittore Pino Farinotti con la regia di Andrea Bellati, che racconta in 16 tappe filmate la vita culturale di Milano attraverso le sue istituzioni, le imprese, la storia e la voce dei suoi protagonisti più prestigiosi. Una città che spesso ha oltrepassato i suoi confini facendo tendenza nel mondo. Il filmato sarà presentato in anteprima allo Spazio Oberdan il 19 gennaio e sarà disponibile al pubblico dal mese di febbraio.

“Questo nuovo capitolo di Giants in Milan raccoglie ulteriori testimonianze prestigiose che raccontano in modo originale gli aspetti della storia e della cultura che hanno reso grande la nostra città. – ha detto Filippo Del Corno, assessore alla Cultura, che ha curato anche un intervento all’interno dell’opera – Il linguaggio cinematografico è capace, inoltre, di parlare con un’immediatezza che coinvolge il pubblico e lo trasporta in un percorso di conoscenza divertente ma insieme efficace”.

A dettare il percorso in questo nuovo dvd sarà la bicicletta, scelta per non dare al racconto un impianto troppo didascalico e cronologico. Farinotti passerà da un argomento all’altro in modo agile e divertente, pedalando per la città. Il “viaggio” comincia con una spiegazione sui milanesi “veri o acquisiti” e con il focus sui 4 giganti “milanesi non milanesi” protagonisti del primo film. Si passa a una veloce storia di Milano: dallo stazionamento celtico del 5° secolo a.c. ai Romani e Giulio Cesare, i Longobardi, Carlo Magno, i Comuni, il Barbarossa, la città magnifica dei Visconti e degli Sforza, di Ludovico il Moro con Leonardo ecc.; le dominazioni francese, spagnola e poi l’Austria. Napoleone, di nuovo l’Austria e finalmente nel 1859, con la seconda guerra di Indipendenza Milano è libera.

Qui si inserisce la “Milano di adesso”, con l’intervento di Francesco Alberoni in chiave culturale e “sociologica” e un riferimento all’Expo che ci riporta all’attualità. Il racconto prosegue dal Duomo e davanti alle colonne di San Lorenzo, dove campeggia la statua di Costantino. Qui, il primo imperatore cristiano emanò nel 313 il famoso Editto grazie al quale liberalizzò tutte le fedi religiose, e quindi anche il cristianesimo. La bicicletta porta poi Farinotti ai Giardini Pubblici, dove campeggia il monumento a Indro Montanelli di cui si racconta la vicenda del grande toscano milanese. È poi la volta di Enrico Mattei, fondatore dell’ENI, uomo d’azione, politico e grande comunicatore.

Si passa poi al “Pirellone” di Giò Ponti, architetto, artista, manager, intellettuale, scrittore, editore. Talento dell’arte applicata. Uno dei grandi milanesi del mondo, del 900. Marco Eugenio Di Giandomenico affronta il segmento del Ponti editore e scrittore. Il filmato si conclude, infine, col milanese più grande di tutti, Alessandro Manzoni. Testimonial il professor Angelo Stella, presidente del Centro Studi manzoniani, che racconta vicende artistiche e private dello scrittore suggestive e sconosciute.

Nei dvd che seguiranno sono già previsti filmati dedicati ai libri e all’editoria e alle grandi case editrici milanesi, alle biblioteche e agli scrittori della nostra città. Non mancheranno il cinema, i suoi registi e le istituzioni culturali della città conosciuti nel mondo come la Scala. Un focus anche sulla Milano dell’arte contemporanea, sulla moda milanese, sulla pubblicità, sulle imprese che costituiscono il tessuto produttivo della città. Uno spazio particolare sarà dedicato alla Chiesa Ambrosiana e al Duomo con la sua storia centenaria. 

Cultura
In regalo a tutti i neomaggiorenni milanesi un anno di cinema gratuito.
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MILANO – In arrivo “Card 18”: Comune e Fondazione Cineteca Italiana, regalano ai ragazzi milanesi che nel 2015 compiono 18 anni un abbonamento personale e non cedibile di un anno per accedere gratuitamente alle proiezioni in programma allo Spazio Oberdan e MIC – Museo Interattivo del Cinema. La sfida è, infatti, quella di non far “consumare” ma “conoscere” il cinema, senza preclusioni o paure, nuovo e vecchio.

A partire dall’ 11 gennaio 2015 i ragazzi milanesi potranno ritirare la Card18 presso Spazio Oberdan e MIC – Museo Interattivo del Cinema ed esibendo la Card18 nelle sale cinematografiche di Spazio Oberdan (Viale Vittorio Veneto, 2 Milano MM1 Porta Venezia) e MIC – Museo Interattivo del Cinema (Viale Fulvio Testi 121, Milano MM5 Bicocca), potranno accedere liberamente, fino a esaurimento posti disponibili, a qualsiasi proiezione organizzata dalla Cineteca di Milano.

L’iniziativa verrà ufficialmente lanciata domenica 11 gennaio alle ore 21, data dalla quale sarà disponibile la Card 18, allo Spazio Oberdan di Milano alla presenza dell’Assessore alla Cultura del Comune di Milano, Filippo Del Corno e il Direttore della Fondazione Cineteca Italiana, Matteo Pavesi. In programma ad ingresso libero La valle dell’eden di Elia Kazan, un grande film che ha consolidato il mito di James Dean, scelto come testimonial della campagna della Card18 e del quale nel 2015 ricorrono i 60 anni dalla morte.

Pur vivendo immersi in un mondo di immagini in movimento – videogiochi, tv, canali satellitari, computer, internet, pubblicità, smartphone – l'educazione all'immagine è un ambito sempre più cruciale, perché entra direttamente in gioco nella costruzione dell'identità e della dimensione sociale dei giovani, nella costruzione del proprio rapporto con gli altri e con la società in cui vivono.

Il progetto di Cineteca e Comune di Milano vuole dunque agevolare l’avvicinamento alla settima arte, al fine di permettere ai ragazzi di conoscerne il linguaggio, le potenzialità espressive, rendendo l’analisi del film una pratica affine alla lettura di qualsiasi altro testo. Il progetto mira altresì a sviluppare la creatività ed il senso critico dei giovani, mettendoli di fronte al linguaggio dei mezzi di comunicazione di massa per renderli capaci di decodificarlo.

In un anno cruciale per la città di Milano che si appresta ad ospitare la grande manifestazione di EXPO, questa iniziativa rappresenta per gli oltre 15.000 ragazzi milanesi che diventeranno maggiorenni nel 2015 la possibilità di creare un momento sociale costruttivo, un motivo in più per uscire di casa e affacciarsi alla grande realtà culturale milanese, un modo semplice per “vedere cose da grandi” e scoprire dunque un cinema che non è quello delle grandi case di distribuzione ma film di qualità che li inducano quindi a riflettere senza stereotipi sulla vita e sulle proprie scelte.

La proposta filmica della Cineteca è infatti sempre ricca di stimoli: proprio dall’11 gennaio, e sino all’1 febbraio 2015, prenderà il via presso il MIC - Museo Interattivo del Cinema la rassegna “Adolescenti: 11 Grandi Film, 11 Grandi Ritratti”. Per maggiori informazioni: www.cinetecamilano.it / INFOLINE 02.87242114

Domenica 11 gennaio ore 21 “La valle dell’eden”
R.: Elia Kazan. Sc.: Paul Osborne, dall’omonimo romanzo di John Steinbeck. Int.: James Dean, Raymond Massey, Richard Davolos, Jo Van Fleet, Timothy Carey. USA, 1955, col., 115’, v.o. sott. it.
Adam Trask, un coltivatore californiano, ha due figli, Aron e Cal. Il primo è il suo prediletto, mentre per Cal, dal carattere chiuso e ribelle, egli non ha mai avuto né affetto né comprensione, forse perché il ragazzo somiglia molto, come indole, a sua madre, che tutti credono morta, in realtà fuggita molti anni prima. Cal di questo non sa nulla e l'incomprensione del padre gli pesa come una condanna. La scoperta che la madre è viva innescherà una serie di violenze di cui Aron farà le spese. Ingresso libero con prenotazione obbligatoria allo 02.87242114

 

Mostre
Dal 27 dicembre al 22 febbraio 2015 allo Studio Museo Francesco Messina l’installazione di Salvatore Fiorini e del Teatro laboratorio “Pane e Mate”
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MILANO - Un immenso rampicante prolifico, realizzato con materiali naturali provenienti da sfalci e potature, invade tutto lo spazio del museo, inglobando all’interno dei propri frutti le opere di Francesco Messina accanto alle sculture in legno di Salvatore Fiorini e Karlos Herrero, e alle sculture sonore di Gianni Parodi, in uno scambio continuo di suggestioni. Si tratta di “Nutrire l’anima” l’installazione di Salvatore Fiorini e del Teatrolaboratorio “Pane e Mate” che sarà ospitata dal 27 dicembre al 22 febbraio 2015 allo Studio Museo Francesco Messina in via San Sisto 4/A.

“‘Nutrire l’anima’ evoca la capacita di raccontare col segno artistico dell’oggi la dimensione ancestrale ed è un capitolo significativo della dimensione di questo museo affascinante nel cuore della città - ha detto Filippo Del Corno, assessore alla Cultura -. Aver portato in centro alla città e per un periodo così lungo questa mostra di Pane e Mate, dedicata soprattutto ai bambini, è il riconoscimento del valore e del lavoro di un percorso che parte dal territorio dell'area metropolitana e arriva nel cuore di Milano. Si tratta, inoltre, di una nuova iniziativa che va ad arricchire il prestigioso calendario di appuntamenti gratuiti per i milanesi in questo periodo di feste ed è una preparazione a Expo in città.”

“Nutrire l’anima”, che sarà inaugurata venerdì 26 dicembre, alle ore 19, nasce dalla terra, nella cavità risonante della cripta, germogliando e intrecciandosi fino a raggiungere la volta di San Sisto. L’antica chiesa sembra scomparire, tramutata con una metamorfosi profonda in una struttura organica e in continua trasformazione. Dentro Nutrire l’anima è possibile trovare qua e là diversi aiutanti pronti a guidare chi desidera attraversarla in un viaggio alla ricerca del battito della terra, un vero e proprio cammino iniziatico nel mondo dell’arte.

Con l’installazione del Teatrolaboratorio “Pane e Mate”, l’Amministrazione si propone di aprire lo Studio Museo Francesco Messina alla città, portando le famiglie e le scuole in questo spazio museale nel cuore di Milano. Nutrire l’anima è un dono ai Milanesi e a quanti passeranno nella nostra città le vacanze di Natale. Un dono grande, che si protrarrà sin quasi alla fine di febbraio, per aprire con una magia l’anno di EXPO 2015. Per l’occasione lo Studio Museo Francesco Messina amplierà l’orario di apertura al pubblico, uniformandolo a quello degli altri musei civici.

“Pane e Mate”, nato come compagnia di teatro di figura, da più di 15 anni si occupa di installazioni d’arte dedicate soprattutto - ma non solo - a bambini e ragazzi: luoghi fantastici, da vivere e percepire con il corpo e con la mente, dove, come in un’avventura, è possibile annusare le nuvole e attraversare strani labirinti sperimentando differenti sensazioni tattili. Pane e Mate opera in luoghi pubblici e privati, di cui ridefinisce gli spazi trasformandoli temporaneamente per accogliere i visitatori in una sorta di incantato mondo parallelo, al cui interno si crea un legame immediato fra il pubblico e gli stimoli offerti dalle sue installazioni. Ha collaborato all’allestimento un gruppo di studenti dell’Accademia di Brera, dove Messina insegnò dal 1934 al 1971.

“Nutrire l’anima” sarà aperta al pubblico dal martedì alla domenica dalle 9 alle 18 e il venerdì dalle 9 alle 22.30. L’ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria. L’installazione sarà aperta anche alle scuole dall’8 gennaio al 20 febbraio 2015 al costo di 3 € a bambino con prenotazione obbligatoria. Per ulteriori informazioni e prenotazioni:info@teatropanemate.it oppure sulla pagina Facebook: https://www.facebook.com/museomessina.

Le foto della mostra sono scaricabili a questo link: https://flic.kr/s/aHsk6rjVVG 

Premio Furla
La decima edizione per la prima volta a Milano
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MILANO – Presentata oggi a Palazzo Reale la decima edizione del Premio Furla, il premio biennale per l’arte contemporanea dedicato ai giovani artisti emergenti italiani. Madrina del Premio è Vanessa Beecroft, che, oltre ad aver ideato il titolo "The Nude Prize" e l’immagine guida del Premio Furla 2015, presiede la giuria internazionale che ha decretato il vincitore. 

L’edizione 2015 è caratterizzata da un’importante novità: il Premio, organizzato e promosso da Fondazione Furla, si trasferisce da quest’anno a Milano in partnership con il Comune di Milano - Cultura e Palazzo Reale, in collaborazione con Fondazione Querini Stampalia, Venezia, Camera Nazionale della Moda Italiana, miart e Viafarini, Milano. 

"Milano è orgogliosa di poter annunciare questa nuova partnership, realizzata con una delle realtà più attente alla valorizzazione della creatività e alla promozione delle nuove generazioni nell'ambito dell'arte contemporanea – ha commentato l'assessore alla cultura Filippo Del Corno - Il Comune condivide con il Premio Furla i valori della formazione e dello scambio tra esperienze artistiche e professionali diverse, un ulteriore esempio di come pubblico e privato possono lavorare insieme per la città." 
"La decima edizione del Premio Furla è un traguardo importante, che testimonia l'impegno e la passione che in questi quindici anni la Fondazione Furla e Furla S.p.A. hanno profuso a sostegno degli artisti emergenti in Italia – ha sottolineato Giovanna Furlanetto, Presidente di Fondazione Furla e Furla S.p.A. –  

La scelta di portare il Premio a Milano, da sempre capitale della creatività contemporanea, corrisponde alla volontà di continuare a investire sulla crescita di questo progetto, rendendolo un appuntamento sempre più internazionale e un punto di riferimento imprescindibile nel percorso delle nuove generazioni di artisti e curatori. Siamo quindi felici di avviare una collaborazione con il Comune di Milano e Palazzo Reale, interlocutori preziosi con cui condividiamo l'impegno al sostegno dei giovani artisti con l'obiettivo di valorizzarne capacità, idee e visioni." 

Ideato e curato da Chiara Bertola, il Premio Furla è nato nel 2000 a Venezia alla Fondazione Querini Stampalia e nell’arco di quindici anni è cresciuto e si è rinnovato fino a consolidare la sua reputazione di premio italiano di eccellenza a sostegno dei giovani artisti contemporanei, grazie a un format che da sempre prevede un attento monitoraggio del panorama artistico nazionale e che punta sulla formazione e sulla produzione di nuovi lavori da parte degli artisti selezionati. 


Dal 2009, in particolare, la selezione dei cinque artisti finalisti è affidata a cinque giovani curatori italiani in coppia con un guest curator straniero di fama internazionale, chiamati a compiere un vero e proprio “viaggio di ricognizione” nell’arte italiana emergente, valorizzando così una dinamica di scambio e confronto tra esperienze professionali diverse. 
Il vincitore del Premio Furla 2015 prenderà parte alla mostra retrospettiva dedicata al Premio Furla che si svolgerà a marzo 2015 nelle sale dell’Appartamento di Riserva di Palazzo Reale a Milano e che ripercorrerà, attraverso le opere degli artisti che hanno vinto le dieci edizioni del Furla, la storia e l’evoluzione del Premio dal 2000 a oggi.  

Il vincitore inoltre avrà la possibilità di realizzare l’opera proposta come progetto, interamente prodotta dalla Fondazione Furla. Il lavoro realizzato sarà presentato in anteprima alla Fondazione Querini Stampalia di Venezia a maggio 2015, in concomitanza con la 56. Biennale di Arti Visive. 
Prima della presentazione veneziana, il vincitore avrà un altro importante momento di visibilità in occasione di miart, la Fiera Internazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Milano che si svolgerà dal 9 al 12 aprile 2015: durante la fiera, infatti, Fondazione Furla presenterà l’artista e il progetto premiato e curerà un ciclo di talk dedicati a vari temi della contemporaneità. 


Come ogni anno, il vincitore del Premio Furla avrà inoltre l’opportunità di studiare e lavorare all’estero, grazie alla partecipazione a un progetto di residenza d’artista della durata di tre mesi, che per questa edizione si svolgerà in Messico . La gestione della residenza è affidata anche quest’anno a Viafarini, centro di documentazione sull’arte contemporanea che, dalla quinta edizione, raccoglie l’archivio generale del Premio Furla e che collabora all’ospitalità dei curatori stranieri grazie al programma di residenza milanese VIR Viafarini-in-residence. 

Vanessa Beecroft, in qualità di madrina, accompagnerà tutte le fasi del Premio Furla 2015 con iltitolo e l’immagine grafica creati appositamente, così come avevano fatto prima di lei nelle passate edizioni Jimmie Durham (2013), Christian Boltanski (2011), Marina Abramovic (2009), Mona Hatoum (2007), Kiki Smith (2005), Michelangelo Pistoletto (2003), Lothar Baumgarten (2002), Ilya Kabakov (2001) e Joseph Kosuth (2000). 


Il titolo The Nude Prize (Il Premio Nudo) – ideato in collaborazione con il gallerista Jeffrey Deitch– propone una riflessione sulla sfida che un artista intraprende partecipando a un premio, dovendosi mettere a nudo di fronte al giudizio degli altri. The Nude Prize rimanda anche a uno dei temi fondamentali della storia dell’arte e del lavoro di Vanessa Beecroft, il nudo, ripreso in chiave contemporanea come occasione per indagare l’identità e la profondità dell’animo umano. “Il nudo è uno dei motivi classici dell'arte, che risale al mondo antico – sottolinea Jeffrey Deitch – e Vanessa Beecroft ha mostrato come questo motivo tradizionale può essere reinventato da una prospettiva contemporanea. L'arte più convincente celebra e contemporaneamente sovverte la tradizione artistica 


Le coppie di curatori selezionatori del Premio Furla 2015 sono:      

  •  Viviana Checchia (Curatrice YAYA2014, Ramallah e co-fondatrice e curatrice di Vessel, Bari) eTara McDowell (USA/Australia, Associate Professor e Director of Curatorial Practice, Monash University, Melbourne); 
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  •  Alessandro Facente (critico e curatore indipendente) e Chelsea Haines (USA, curatore indipendente); 
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  •  Simone Frangi (direttore artistico Viafarini DOCVA, Milano, e Professore di Teoria dell'Arte Contemporanea all'Ecole Supérieure d'Art e de Design de Grenoble) e Virginie Bobin (Francia, critico e curatore indipendente); 
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  •  Antonello Tolve (critico e curatore indipendente) e Branka Bencic (Croazia, curatore indipendente); 
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  •  Chiara Vecchiarelli (critico e curatore indipendente) e Sofia Hernandez Chong Cuy(Messico/USA, Curator, Contemporary Art, Colección Patricia Phelps de Cisneros, New York). 

I cinque artisti finalisti selezionati per il Premio Furla 2015 sono: 
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  •  Luigi Coppola (1972), selezionato da Viviana Checchia e Tara MecDowell; 
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  •  Maria Adele Del Vecchio (Caserta, 1976), selezionata da Antonello Tolve e Branka Bencic; 
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  •  Francesco Fonassi (Brescia, 1986) selezionato da Chiara Vecchiarelli e Sofia Hernandez Chong Cuy; 
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  •  Maria Iorio (Napoli, 1975) e Raphael Cuomo (Svizzera, 1977), selezionati da Simone Frangi e Virginie Bobin; 
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  •  Gian Maria Tosatti (Roma, 1980), selezionato da Alessandro Facente e Chelsea Haines.

 

I finalisti sono stati chiamati a presentare un progetto inedito sulla base del quale la giuria internazionale ha scelto il vincitore. 

La giuria internazionale del Premio Furla 2015 è composta da: 
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  • Teresa Gleadowe, Presidente, Nottingham Contemporary, Nottingham (Gran Bretagna) 
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  •  Barbara Hernandez, Direttore, SOMA (Messico) 
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  •  Alya Sebti, Direttore Artistico, Quinta Biennale di Marrakech (Marocco) 
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  •  Benno Tempel, Direttore, Foundation Gemeentemuseum Den Haag, The Hague (Paesi Bassi). 
  •  



La giuria è presieduta da Vanessa Beecroft, artista madrina di questa decima edizione del Premio. 
 

Cultura
Tanti artisti insieme in occasione della Giornata Internazionale dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza
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MILANO – In occasione della Giornata Internazionale dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza del 20 novembre, si terrà “Bambini senza paura – Insieme si può!”: Eugenio Finardi, Patrizio Fariselli, Petra Magoni, Giuseppe Cederna, Marina Senesi, L’Orchestra di Via Padova, Ricky Gianco, Carlo Marrale, Vince Tempera, Alessio Lega, Guido Baldoni, Ivan, I Rum si ritroveranno alle 21.15 insieme sul palco della Sala Shakespeare del Teatro Elfo Puccini per lo spettacolo di musica e parole dedicato ai Diritti dei Bambini e condotto dallo storico speaker di Caterpillar Filippo Solibello. 


“Bambini senza paura fa parte di un programma di iniziative che abbiamo messo in atto perché Milano sia sempre di più una città a dimensione dei cittadini più piccoli - ha detto Filippo Del Corno, assessore alla Cultura - . È importante moltiplicare le occasioni di consapevolezza e conoscenza e solidarietà come questa: questo progetto rappresenta, infatti, un nuovo modello positivo per i bambini e le famiglie che è fortemente radicato nell'esperienza quotidiana e insegna che la vita può essere a volte tragica ma anche piena di speranza”. 
“Insieme si può!” è molto più di un’esortazione, è la volontà di ribadire l’importanza della solidarietà e dell’aiuto reciproco tra le persone. Ciò che si vuol dire a gran voce è che si può far tutto anche da soli ma insieme si può fare meglio e molto di più. Insieme si può! Si inserisce nel progetto più ampio “Bambini Senza Paura”, che prende le mosse dal lungometraggio d’animazione di Gertie - attualmente in produzione, con lo stesso titolo e con la regia di Michel Fuzellier e Babak Payami. “Bambini Senza Paura”, il film, è dedicato a Iqbal, bambino senza paura. A 12 anni simbolo della lotta contro il lavoro minorile, ovunque nel mondo. Un eroe. 
«Il nostro messaggio Insieme si può! - affermano i produttori Fulvia Serra e Franco Serra - è rivolto a tutti i bambini del mondo, ai genitori, agli educatori e ai potenti della terra: non smettete mai di sognare, né d’indignarvi. Ai più piccoli: usate sempre l’immaginazione, il gioco, il fare insieme per realizzare i vostri sogni.» 


Il biglietto di ingresso per lo spettacolo di giovedì Il Teatro Elfo Puccini di Milano in Corso Buenos Aires, 33 è di 15 euro, 12 euro il biglietto ridotto. 
Per maggiori informazioni: biglietteria@elfo.org - tel. 0200660606. 
Per informazioni sul progetto: 
www.bambinisenzapaura.it; 
acebook.com/bambinisenzapaura; 
twitter.com/BSenzaPaura; 
instagram.com/bambini_senza_paura 

Mostre
Per la prima volta riuniti 4 ritratti femminili dei famosi artisti fiorentini
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MILANO – “Questa mostra non è solo un progetto artistico importante, che valorizza una delle icone milanesi più potenti della storia dell’arte, ma anche il risultato di una collaborazione feconda tra Istituzioni culturali della città. Il Comune di Milano infatti ha collaborato sin dai primi passi a questo progetto condividendone immediatamente gli intenti e mettendo a disposizione risorse e spazi per realizzare alcuni programmi collaterali che diffonderanno notizia della mostra e conoscenza delle opere di Pollaiolo in tutta la città – ha commentato oggi l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno durante la presentazione alla stampa della mostra ‘Le dame dei Pollaiolo. Una bottega fiorentina del Rinascimento’-. Affascinati dall’idea di poter proporre una riflessione sul senso del ritratto femminile nel corso della storia, abbiamo infatti voluto collaborare con il Museo Poldi Pezzoli non solo per costruire insieme un itinerario che segua il filo rosso dell’immagine muliebre nel tempo, all’interno delle collezioni dei musei milanesi; ma anche per ospitare, in piazze e interni della città, shooting fotografici realizzati da fotografi noti e meno noti che cattureranno l’immagine di profilo della donna contemporanea, filtrata dalla sensibilità di ciascuno di loro. Un modo per ragionare e discutere non solo sulla figura e il ruolo della donna, allora e oggi, ma anche sulla sua immagine e su come viene raffigurata dai nuovi media, così lontani dalle tavole di legno sulle quali i Pollaiolo dipinsero le quattro dame- ha concluso l’assessore Del Corno”. 


La mostra “Le dame dei Pollaiolo. Una bottega fiorentina del Rinascimento” riunisce una selezione di opere di grande qualità provenienti dalle botteghe di due dei più famosi artisti del XV secolo - Antonio e Piero del Pollaiolo - e sarà aperta al pubblico dal 7 novembre 2014 al 16 febbraio 2015 nelle sale del Museo Poldi Pezzoli. 
L’esposizione, che intende ripercorrere la storia della fortuna artistica dei fratelli fiorentini, ha avuto come naturale punto di partenza il simbolo del Museo Poldi Pezzoli: il "Ritratto di giovane donna "di Piero del Pollaiolo, eletto ad effige della casa museo dai milanesi stessi e considerato uno dei maggiori capolavori della ritrattistica della seconda metà del ‘400. Accanto alla dama cittadina vengono riuniti per la prima volta nella loro storia gli altri tre ritratti attribuiti nel tempo ai fratelli Pollaiolo, grazie a importanti prestiti da istituzioni nazionali e internazionali: la Gemäldegalerie di Berlino, il Metropolitan Museum of Art di New York e la Galleria degli Uffizi di Firenze. 
Oltre ai ritratti delle quattro dame, vengono esposti anche splendidi dipinti di medio e piccolo formato capaci di evidenziare le differenze tra la cultura pittorica di Antonio e quella del fratello Piero. 
A testimonianza dell’ampiezza e della complessità degli interessi e del talento di Antonio, l’esposizione raccoglie inoltre molteplici capolavori provenienti dalla sua bottega e risultato di diversi campi di applicazione: disegni, sculture in bronzo e terracotta e altre opere preziose, come scudi da parata e crocifissi in argento e in sughero. 



“La Dama del Pollaiolo, inoltre, è un’icona di Milano e sarà un’autentica madrina di Expo. Questa mostra è l’occasione per restituirle la giusta importanza e visibilità, oltre che per riportare l’attenzione su questo capolavoro e sugli altri tesori dell’arte milanese: un patrimonio straordinario che rappresenta una ragione in più per visitare la nostra città nei mesi dell’Esposizione”, ha commentato  il Sindaco Giuliano Pisapia sottolineando la straordinaria importanza di una mostra "suggestiva e che ripropone all’attenzione internazionale la città della grande arte”


Tutte le informazioni sul sito www.museopoldipezzoli.it 



 

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