Sostegno alla Cultura
Da via Dogana a viale Lombardia il piano per rilanciare un patrimonio culturale in difficoltà
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MILANO - Affitti quasi dimezzati per le nuove librerie che apriranno, agevolazioni per quelle già presenti in uno stabile comunale. Sono i due aspetti del piano di Palazzo Marino per incentivare l’apertura di nuove rivendite di libri in città e, dall’altro lato, per tutelare quelle che esistono ma che faticano a tirare avanti in tempi di crisi.
La delibera approvata ieri dalla giunta incoraggia in primo luogo nuove aperture in città. Si prevede, infatti, la messa a bando di otto spazi commerciali di proprietà comunale con uno sconto del 40 per cento sulla base d’asta del canone per chi intenda destinare tali luoghi a libreria. Luoghi, alcuni, dagli indirizzi più centrali — via Bergamini 5, Dogana 2 e Scaldasole 1 — e altri, come viale Lombardia 65, via Faenza 25, Lessona 55, Livigno 20 e via degli Assereto 19 — più distribuiti in altre zone della città. Lo stesso provvedimento va incontro anche alle librerie già aperte a Milano in locali del Comune (oggi sono tre) introducendo agevolazioni come la rinegoziazione del canone in caso di rinnovo ma anche concontratti ancora in corso, attuabile per una sola volta nell’arco della durata del singolo contratto.
Non si tratta della prima azione della giunta Pisapia a tutela del patrimonio culturale rappresentato dalle librerie cittadine. Anche il bando che ha consentito di riaprire la storica Calusca andava in questa direzione. Così come i “canoni sostenibili” per le due realtà in Galleria, Rizzoli e Bocca: nel primo caso l’affitto è stato abbassato a 500mila euro anziché un milione all’anno, mentre la seconda, più storica, paga 30mila euro (sui 62mila previsti). In quest’ottica rientrano anche il bando da mezzo milione destinato alle piccole realtà commerciali da riqualificare e il sostegno alle fiere del libro grazie a canoni Cosap specifici. Il Comune spiega il senso dell’intervento: «In questo modo — commenta l’assessore al Commercio, Franco D’Alfonso — possiamo dare un sostegno concreto a queste particolari attività in un momento di profondo cambiamento e di congiuntura economica sfavorevole. Da sempre le librerie sono un punto d’incontro e di scambio per le opinioni e le esperienze di molti cittadini: vogliamo continuarea tutelarle e a sostenerle».

di Ilaria Carra

Welfare per gli over75
Bando per individuare chi le recluterà e formerà
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MILANO - Badanti scelte, preparate, in regola con tutte le leggi. E con l’amministrazione a fare da garante nell’incrocio tra domanda di assistenza e offerta di lavoro. Il Comune potenzia il servizio di collaboratrici domestiche: è con un bando, aperto fino a fine mese, che Palazzo Marino cercherà un gestore, una cooperativa, un’agenzia che recluti le domestiche (anche uomini, se ci fossero), le formi e le metta in rete per migliorare il servizio incittà. Una rete di assistenza, cioè, in cui la famiglia che cerca un aiuto abbia la garanzia del Comune sull’affidabilità dell’aiuto offerto. Un modo anche di tentare di abbattere la quota non solo di contratti in nero, ma anche quelli in grigio, nei quali magari un tot di ore sono regolarizzate ma non quelle extra, eventuali.
Si stima che oggi siano 32mila le badanti presenti a Milano. Di queste, solo quattromila sono iscritte all’albo comunale, quasi tutte straniere, appena un centinaio italiane: nominativi che vengono forniti allo sportello di largo Treves a chi ne fa richiesta, dove in pratica oggi domanda e offerta si incrociano. Numeri bassi, rispetto alla potenzialità del servizio. L’obiettivo dellanuova operazione, che si vuole far partire entro l’estate, è di creare una rete tra almeno 10mila badanti milanesi entro un anno di nuova attività.
Il bando prevede di affidare un appalto di 600mila euro — stanziati ieri dalla giunta — per tre anni a una società o un ente che faccia da gestore sociale: chi vincerà dovrà trovare le domestiche, darle quella formazione obbligatoria per affrontare varie situazioni socio- sanitarie oggi affidata alla facoltà della singola domestica (dai 500 ai 2mila euro per avere una sorta di patentino) e certificare le loro capacità. Poi, metterle in regola e presentarle al pubblico attraverso il nuovo servizio che avrà anche un portale internet. Tutto sotto la supervisione di Palazzo Marino, sponsor morale e partner istituzionale per raggiungere i 32mila over 75 che in città non ricevono alcun tipo di assistenza. La convenienza per il cittadino è duplice: da un lato otterrà dall’amministrazione il nominativo di una collaboratrice domestica formata, fidata e in regola sotto tutti i profili e, dall’altro, anche meno costosa. Perché la badante diventa anche “sociale”: da condividere tra più anziani e dunque meno onerosa dei 1.400 euro al mese (stipendio per un aiuto fisso) se la richiesta della famiglia è solo di un’assistenza per qualche ora. Così la collaboratrice avrà un contratto e uno stipendio comunque full time. In più, l’intenzione dell’amministrazione è di attribuire un bonus alle badanti che si iscrivono a questo servizio entrando così nella rete comunale. Gli obiettivi del piano sono vari: «Aumentare il numero delle persone assistite a domicilio, garantire più attenzione ai bisogni e migliorare la qualità dell’assistenza anche con forme di condivisione », commenta l’assessore al Welfare, Pierfrancesco Majorino. Ma non è tutto. Nelle prossime settimane il Comune darà il via a un progetto di ospitalità da parte di anziani a studenti universitari. Per “Indovina chi ti porto a cena”, invece, l’iniziativa di arruolamento di volontari cuochi per una cena in compagnia di anziani soli a partire da marzo, le candidature (a info@cittadinifattivi. it) sono già 200.

di Ilaria Carra





Casa
Così l’assessore alla Casa e Demanio Lucia Castellano a commento dell’inchiesta sui presunti appalti truccati.
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MILANO – “Niente di nuovo sotto il sole. L’ennesima inchiesta che si abbatte su Aler è una nuova conferma del fatto che così non si può andare avanti. 
Bene ha fatto il Comune a chiedere chiarezza e trasparenza, prorogando di 6 mesi la decisione sul rinnovo della convenzione all’ente regionale. E ancor meglio ha fatto questa Amministrazione a non approvare il rendiconto dell’Aler del 2011, affidandone il controllo ad un audit esterno agli uffici comunali.
In questo anno e mezzo, si è lavorato con grande difficoltà nel Settore Casa: dai problemi di natura operativa, come l’esecuzione e il controllo della manutenzione negli stabili, che in molti casi non sono risultati affatto soddisfacenti, a questioni complesse come i cambi alloggio, che Aler, nonostante le nostre insistenze, non ha mai risolto.
Sono convinta che la gestione delle case popolari debba restare in mano ad un ente pubblico. Ma non così, non con questa dirigenza, non con questa governance. Serve una svolta, affinché il bene dei cittadini che vivono nei quartieri popolari, da quelli che attendono l’assegnazione di un alloggio a quelli che da anni chiedono interventi nei propri stabili, torni ad essere il solo obiettivo istituzionale di un ente che sembra invece aver dimenticato la propria missione sociale”.
Così l’assessore alla Casa e Demanio Lucia Castellano a commento dell’inchiesta della Procura di Milano relativa a presunti appalti truccati.

News in casa MMC

MILANO - Le prossime elezioni sia per la Regione che per il Parlamento stanno portando un po' di "scombussolamento" all'interno della Giunta e del Consiglio di Milano. E soprattutto  stanno coinvolgendo esponenti del nostro Movimento come Lucia Castellano che, la notizià è ormai sicura, lascia l'Assessorato per candidarsi alla Regione Lombardia a fianco di Ambrosoli, o come la capogruppo della lista Civica X Pisapia, Anna Scavuzzo che sembra in pole position per l'Assessorato all'Educazione!

Due donne "civiche" che stanno prendendo l'impegno politico con estrema serietà e dedizione e che quindi si meritano di avere posti sempre più determinante sia in Regione che in Comune. E una bella e ulteriore soddisfazione per il Movimento Milano Civica che, nato per la volontà di un nutrito gruppo di candidati della Lista Civica X Pisapia, contro ogni previsione (pare che la maggior parte delle liste civiche si sciolgano come neve al sole subito dopo le elezioni) ha messo a frutto i 24.000 voti raccolti mettendosi a disposizione dei cittadini milanesi.

E inoltre pensiamo anche che le novità e i "coinvolgimenti" non si fermino qui.... 

Grande Brera
Pronti diciassette milioni per il restauro
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MILANO - Dopo anni di annunci e attese parte il progetto Grande Brera. Anche se il primo tassello ha poco a che fare con il trasferimento di una parte dell’attività didattica dell’Accademia negli spazi della caserma Mascheroni. Piuttosto, i 23 milioni di euro stanziati dal ministero dei Beni culturali per l’intervento milanese (sui 70 assegnati dal Cipe ai lavori nelle sedi museali) saranno in gran parte destinati al restauro di Palazzo Citterio, la storica dimora a due passi dalla Pinacoteca, abbandonata da anni, che la scorsa primavera fu occupata dal collettivo Macao. Quattro milioni e mezzo saranno destinati al ripristino del tetto di Brera, per far fronte ai continui allagamenti, e 1,5 alla Mascheroni per il trasloco degli archivi militari e i rilievi tecnici.
«Ho deciso di distribuire così il finanziamento — spiega Caterina Bon Valsassina, direttore regionale dei Beni culturali — perché non sarebbe stato sufficiente per completare l’interventosulla caserma. Inoltre c’erano tempi stretti che non si conciliavano con gli ultimi nodi da sciogliere con il ministero della Difesa. Palazzo Citterio poi è il più antico dei progetti di Brera e rischia una rovina piranesiana non più sopportabile». Grazie a questa operazione l’edificio potrà riaprire a giugno 2015. I soldi dovrebbero essere sufficienti per l’intera ristrutturazione — si conta sui ribassi d’asta — , mentre per l’allestimento interno bisognerà chiedere aiuto ai privati. Il progetto che ha preso il via la scorsa settimana con la pubblicazione dei bandi prevede l’ampliamento degli spazi espositivi della Pinacoteca: una parte del museo ospiterà le collezioni Jesi, Vitali e Zavattini — oggi sacrificate nelle sale o custodite in deposito — che comprendono grandi opere di Carrà, Modigliani, Morandi, Sironi e molti altri artisti del 900, un’altra sarà destinata a esposizioni temporanee.
È solo un tassello, ma è il primo passo concreto di un progetto di cui si parla da più di trent’anni. Ed è stato accolto con favore da tutti i protagonisti di questa complessa vicenda. A partire dal presidente dell’Accademia Salvatore Carruba che però ribadisce «la necessità che a Brera resti un importante presidio della scuola e che il palazzo sia riconosciuto dall’Unesco». Soddisfatto anche l’assessore alla Cultura Stefano Boeri che condivide ladecisione della Bon di partire da Citterio, «una scelta intelligente che consentirà di rendere visibile una prima parte del patrimonio oggi non accessibile al pubblico ». L’intervento complessivo costa 108 milioni, la maggior parte servirà per l’adeguamento degli spazi della caserma che dovrà ospitare il campus universitario e la ristrutturazione di Brera. Delle prossime fasi però ancora non c’è alcuna certezza.
di Teresa Monistiroli

nella foto: il cortile interno di Palazzo Citterio

Sono cinque in cinque zone diverse in città

MILANO - L'inizio del nuovo anno porterà a Milano la prima rete di case dell’acqua. Dopo anni di attese e di indugi, e il boom del fenomeno nell’hinterland, anche in città debutteranno cinque spillatori di acqua, liscia o frizzante, filtrata e refrigerata. La collocazione è già stata decisa e coinvolge cinque parchi e giardini diversi. A giorni inizierà l’installazione degli impianti che durerà circa un mese. Le fonti più centrali saranno posizionate in via Morgagni, nella striscia di verde diventata un frequentatissimo ritrovo dei bocciofili della zona, e al parco Formentano di largo Marinai d’Italia. Più defilate, invece, le altre tre strutture, che sorgeranno al parco Bassi di via Livigno, in zona 9, al giardino Cassina de’ Pomm tra le vie Zuretti e Melchiorre Gioia e al parco Chiesa Rossa di via San Domenico Savio. All’inizio del prossimo anno potranno aprire al pubblico.
Nell’hinterland sono quasi un centinaio gli impianti già esistenti. Dell’opportunità di realizzare erogatori gratuiti di acqua del sindaco anche in città si discute da anni. La giunta Moratti, in linea generale, era piuttosto scettica: il timore era che potessero diventare luoghi di aggregazione anche notturna poco sicuri. Così ne venne realizzata solo una, sperimentale, in via Lessona, presso il centro di aggregazione multifunzionale di zona 8, esperimento isolato (e ogni tanto anche guasto). Il cambio di marcia sul progetto è della scorsa estate. Dovevano essere quattro, si diceva in Comune, le prime fonti da aprire entro Natale. Invece saranno cinque, a inizio 2013, in luoghi concordati con le zone e ritenuti poco problematici: ognunacosta circa 30-40mila euro, finanziati per due terzi dal Comune e il resto dalla Regione. E sarà appunto Metropolitana milanese, che un mese fa ha appaltato i lavori alle imprese vincitrici della gara, a gestire l’erogazione e il controllo per conto del Comune.
Un primo mini-sistema di fonti che ha il chiaro obiettivo di incentivare i milanesi a bere l’acqua del rubinetto, raffreddata e anche a bollicine. Un esempio: nell’hinterland, nel 2011, sono stati spillati circa 2mila litri al giorno, in media, da ogni impianto. Con un risparmio di 1.200 bottiglie di plastica e di almeno 200 euro all’anno. Spingere a conoscere e bere l’acqua pubblica è anche lo scopo di Milano blu, il nuovo marchio che Comune e Mm hanno attribuito all’acqua pubblica. Ieri, per la presentazione del brand, c’erano giovani “sommelier” in quattro piazze della città a distribuire sorsate d’acqua ai milanesi per diffondere l’iniziativa. E promuovere il portale (www.milanoblu. com) ricco di informazioni sull’oro blu milanese e i 2.400 chilometri di rete idrica. Tubi che raggiungono due milioni di persone, erogando 460 litri al giorno pro capite. Acqua oggetto ogni anno di 190mila analisi di controllo (di tipo chimico, chimico- fisici e microbiologico) e di 17mila campionamenti. L’iniziativa pro-acqua del sindaco la promuove l’assessore all’Ambiente, Pierfrancesco Maran: «L’acqua di Milano è di ottima qualità e un bene fondamentale dei cittadini. Grazie al nuovo sito è possibile monitorare la qualità e le analisi e a breve le case dell’acqua contribuiranno apromuoverne l’uso».

di Ilaria Carra

Inizia il monitoraggio del territorio
Sono 384 e hanno compiti di vigilanza della comunità, non di pronto intervento
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MILANO - Lunedi 26 novembre si è svolta la conferenza stampa per la presentazione dei Vigili di quartiere con relativo comunicato stampa il quale, focalizzandosi sul numero degli interventi effettuati dai VV nel primo mese di attività ha tralasciato alcuni aspetti importanti che meglio ne avrebbero comunicato la funzione. In breve Milano è stata coperta da una vera attività di monitoraggio del territorio con il servizio avviato dal 1° novembre nelle 9 zone suddivise ia loro volta in ben 89 quartieri.
E' dal mese di novembre che 384 vigili camminano nelle strade di Milano dalle 7.30 alle 19.30 riconoscibili e disponibili, selezionati in base alle loro conoscenze specifiche dei quartieri.
Hanno tutti svolto un corso di formazione apposito e sono provvisti di un vademecum di comportamento e di intervento per azioni sempre più mirate nei quartieri.
Ricoprono compiti inerenti la vivibilità, il degrado, le anomalie stradali, la sicurezza urbana percorrendo le vie, presenziando ingresso e uscita dei ragazzi dalle scuole, controllando l'abusivismo nei mercati e l'accattonaggio.
Da sottolinearsi che i vigili di quartiere non sono dedicati per il pronto intervento, per il quale rimane sempre il numero apposito per le emergenze 118. 
I gruppi dei VV di zona sono quindicinalmente in contatto con i rispettivi presidenti dei consigli di zona per ricevere segnalazioni provenienti dagli abitanti dei quartieri e in ogni zona di Milano hanno una propria sede per i contatti con gli abitanti.
Quindicinalmente viene studiata una rotazione del piano di vie da monitorare nei quartieri nei quali distribuiscono i biglietti da visita a negozianti, portinerie e abitanti con telefono, indirizzo e orario di ricevimento nella sede di zona.
Sono forniti di una scheda di percorso da riempire per la raccolta segnalazioni e sono in coordinamento e in link diretto con gli ispettori dell'AMSA per le segnalazioni di rifiuti abbandonati
Devono in pratica essere una vigilanza di comunità. Un bel progetto finalmente avviato con abbondanza di sostegni pubblicitari nonostante le ristrettezze economiche ben conosciute e pian piano depliants poster e locandine saranno distribuiti. Ottimo anche il sito internet all’interno del portale del Comune di Milano, è già on line la sezione (banner a destra) "Vigili di Quartiere" pieno di informazioni su indirizzi sedi, orari contatti e cartine delle zone interattive. Si può agevolmente venire a conoscenza dei limiti delle 9 zone di Milano con il dettaglio delle strade, così chiunque può capire a quale quartiere appartiene e la zona di riferimento. Speriamo che in breve anche Milano abbia a modo suo il Bobby inglese, el ghis milanes che tanti ricordano ancor oggi!

di Antonietta Innocenti

Scuola
1,5 milioni di euro per oltre 80 mila ore

MILANO – Più ore di sostegno nelle scuole milanesi per i bambini con disabilità. La Giunta comunale ha deciso questa mattina uno stanziamento di 1,5 milioni di euro che vanno ad aggiungersi a quanto era già stato assegnato per l’anno scolastico in corso. Il provvedimento è stato deliberato su proposta dell’assessorato all’Educazione e Istruzione. Questo intervento integrativo consentirà di destinare 80.133 ore in più per l’assistenza educativa agli alunni con disabilità che frequentano scuole materne, elementari, medie e superiori, sia statali che paritarie, presenti nel Comune di Milano. 


Per l’anno scolastico in corso il Comune raggiungerà dunque 310.533 ore complessive di assistenza, con un incremento di circa il 26% rispetto alle 246.545 dello scorso anno. L’integrazione va a rafforzare il nuovo metodo dell’accreditamento adottato quest’anno dall’Amministrazione comunale su proposta di genitori e associazioni della Consulta cittadina per le persone con disabilità. Questo metodo migliora l’efficacia e la qualità dell’intervento perché garantisce, anche attraverso il costo orario fissato a 18,72 euro, un più elevato standard qualitativo dell’assistenza. Negli anni scorsi, infatti, il costo orario era assai variabile, provocando rischiose ripercussioni sulla qualità dei servizi offerti. 


“Oggi raggiungiamo l’obiettivo di aumentare le ore di assistenza rispetto all’anno scorso”, ha dichiarato Maria Grazia Guida, vicesindaco e assessore all’Educazione e Istruzione del Comune di Milano. “Il sostegno degli alunni che si trovano in condizione di disagio è un obiettivo fondamentale della nostra Amministrazione. Con lo stanziamento deliberato oggi andiamo a integrare un intervento che, non solo non avevamo tagliato confermando la stessa cifra dello scorso anno, ma avevamo già deciso di potenziare. Infatti, con il sistema dell’accreditamento abbiamo voluto innalzare la qualità degli interventi a favore degli alunni con disabilità”, ha concluso Maria Grazia Guida. 



Opere pubbliche
Castellano: “Più fondi per periferie, case, scuole e mobilità sostenibile”

MILANO – Un piano delle opere prioritarie 2012 da oltre 246 milioni di euro (di cui circa 80 milioni cofinanziati). 
Oggi la Giunta comunale ha approvato 50 progetti che, tra preliminari e definitivi, riguardano 36 opere per un totale di circa 89 milioni di euro. Progetti che saranno trasmessi alla Cassa Depositi e Prestiti per la concessione dei mutui in tempo per la scadenza (prevista lunedì 12 novembre). 
I restanti progetti, per un totale di oltre 77 milioni di euro, saranno approvati nelle prossime settimane e finanziati grazie alle ridevoluzioni di mutui precedenti. 
Altri interventi, per un  totale di 31 milioni e 600 mila euro, riguardano invece l’integrazione o la modifica di opere già finanziate in precedenza. 



“Abbiamo lavorato molto in questi mesi – spiega l’assessore ai Lavori Pubblici Lucia Castellano – per rispondere alle esigenze della città e dei cittadini. Uno sforzo che, in un momento di risorse scarse, abbiamo indirizzato soprattutto alle periferie, prevedendo maggiori fondi per la mobilità sostenibile e la sistemazione delle strade, per la riqualificazione di stabili e alloggi popolari e per la bonifica delle scuole dall’amianto, a partire da nidi e materne”. 

Tra le opere contenute in elenco, per la parte Mobilità e Verde, spiccano la sistemazione e la creazione di piste ciclabili (9.620.000 euro) che renderanno continuativa e fruibile per tutti una rete oggi frammentata; la realizzazione di Nuove ‘Zone 30’ in quartieri periferici e semicentrali per una maggiore sicurezza stradale (3.000.000 euro); oltre 300 posti auto e 380 stalli per biciclette grazie al nuovo parcheggio d’interscambio di Comasina M3 (3.800.000 euro); circa 1.000 alberi e aiuole salvaguardati e protetti grazie ad interventi sulle radici e sugli spazi di piantagione (2.000.000 euro); il risanamento e la messa in sicurezza della galleria tra stazione Piola e stazione Lambrate M2 (7.087.560 euro). 



Maggiori fondi alle scuole milanesi che da tempo attendono interventi. Per proseguire la bonifica dall’amianto di nidi e materne comunale, sono stati stanziati 6.250.000 euro (che integrano l’appalto da 6 milioni di euro attualmente in corso, grazie al quale sono state già bonificate 13 scuole, sono in corso interventi in altri 2 istituti e altri 4 sono già previsti e pronti a partire nei prossimi mesi). Avanti anche con interventi per la messa in sicurezza e l’adeguamento a norma di legge delle scuole cittadine grazie a 10.450.000 euro. 
Previsto poi un apposito stanziamento per l’abbattimento della scuola di via Pisa (1.700.000 euro) e per il rifacimento delle coperture della scuola elementare di via San Colombano e del complesso scolastico di via Circo-Cappuccio-Cardinal Massaia-Sant’Orsola. 


Anche lo storico complesso del Parco Trotter sarà oggetto di riqualificazione grazie ad uno stanziamento di 11 milioni di euro di cui 8 cofinanziati. 

Nel capitolo Casa e Demanio, trovano spazio il risanamento dello storico quartiere popolare ‘Umanitaria’ di Via Solari 40 e la sistemazione di case e spazi demaniali (8 milioni di euro). E grazie a un milione e mezzo di euro, sarà possibile intervenire sulla Galleria Vittorio Emanuele per il ripristino e la sistemazione del complesso monumentale, ad esempio in caso di cedimenti o crolli. 

Oltre 5 milioni di euro sono stati poi stanziati per la manutenzione straordinaria di biblioteche e musei e per interventi al Piccolo Teatro. Altri 6 milioni di euro per la manutenzione dei cimiteri cittadini. Per gli impianti in carico allo Sport, 1.200.000 euro. E 3 milioni e mezzo di euro per la riqualificazione delle residenze e degli immobili destinati a servizi per anziani e disabili. 

 

Legalita'
Assessore Majorino: “Mobilitazione della città intorno ai temi della legalità”

MILANO – Con le aperture per la prima volta di un ex negozio in via Cenisio 25, ora assegnato all’Associazione Aldo Perini per l’assistenza ai malati di Sla, e di un ex appartamento in via Canonica 87, affidato alla Fondazione Don Gnocchi e utilizzato per ospitare ragazzi con disabilità, prende il via domani il primo Festival dei Beni confiscati alle Mafie. Più di 90 eventi in tutta la città fino a domenica 11 realizzati in 19 immobili, ex appartamenti, laboratori ed esercizi commerciali un tempo utilizzati per il traffico di stupefacenti, il riciclaggio di denaro sporco, l’usura, lo sfruttamento della prostituzione e altre attività illecite riconducibili alla criminalità organizzata.

Domani sera, alle ore 18, l’apertura ufficiale nell’Aula consiliare di Palazzo Marino, con un incontro dibattito cui parteciperanno il Procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso, il Presidente del Tribunale di Milano Livia Pomodoro. Con loro il Presidente del Consiglio comunale Basilio Rizzo, l’assessore alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino, il Presidente onorario di Libera Nando dalla Chiesa, il regista e sceneggiatore Pasquale Scimeca e Barbara Sorrentini direttore artistico del Festival.

“Questo primo Festival dei beni confiscati – ha detto l’assessore alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino – rappresenta per la città e per i milanesi l’opportunità di una mobilitazione corale intorno al tema della legalità e delle mafie che, anche a Milano, hanno accresciuto la propria presenza e i propri interessi, complice la negazione e la sottovalutazione del fenomeno da parte di istituzioni e non solo. È finito il tempo di questa complicità che, sottovalutando le infiltrazioni e la ramificazione sul territorio delle organizzazioni criminali, ne ha di fatto alimentato la presenza”.
“Credere che le mafie non possano esistere a Milano – ha ammonito Majorino – è una tragica idiozia. Si deve chiudere definitivamente il tempo in cui Milano ha fatto finta di niente pensando di essere immune alla presenza della criminalità organizzata. Nessuno è immune e gli ultimi fatti di cronaca ce lo hanno ancora una volta drammaticamente ricordato”.

Il programma del Festival propone eventi culturali con spettacoli musicali, cinema, teatro, presentazione di libri (12 titoli dedicati alle mafie), incontri e intrattenimento per i bambini che saranno anche protagonisti, con le scuole, delle visite guidate organizzate dall’Associazione Libera.
I 19 beni, un tempo luoghi di illegalità con storie che risalgono fino agli anni ’90, sono stati trasferiti dallo Stato al Comune che li ha assegnati con bando in comodato d’uso gratuito a enti e associazioni del no profit. In questi beni sono realizzati progetti con finalità sociali. In essi ci si occupa di anziani, adulti in difficoltà, famiglie, giovani, ragazze vittime della tratta, persone con disabilità. In Lombardia sono più di 800 i beni sequestrati e confiscati alle mafie: di questi, 300 sono sul territorio di Milano e 130 unità immobiliari sono state trasferite al Comune per l’assegnazione.

I beni aperti per il Festival sono sparsi per tutta la città e tre (via Cenisio 25, via Canonica 87 e via Baldinucci 13) saranno inaugurati in occasione del Festival. Saranno aperti anche due beni simbolo della lotta alla ‘ndrangheta a Milano: la discoteca della Sogemi all’Ortomercato, chiusa nel 2009 dopo la relazione annuale antimafia e il Centro sportivo comunale Iseo, parzialmente danneggiato un anno fa da un incendio doloso. Nell’ex locale delle cosche si esibiranno tra gli altri Giulio Cavalli, con l’anteprima dello spettacolo Duomo d’Onore, Manuel Ferreira nel monologo “Lezione di Tango all’Ortomercato” e Vinicio Capossela. Al Centro sportivo Iseo domenica 11 ci saranno per tutto il giorno attività ed esibizioni: tornei di calcio e una staffetta che toccherà alcuni dei beni aperti per il Festival.

La tre giorni di Festival è il risultato della volontà e del lavoro di tanti: Comune di Milano, Associazione Libera, Agenzia nazionale per i Beni sequestrati e confiscati, Fondazione Milano, Sogemi, Radio Popolare e Naba – Nuova Accademia di Belle Arti Milano. E' nato da un laboratorio del Naba il soggetto per la campagna di comunicazione del Festival: su sfondo bianco spicca una scritta nera “La Mafia non esiste”, sotto, in corsivo, una firma inequivocabile: “La Mafia”. Lo slogan della campagna nasce da una frase più volte sentita e ripetuta nella storia e nei libri che hanno descritto e raccontato negli anni il fenomeno mafioso in Sicilia e nel nostro Paese. I ragazzi l’hanno voluta riprendere in tono provocatorio, mettendo nero su bianco la verità spesso negata.

I beni confiscati che saranno aperti al pubblico e alla iniziative culturali sono 19. A questi si uniscono la discoteca dell’Ortomercato e il Centro sportivo Iseo. Il Festival con le sue iniziative coinvolgerà anche lo Spazio Ansaldo, con la mostra “Il mio sguardo libero. Volti per la legalità” e la Manifattura Tabacchi, con la proiezione del film “Convitto Falcone” di Pasquale Scimeca.
Questo il dettaglio dei beni coinvolti:

1 – Via Curtatone 12 (Zona 1), Associazione Suoni Sonori, si occupano di promuovere e divulgare l’arte della musica con particolare attenzione ai soggetti svantaggiati;

2 – Via Monti 41 – (Zona 1) ATS Progetto Open Eyes, è sede di un osservatorio sull’uso e l’abuso della rete informatica;

3 – Via Jean Jaurès 7/9 (Zona 2), Arché Onlus, si occupano di adolescenti;

4 – Viale Monte Santo 10 (Zona 2), Gruppo Cooperativa Goel, si occupano di giovani, spazio fisico e simbolico di aggregazione;

5 – Viale Brianza 35 (Zona 2), Associazione Progetto Itaca Onlus, si occupano di giovani adulti con disagio psichico;

6 – Via Mario Bianco 20 (Zona 3), Comunità di Sant’Egidio Milano Onlus, si occupano di anziani fragili;

7 – Via Vallazze 26 (Zona 3), Associazione Opera di San Francesco per i Poveri, si occupano di persone e famiglie con difficoltà abitative;

8 – Via Leoncavallo 12 (Zona 3), Associazione Onlus Amici contro la droga, si occupano di persone dipendenti dal gioco d’azzardo;

9 – Via del Mare 185/187 (Zona 5), Comunità San Patrignano, libera associazione onlus (progetto gestito in collaborazione con Anglad Milano Onlus), si occupano di tossicodipendenti;

10 – Via Momigliano 3 (Zona 5), Cooperativa Zero5 – Laboratorio di Utopie Metropolitane, si occupano di minori e famiglie;

11- Via del Mare 267 (Zona 5), Associazione comunità Giovanni XXIII, si occupano di ragazze straniere vittime della tratta e di persone senza fissa dimora;

12 – Via Ceriani 14 (Zona 7), Associazione “Il Balzo”, si occupano di famiglie, adolescenti, famiglie con disabili;

13 - Via Martirano – Guascona (Zona 7), Opera in Fiore Terreno, si occupano di reinserimento sociale di detenuti ed ex detenuti;

14 – Via Cenisio 25 (Zona 8), Aldo Perini Onlus, si occupano di malati di SLA - Sclerosi laterale amiotrofica; INAUGURAZIONE

15 – Via Canonica, 87 (Zona 8), Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus, si occupano di ragazzi con disabilità; INAUGURAZIONE

16 – Via Serra 14 (Zona 8), Società Cooperativa Sociale Comunità Progetto, si occupano di donne straniere vittime della tratta e dello sfruttamento sessuale;

17 – Viale Jenner 31 (Zona 9), Comune di Milano, è diventata una casa alloggio per anziani indigenti;

18 – Via Baldinucci 13 (Zona 9), Pio Istituto di Maternità, offrono ospitalità in mini alloggi a nuclei familiari con bambini ricoverati in ospedali milanesi, INAUGURAZIONE

19 – Via Lanfranco della Pila 57/B (Zona 9), - Progetto “Casa alloggio Erika”, si occupano di adolescenti con disturbi del comportamento alimentare;

In allegato il programma aggiornato del Festival. Sul sito del Comune di Milano www.comune.milano.it la mappa interattiva con l’indicazione dei beni aperti per il Festival. 

Bookcity 2012
Oltre 350 appuntamenti gratuiti in giro per tutta la città tra musei, teatri, biblioteche

MILANO - Dal 16 al 18 novembre 2012 si svolgerà “BOOKCITY MILANO 2012. Città del libro e della lettura”, manifestazione promossa e realizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano insieme a Fondazione Rizzoli Corriere della Sera, Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, Scuola per Librai Umberto e Elisabetta Mauri, Camera di Commercio e AIE (Associazione Italiana Editori). L'iniziativa è realizzata anche grazie al sostegno di Eni e Intesa San Paolo.

BOOKCITY MILANO proporrà più di 350 eventi, tra incontri con gli autori, presentazioni di libri, dialoghi, letture ad alta voce, mostre, spettacoli, reading spettacolarizzati, filmati, seminari, con la partecipazione di autori, artisti e protagonisti della cultura milanese, italiana e straniera.
La città verrà animata, dal mattino alla sera, non solo da appuntamenti di grande richiamo, ma anche da tante interessanti e diversificate iniziative ideate e realizzate dalle librerie, dalle biblioteche e dai presidi culturali del territorio. Gli appuntamenti di BOOKCITY MILANO sono ad ingresso gratuito fino ad esaurimento posti.

"Finalmente Milano riesce a proporsi come una delle capitali internazionali del libro e dell'editoria – ha dichiarato l’assessore alla Cultura Stefano Boeri – Bookcity è un formato originale che valorizza la straordinaria varietà di biblioteche, librerie e case editrici che animano la vita culturale di Milano”.

BOOKCITY MILANO ha messo infatti in rete decine di soggetti culturali e economici, chiamando in causa l’intera filiera: editori grandi e piccoli, librai, bibliotecari, autori, agenti, letterari, traduttori, grafici, illustratori, blogger, fino a lettori, scuole di scrittura, associazioni e gruppi di lettura, che costituiscono l'ossatura di quella straordinaria macchina che è l'industria editoriale. Una rete che il Comune di Milano sostiene con un programma di eventi gratuiti, dedicati ad un pubblico ampio e multiculturale, per una promozione della lettura e della scrittura come viatico per capire, imparare, divertirsi, emozionarsi e affrontare con maggiore consapevolezza questo difficile momento storico. Una manifestazione che sottolinea la straordinaria capacità milanese di saper intrecciare territorio, impresa e cultura.

Il ruolo strategico di Milano, come capitale nazionale dell'editoria e città internazionale della cultura, è confermato da alcuni dati, a cura dell'Ufficio studi AIE: nella regione Lombardia ha sede il 19,9 % delle case editrici attive in Italia, ma ben il 32,5 % di quelle di e-book; vengono prodotti il 38,1% di titoli sul totale dei libri pubblicati dalle case editrici; vengono stampate e distribuite il 49,8% copie sul totale delle copie distribuite dalle case editrici. Significativo, infine, anche il dato sulla domanda di lettura: i lettori in Lombardia sono il 54 %, su una media italiana del 45,3% (fonte:elaborazione Ufficio studi AIE su dati Istat).

Il Castello Sforzesco sarà l’anima pulsante di BOOKCITY MILANO. Il Castello e le sue Corti delle Armi, Ducale e della Rocchetta diventeranno luogo di interferenze artistiche e, come tutti i punti della città coinvolti, luogo di aggregazione e diffusione della pratica della lettura in tutte le sue forme, dal classico formato cartaceo ai più innovativi tablet. Per tutta la durata della manifestazione i Musei del Castello Sforzesco saranno ad ingresso gratuito e saranno visitabili liberamente tutti gli spazi solitamente accessibili su prenotazione: dalle merlate al percorso sotterraneo della Ghirlanda.
A partire da un emozionale allestimento del Cortile delle Armi, tutto il Castello sarà invaso dallo spirito di BookCity: quattro sale ospiteranno gli incontri con gli autori, un’area ristoro sarà collocata nel Cortile Ducale, mentre nelle Sale Panoramiche sarà allestita una sala lettura, grazie anche a un’installazione artistica di Federico Pepe e all’allestimento di Leclettico, dove un gruppo di sette editori indipendenti proporrà un fitto programma di incontri e presentazioni. Letture anche nella Sala delle Armi, mentre la Sala della Balla ospiterà alcuni degli incontri con gli autori di BookCity.

Oltre al Castello Sforzesco, verranno coinvolti i musei civici e molte istituzioni milanesi: Archivio di Stato, Ca’ Granda, Palazzo Serbelloni, Museo del Novecento, Museo del Risorgimento, Palazzo Morando, Palazzo Reale, GAM Galleria d’Arte Moderna, PAC Padiglione d’Arte Contemporanea, Gallerie d'Italia – Piazza Scala, Biblioteca Nazionale Braidense, Sinagoga, Umanitaria, Villa Necchi Campiglio, Acquario, Fondazione Ferré, WOW Spazio Fumetto, fino al Politecnico Bovisa e all’ISEC di Sesto San Giovanni. Apriranno le loro porte anche la Triennale di Milano e i teatri milanesi, tra i quali Dal Verme, Carcano, Elfo Puccini, Franco Parenti, Litta, Strehler, che ospiteranno incontri di grande richiamo.

BOOKCITY MILANO invaderà la città, coinvolgendo numerose scuole, il sistema delle biblioteche milanesi e tanti spazi insoliti aperti per l’occasione, proponendo anche percorsi tematici che aiuteranno il pubblico nella fruizione. Tanti i temi trattati: anima e corpo, arte, attualità, giallo e noir, economia e lavoro, Milano e le sue storie, musica, scienza, sport, storia, verde, cinema, teatro, design, cibo & vino, auto & moto, l'evoluzione della società italiana e altro ancora. Una particolare attenzione verrà dedicata anche al futuro dei libri, ai diritti d’autore, al passaggio al digitale, attraverso incontri, convegni e dibattiti.

E' previsto inoltre un ricco programma per i bambini: tutta la città sarà coinvolta. Non solo il Castello Sforzesco, con la mostra “Da Pinocchio a Harry Potter. 150 anni di illustrazione italiana dall'Archivio Salani. 1862 – 2012” e le attività di laboratorio sul libro e la lettura realizzate da Sforzinda; ma anche il Museo del Novecento, gli istituti culturali e le librerie. Protagoniste infine le
biblioteche rionali del centro e dei quartieri periferici che, in collaborazione con gli editori, propongono incontri con gli autori e laboratori per i più piccoli.

Informazioni e programma sul sito www.bookcitymilano.eu


Giovedì 15 novembre 2012
ANTEPRIMA
ore 18
Triennale di Milano – Teatro dell’Arte
“Una storia di amicizia”
Luis Sepúlveda dialoga con Bruno Arpaia

INAUGURAZIONE
ore 20,30
Castello Sforzesco, Sala Sforzesca
Interviene Umberto Eco
“Leggere Milano”
Letture a cura di Forum delle culture della città mondo
con la partecipazione di Carla Chiarelli 

Politiche abitative
Accordo Comune-sindacati. Previste anche agevolazioni urbanistiche per imprese

MILANO – Un fondo per costruire nuove case popolari e per ristrutturare gli sfitti, la nascita entro l’anno dell’Agenzia per la Casa per far incontrare la domanda e l’offerta, la costituzione di un ufficio dedicato alla gestione degli alloggi liberi, un nuovo quartiere con edilizia sociale pubblica, agevolazioni urbanistiche per la creazione di nuove imprese nel territorio milanese.

Sono queste alcune delle principali misure per contrastare l’emergenza abitativa contenute in un Protocollo sottoscritto oggi dagli assessori alla Casa Lucia Castellano, all’Urbanistica Ada Lucia De Cesaris, alle Politiche per il lavoro Cristina Tajani e Onorio Rosati (Cgil), Danilo Galvagni (Cisl), Walter Galbusera (Uil), Walter Chiappelli (Sunia), Leo Spinelli (Sicet) e Giulio Nicosia (Uniat).

Dopo tanti anni il Comune di Milano torna così a programmare misure concrete per soddisfare il bisogno abitativo in città. Negli ultimi mesi i sindacati e Palazzo Marino hanno lavorato per mettere a punto un nuovo piano per mettere al centro dell’azione politica e amministrativa la questione della casa, come era previsto dal programma del Sindaco Pisapia.

L’obiettivo è realizzare un’offerta adeguata di alloggi a canone sociale, utilizzando al meglio il patrimonio abitativo pubblico esistente, coniugando le politiche ambientali, infrastrutturali, abitative e di welfare e accogliendo le proposte dei sindacati.

Come già annunciato in occasione dell’approvazione del Piano di Governo del territorio, viene costituito un fondo di 37 milioni di euro per la costruzione di nuovi alloggi (20 milioni) e per ristrutturare gli appartamenti sfitti (17 milioni), cifre alle quali saranno aggiunte nuove risorse in parte messe a bilancio ogni anno da Palazzo Marino e in parte derivanti dagli operatori privati che, non volendo costruire edilizia residenziale pubblica, dovranno monetizzare al Comune questa mancata realizzazione di residenza pubblica.

Inoltre, sul fronte dell’offerta abitativa, sono state sbloccate 900 nuove case popolari, previste dalla precedente Amministrazione, che verranno consegnate alla città entro la fine del 2013.

Il Comune di Milano si impegnerà anche per il recupero del patrimonio esistente attraverso la riqualificazione degli sfitti, la rapida assegnazione degli alloggi liberi (non oltre 15 giorni), la manutenzione ordinaria e straordinaria degli stabili, nessuna sottrazione di case al patrimonio di edilizia popolare.
Il Protocollo prevede anche la creazione di un nuovo quartiere che abbia una prevalenza di edilizia economica e popolare, ma che non sia un quartiere ghetto. Un nuovo rione che offra ai suoi abitanti i servizi e le infrastrutture necessari. Inoltre, l’accordo con i sindacati contiene anche un’attenzione particolare rivolta al mondo del lavoro. L’Amministrazione s’impegna a sostenere le aree con attività produttive esistenti disincentivando le azioni speculative sulle zone industriali. Verrà incentivato il recupero degli insediamenti produttivi esistenti favorendo l’insediamento di nuove imprese.

Il protocollo prevede che ogni imprenditore che vuole ristrutturare la sua azienda abbia un premio volumetrico del 20% sulla sua superficie lorda di pavimento da utilizzare in loco oppure che può rivendere come diritto volumetrico per qualsiasi altra destinazione (residenziale e produttiva).
Inoltre tutti gli incubatori d’imprese, come start up e spin off, se convenzionati con il Comune saranno considerati come servizi e quindi non avranno limiti volumetrici per la realizzazione di un nuovo edificio.

“Presteremo grande attenzione – evidenzia l’assessore alla Casa Lucia Castellano – alle politiche dell’abitare per ridare dignità e rivitalizzare i quartieri popolari. E il nostro impegno, insieme ai sindacati, sarà indirizzato ad una piena conoscenza del patrimonio, così da riqualificare e assegnare le case in tempi sempre più brevi, sottraendole al degrado e al rischio delle occupazioni abusive. Anche per questo, nell’ambito della riorganizzazione dell’Assessorato alla Casa, dedicheremo un apposito ufficio alla gestione del flusso degli alloggi liberi e assegnabili”.

Sul fronte delle locazioni, il Comune si impegna a costituire entro quest’anno l’Agenzia per la Casa, il cui obiettivo è far incontrare la domanda e l’offerta di appartamenti in affitto da privati che servirà a far emergere il mercato nero e favorire i contratti regolari.

“Questo accordo – ha dichiarato l’assessore all’Urbanistica Ada Lucia De Cesaris - conferma il nostro impegno concreto per creare nuovi alloggi di edilizia sociale per le fasce sociali più deboli trovando il giusto equilibrio tra le scelte fatte con il Pgt e gli ulteriori interventi pubblici che l’Amministrazione è pronta a mettere in campo”.

“Punto qualificante dell’accordo é tenere insieme il bisogno abitativo con quello produttivo – ha detto l’assessore alle Politiche per il lavoro Cristina Tajani - attraverso i disincentivi alla speculazione sulle aree industriali e le premialità per l’insediamento di nuove imprese, in particolare start up e spin off. Lavorare e abitare sono due bisogni che devono poter trovare risposta congiuntamente nella stessa città”. 

Nel Famedio del Cimitero Monumental

Il Sindaco: “È grazie all’esempio di donne e uomini che oggi ricordiamo, che la Città, guardando indietro, trova la forza per andare avanti”

MILANO – Il Cardinale Carlo Maria Martini, Giorgio Bocca, Carlo Colla, Stella Vecchio. Sono solo alcuni dei 19 nomi che da oggi sono iscritti al nel Pantheon della città. Si è tenuta questa mattina la cerimonia pubblica, al Famedio del Cimitero Monumentale alla presenza del Sindaco Giuliano Pisapia, del Presidente del Consiglio comunale Basilio Rizzo e dell’assessore ai Servizi civici Daniela Benelli.
“È qui, in questo luogo meraviglioso - ha affermato il Sindaco Pisapia - che la città, guardando indietro, trova la forza per andare avanti. Milano rende omaggio e onora alcuni dei suoi cittadini più illustri, milanesi di nascita o di adozione che hanno dedicato la loro vita, il loro impegno, il loro ingegno alla crescita e al progresso della nostra comunità e dell’intero Paese. Donne e uomini che hanno veramente fatto grande Milano e ai quali va la nostra ammirazione, la nostra riconoscenza e la nostra gratitudine. Anche quest’anno i nomi iscritti al Famedio sono stati scelti senza divisioni, con l’approvazione unanime della Commissione del Consiglio comunale, certi di fare del bene a noi, alla Città e a tutti coloro che vogliono una società più giusta e più libera. Il nome su cui vi è stato subito un coro unanime è stato quello del Cardinale Martini, vero punto di riferimento spirituale per tutti i milanesi, credenti e non credenti. Un uomo che ha saputo interpretare al meglio lo spirito di questa città e mandare a tutti un messaggio di civiltà, di fiducia, di umanità. E’ a lui e a tutti gli iscritti nel Pantheon cittadino che guardiamo con fiducia come esempi per il nostro agire quotidiano, per il nostro impegno verso la realizzazione di noi stessi e del nostro crescere come comunità coesa, libera e solidale”.
“Le storie dei personaggi iscritti oggi nel Famedio - ha dichiarato il Presidente Rizzo - raccontano un Milano che, anche grazie alla loro virtù, alla loro passione può ancora aspirare ad essere al centro della rinascita del Paese. I più giovani possono ritrovare qui la testimonianza di persone che hanno dato onore alla nostra città, personaggi illustri, ma anche semplici cittadini che hanno fatto la differenza con il loro impegno quotidiano. Esempi di vite che ci onora ricordare e che ci stimolano a pensare a questa città con lo sguardo rivolto al futuro, in un orizzonte di solidarietà e impegno civile, e che ci richiedono ad agire per costruire insieme una grande città e guardare lontano con l'orgoglio di essere milanesi”.
Le 19 iscrizioni sono state decise all’unanimità lo scorso 28 settembre dalla Commissione consultiva per le Onoranze al Famedio del Comune di Milano composta da Basilio Rizzo, Presidente del Consiglio comunale; Natale Comotti, Riccardo De Corato, Andrea Fanzago e Luca Lepore, componenti dell’Ufficio di Presidenza; Stefano Boeri, assessore alla Cultura; Daniela Benelli, assessore ai Servizi civici.
Gli iscritti sono: Giorgio Bocca (giornalista e scrittore), Claudio Beretta (studioso del dialetto milanese), Giulio Campanati (arbitro di calcio), Cesare Castiglioni (medico psichiatra, fondatore del comitato di Milano della Croce rossa italiana), Gino Colombo (avvocato, primo Presidente del Consiglio regionale lombardo e Segretario generale della Fiera di Milano), Carlo III Colla (marionettista), Franco Corelli (tenore), Alba Dell’Acqua Rossi (insegnante e partigiana), Umberto Fazzone (medico), Andreina Franco Repellini (professoressa di Filosofia del liceo Parini), Isotta Gaeta (giornalista e partigiana), Giuseppe Grandori (docente di Scienza delle costruzioni al Politecnico di Milano, “padre” dell’ingegneria sismica moderna), Edoardo Mangiarotti (campione internazionale di scherma), Cardinale Carlo Maria Martini (Arcivescovo emerito di Milano), Attilio Melo (pittore), Monsignor Luigi Padovese (frate francescano, delegato apostolico dell’Anatolia), Alceo Riosa (docente di Storia contemporanea presso la Facoltà di Scienze politiche dell’Università degli Studi di Milano), Ferdinando Targetti (docente di Economia politica all’Università Bocconi), Stella Vecchio e Alessandro Vaia (partigiani). 


Teatri

Boeri: “Valorizzata la funzione sociale del teatro e la sua capacità di fare rete”

MILANO – È stata approvata oggi dalla Giunta comunale la delibera che definisce le nuove linee guida per il rinnovo e l’ampliamento del sistema delle convenzioni con i teatri milanesi. La delibera prevede un sistema quadriennale (e non più triennale come in passato), che va dal 2012 al 2015, e impegna già i fondi per la copertura dei contributi relativi alla prima annualità: quasi due milioni di euro (1.950.000). 

“Con questo nuovo sistema abbiamo voluto valorizzare la funzione sociale del teatro, costante nella storia del miglior teatro milanese, da Paolo Grassi in poi – ha detto l’assessore alla Cultura Stefano Boeri -. Abbiamo inoltre lavorato a una griglia di criteri che valorizzasse il rapporto tra i teatri e il territorio, che premiasse quelli disponibili a fare rete e a fornire ospitalità e servizi a compagnie prive di sede, che privilegiasse le compagnie di produzione e i teatri di quartiere”. 

Novità quindi nella scelta dei criteri di ammissione, che sono stati rivisti orientando la valutazione sulle strategie progettuali dei teatri e sull’interazione sempre più ampia con la rete territoriale. 


Tra i criteri previsti dal bando:        

  •  rigore e efficacia della gestione complessiva
  • interesse e qualità dei progetti artistici, delle programmazioni e delle produzioni, con particolare attenzione ai nuovi linguaggi e alle sperimentazioni di nuove forme creative, alla drammaturgia contemporanea, al teatro del presente
  • attenzione al ricambio generazionale, tanto delle maestranze organizzative tanto delle compagini artistiche
  •  ricambio e allargamento dei pubblici, con particolare attenzione ai giovani
  • sinergie e reti fra operatori della città, delle zone, dei quartieri in vista della definizione di veri e propri distretti culturali: i teatri dovranno aprirsi ancor più alla città e ai cittadini; si auspicano sinergie e progetti comuni non solo fra teatri e compagnie ma anche fra questi e gli altri operatori culturali attivi su territorio: università, centri di formazione, biblioteche, gallerie e musei, auditorium, centri per il tempo libero, associazioni
  • accoglimento nelle programmazioni dei teatri convenzionati di produzioni e attività realizzate da compagnie e artisti indipendenti attivi sul territorio, privi di sedi; 
-        progetti e attività finalizzate all’integrazione delle comunità straniere presenti sul territorio e alla interculturalità
  • ospitalità, coproduzioni, collaborazioni internazionali, con almeno una presenza internazionale nelle proprie stagioni, finalizzate alla definizione di un palinsesto di appuntamenti internazionali più ampio e articolato di quello di questi ultimi anni
  • diversa articolazione delle categorie di teatri considerati dal Sistema convenzionale, tra le quali introduzione della categoria dei Festival. 



Le realtà teatrali milanesi vengono distinte in nuove tipologie: 


  1.  Teatri di Produzione e Programmazione – Polisala/Grande Formato 
  2. Teatri di Produzione e Programmazione 
  3. Teatri di Produzione e Programmazione con particolare vocazione alla relazione con il territorio 

  4. Compagnie e Imprese di Produzione – Grande Formato 
  5. Compagnie e Imprese di Produzione – Medio e Piccolo Formato 

 Festival 



Il convenzionamento con la categoria dei Festival avrà decorrenza dal 2013, in quanto i principali Festival cittadini, per l’anno 2012, sono al presente già stati realizzati o in avanzata fase di programmazione, mentre i criteri di ingresso e permanenza nel Sistema vengono definiti solo ora mediante la delibera approvata. 

I nuovi criteri saranno pubblicati nei prossimi giorni sul sito del Comune, nella sezione Bandi e Avvisi. 

L’entità dei singoli contributi ai soggetti ammessi sarà definita da un’apposita commissione istituita dall’Amministrazione, in base all’analisi del profilo artistico, gestionale ed economico di ciascun organismo convenzionato. Il nuovo Sistema propone inoltre una modulistica semplificata per presentare la propria domanda di accesso al Sistema. 



Musei per Bambini
Boeri: “La Rotonda di via Besana diventa definitivamente la Rotonda dei Bambini”

MILANO - 
Una concessione di otto anni trasforma la Rotonda di via Besana in un polo per la creatività dedicato ai più piccoli. La Fondazione MUseo dei BAmbini – MUBA si è infatti aggiudicata la concessione dello spazio della Rotonda (circa 1250 mq) per offrire alle famiglie e alle scuole milanesi proposte culturali di alto livello e di facile accessibilità, dedicate a bimbi e ragazzi. 

“Si delinea con sempre maggior chiarezza il percorso che stiamo seguendo per dare identità alle varie sedi espositive milanesi – ha detto l’assessore –. Un nuovo tassello che regala ai bambini e alle famiglie un luogo bellissimo e prezioso del patrimonio pubblico milanese e garantisce loro uno spazio sicuro, circondato da un giardino protetto”. 

Oltre a diventare un luogo di aggregazione per i bambini, la Rotonda di via Besana sarà il nodo di una rete di spazi che Milano dedica alla cultura dei bambini, un centro di formazione e documentazione per educatori e famiglie, un luogo di svago e intrattenimento, che prevederà anche un’area per i “piccolissimi” (da 0 a 3 anni). 

La Fondazione MUBA corrisponderà al Comune un canone annuo di 93796,86 + Iva euro e garantirà opere di adeguamento e di allestimento degli spazi: interventi che li renderanno ancora più “a misura di bambino”. 

La prima mostra interattiva prevista dal programma proposto dal MUBA, che inaugurerà appena finiti i lavori di adeguamento, sarà “ Vietato non toccare” una mostra-gioco sulle opere di Bruno Munari. 
Il programma prevede anche laboratori formativo-educativi multimediali, didattici e creativi in diverse aree di approfondimento: 
        

  • area ambientale / risparmio energetico (riutilizzo dei materiali di scarto e rimanenze dalle industrie del territorio) 
        
  • area arte (laboratori creativi per le scuole in collaborazione con artisti, Accademie di Belle Arti, Istituti d’arte) 
       
  •  area alimentazione (scoperta delle tradizioni, riduzione degli sprechi, salute, ecc.)        
  • area multimediale (approfondimento dei linguaggi informatici. 

Previsti anche campus estivi, laboratori creativi dedicati alle famiglie, attività dedicate ai bambini e ai ragazzi delle scuole elementari e medie inferiori realizzati in collaborazione con i diversi istituti scolastici, che terranno conto della programmazione didattica in corso. 

Entro un anno dall’inaugurazione del centro, la convenzione prevede l’attivazione di un  bar e di un bookshop all’interno dell’edificio. 
Il Centro sarà aperto tutto l'anno per nove ore al giorno e chiuderà solo per quindici giorni nel mese di agosto. 

Urbanistica
De Cesaris: “Milano per la prima volta si dota di uno strumento di prezioso per la gestione del territorio”

MILANO – La Giunta comunale ha approvato questa mattina la delibera di adozione il Piano urbano generale di servizi del sottosuolo che ora va all’esame del Consiglio comunale. 

“Per la prima volta – ha dichiarato l’assessore all’Urbanistica Ada Lucia De Cesaris - Milano si dota di uno strumento prezioso per la gestione del territorio. Il Piano contiene i principali elementi conoscitivi e di analisi delle infrastrutture e delle reti dei servizi del sottosuolo. Ciò ci consente di pianificare al meglio l’azione di governo del territorio avviata con il Pgt, in un ottica di sostenibilità con l’obiettivo di migliorare la qualità dello spazio urbano”. 



Grazie al Piano, e agli elementi di conoscenza che esso offre, l’Amministrazione potrà, infatti, coordinare al meglio tutti gli interventi necessari allo sviluppo della città e dei suoi servizi, anche razionalizzando le risorse investite; in concreto, ad esempio, si potranno ridurre i tempi delle autorizzazioni, la durata dei cantieri e le opere di rifacimento del manto stradale. Con benefici evidenti anche per i cittadini e le imprese. 

Il Puggs si articola in una fase preliminare di conoscenza delle caratteristiche del sottosuolo e delle aree ad esso collegate (ad esempio la pavimentazione). La ricognizione riguarda anche il sistema urbanistico, quello dei vincoli e dei trasporti.

La geomappatura del territorio comprende l’analisi dei cantieri stradali, la sensibilità del sistema viario nel contesto della mobilità urbana, il livello e la qualità della infrastrutturazione esistente, le caratteristiche commerciali ed insediative delle strade. Infine, il Piano prevede una fase pianificatoria utile a definire lo scenario di attività e i criteri di intervento. Obiettivo: consentire scelte più sostenibili, da un punto di vista economico ma non solo, a istituzioni e imprese. Il Piano prevede anche la creazione di un portale, oltre che di un ufficio, dedicato al sottosuolo.   

Emergenza sfratti da privati

Al Comune l’elenco degli sfrattati un mese prima dell’esecuzione materiale



MILANO – “Quella degli sfratti è una vera emergenza, nazionale e milanese, inasprita dalla crisi economica che sta piegando le famiglie. E questa Amministrazione sta cercando di dare risposte concrete. Congiuntamente ai sindacati, ho chiesto e ottenuto dal presidente della Corte d’Appello che vengano comunicate con un mese di anticipo le esecuzioni materiali di sfratto, in modo da consentire all’Assessorato alla Casa di attivarsi per individuare soluzioni abitative, anche momentanee, per le famiglie che resteranno senza una casa”. 



Lo annuncia l’assessore alla Casa e Demanio Lucia Castellano, nella giornata di mobilitazione nazionale dei sindacati sull’emergenza sfratti. 

“Stiamo anche creando – aggiunge l’assessore Castellano con riferimento alle iniziative del Comune di Milano – un piccolo ‘polmone abitativo’, costituito da 20 alloggi non di edilizia popolare, che destineremo all’ospitalità temporanea dei nuclei sfrattati e in difficoltà. Importante, in questa direzione, anche la richiesta dei sindacati di stabilire regole per la graduale distribuzione nel tempo dell'esecuzione degli sfratti. Una richiesta che é fortemente condivisa e sostenuta dal Comune”. 



“Secondo il Ministero degli Interni – conclude l’assessore Castellano – Milano è stato il quarto Comune in Italia nel 2011 per numero di provvedimenti di sfratto per morosità. Da questa città può e deve partire un’azione istituzionale volta a contenere l’emergenza. Per questo stiamo lavorando all’Agenzia della Casa: basandoci sull’esperienza di altri Comuni, impianteremo un modello virtuoso in cui proprietari di casa e cittadini possano incontrarsi grazie alla mediazione dell’Amministrazione comunale. E come assessore alla Casa sono anche disponibile a incontrare gli assessore dei Comuni dell’hinterland per avviare insieme un ragionamento condiviso e complessivo, che tenga conto della possibilità di modificare e rendere più attuale la legge 431 del 1998 che disciplina le locazioni e il rilascio degli immobili”. 



Biglietto ATM
Tariffa ridotta di 1 euro andata e ritorno per alunni e accompagnatori. Guida e Maran: “Promuoviamo la partecipazione dei più giovani alle attività didattiche sul territorio e la cultura del trasport

MILANO – La Giunta ha approvato la delibera che prevede, in via sperimentale, la nascita di un biglietto a tariffa ridotta (1 euro, andata e ritorno) per viaggiare sulla rete urbana Atm in occasione delle gite scolastiche.

Per l’anno scolastico 2012/2013 viene, dunque, introdotto un biglietto valido sui mezzi pubblici urbani Atm per due viaggi, nello stesso giorno (andata e ritorno), della durata massima di 90 minuti ciascuno alla tariffa di 1 euro per ogni bambino delle scuole primarie e secondarie di primo grado e per ogni accompagnatore. L’agevolazione vale per un massimo di 2 uscite didattiche per classe scolastica entro l’anno. Atm Servizi realizzerà e stamperà titoli di viaggio speciali.

“Con questo provvedimento – ha spiegato la vicesindaco e assessore all’Educazione e Istruzione Maria Grazia Guida – vogliamo favorire una sempre più ampia partecipazione di bambini e ragazzi alle attività didattiche, culturali e sportive sul territorio comunale. Anche così andiamo verso quella città a misura di bambino che è uno degli obiettivi principali di questa Amministrazione”.

“Questo biglietto è nato anche per diffondere tra i più piccoli la cultura dell’uso del trasporto pubblico”, ha dichiarato l’assessore alla Mobilità, Ambiente, Arredo urbano e Verde Pierfrancesco Maran. “È fondamentale che anche i bambini capiscano l’importanza di muoversi utilizzando i mezzi pubblici, per rispettare le persone e l’ambiente”.

Sulla base di dati storici, si stima che, alle uscite didattiche organizzate sul territorio comunale dalle istituzioni scolastiche, parteciperanno circa 80.000 bambini, con un risparmio annuo per le famiglie e per le scuole di circa 160.000 euro. 

Regione: prepariamoci alle elezioni
Fondamentale la scelta della/del candidato

MILANO - L’avvio della fase finale della Gotterdämmerung del Celeste impone un urgente ritorno a riprendere il filo di un discorso iniziato già mesi fa e riguardante la necessità di una rinascita civile e politica per la Lombardia. Un recente e affidabile sondaggio dice che l’elettore sceglierà avendo come elemento discriminante questi primi tre argomenti: per il 52% del campione l’affidabilità delle candidature, per il 35% per le scelte di tutela del lavoro e per il 26% per la speranza di taglio delle tasse (risposta multipla possibile).
Si tratta del miglior scenario potenziale possibile per una proposta innovativa del centrosinistra in Lombardia: l’esperienza della Giunta arancione di Milano ha il suo indiscusso punto di forza nell’affidabilità personale e nella capacità di mantenere la coalizione di governo anche in situazioni difficili; sul tema del lavoro il centrosinistra è considerato, nonostante le molte battute a vuoto e la insopportabile tendenza al conservatorismo in materia, più rassicurante; la novena del tagliamo le tasse collegata al tagliamo la spesa e anche i servizi, che pure effettua un incomprensibile richiamo ancora su buona parte del Pd, non è più avvertita come insopprimibile esigenza individuale da perseguire magari anche con un pizzico di evasione tollerata, ma è un problema di “sistema” e non il più importante.
Trasformare queste potenzialità in possibilità concrete di vittoria in Lombardia è possibile a condizione di sfruttare adeguatamente i propri punti di forza e focalizzando molto bene la proposta politica, evitando di correre dietro alle parole d’ordine della destra sostenendo che le scelte politiche di Formigoni e la Lega sono giuste ma l’applicazione è sbagliata e noi lo faremmo meglio, come il centro sinistra a trazione politica Penati in Regione Lombardia ha fatto fino a poco tempo fa.
Occorre quindi prima di tutto valorizzare in questa chiave l’esperienza “arancione” milanese, intendendo l’intero processo dalle primarie alla formazione della Giunta senza delegazioni e bilancini di partito. E quindi nessun dubbio e nessuna scusa su tempi e modi, le primarie per il candidato Presidente si dovranno fare e si faranno, dovranno avere la caratteristica di allargare il campo delle proposte politiche, evitando di dare seguito allo spettacolino buono per qualche articolo sul giornale da far vedere ai parenti e agli amici di candidature di “bandierina”. Candidature serie, che incarnino per propria storia personale e per arricchimento da realizzarsi in corso di campagna delle ipotesi politiche che possano essere ricomposte dopo il risultato e la scelta, attraverso la formazione di una coalizione e un programma elettorale che coinvolga e mobiliti l’elettorato.
È del tutto evidente poi che l’esperienza milanese, intesa come ben sintetizzato qualche settimana fa dall’assessore del Pd Majorino con l’espressione “l’arancione appartiene a tutti coloro i quali vogliono indossarlo”, deve spendersi in prima persona per rendere credibile la riscossa civica che sola potrà permetterci di uscire con pochi danni dalla rovinosa caduta di un sistema politico cui è stato fatale l’insopportabile ombra della peggiore criminalità ma che in questi venti anni ha pervaso in profondità le istituzioni, soprattutto attraverso l’incredibile grado di occupazione quasi militare del sistema sanitario più grande del mondo alimentato da 17,5 miliardi di euro pubblici e 6,5 miliardi di pagamenti privati governati da una ferrea struttura di potere in mano a pochissime persone, fatto che anche solo dal punto di vista organizzativo non ha riscontro da nessuna parte del mondo.
Una lista “arancione” in grado di raccogliere le energie civiche e politiche di persone, associazioni, iniziative che non si riconoscono o non rientrano nell’alveo inesorabilmente sempre più ristretto dell’iniziativa dei partiti è una condizione indispensabile per sperare nella vittoria, certamente in Lombardia e probabilmente anche oltre: sarà bene che dirigenti grandi e piccoli di partiti e partitini della galassia del centrosinistra se ne facciano una ragione senza abbandonarsi a pericolose illusioni, per esempio, sull’asse risolutore Bersani-Vendola. Solo ripetendo l’alleanza civica in grado di valorizzare l’apporto plurale del mondo del centro sinistra, riconoscendola da subito come qualcosa che non va contro ma va oltre lo schieramento partitico, sarà possibile provare con qualche possibilità di successo a strappare la Lombardia a un centrodestra che ne ha fatte ormai di ogni, ma che sarebbe grave considerare morto.
C’è infine “last but not least” la scelta della o del candidato che, seppure a mio parere in misura inferiore rispetto al Comune, resta l’aspetto fondamentale e più evidente della campagna elettorale che dovremo affrontare. Le candidature avanzate o ventilate fino a oggi, al netto della ricerca dei cinque minuti di notorietà di qualcuno, sono legittimamente soprattutto concentrate nel mondo dei partiti delle opposizioni regionali di questi ultimi anni. Candidature legittime non per questo vogliono dire convincenti (non “vincenti”, categoria inseguita a lungo e del tutto priva di significato: ricordate quanti definivano Pisapia uno che “non poteva vincere”… ), almeno fino a questo momento.
Io credo che manchi ancora una candidatura “arancione” intesa non certo come appartenenza a un movimento che, proprio perché tale, ha confini difficili da individuare, bensì come espressione di quel vasto movimento civico composto da gente che non ha paura di mettere la faccia in politica, che si affaccia all’impegno dando e non chiedendo. La sfida sarà tale, già a partire dalle primarie, da richiedere l’ingresso in campo di qualcuna o qualcuno che abbia incarnato, in questi ultimi due anni, in maniera visibile l’esperienza milanese, che sia disponibile a rimettersi ancora e sempre in gioco, moltiplicando ancora il proprio impegno.
Io penso, sono convinto, che dovremo chiedere a qualcuna o qualcuno che molto ha dato in questi ultimi mesi di dare ancora qualcosa in più.

di Franco D’Alfonso

Radio 24 intervista Lucia Castellano
L'assessore spiega la delibera per l’aggiudicazione degli spazi edilizi oggi in abbandono

Intervento dell’Assessore Lucia Castellano alla trasmissione “Si può fare, cronache da un paese migliore” di Radio24 condotta da Alessio Maurizi in onda il 7 ottobre 2012.

A Milano esistono, secondo le stime, circa 1.200 spazi di edilizia pubblica e oltre un centinaio di immobili attualmente inutilizzati e a rischio degrado, situati specialmente in periferia. Con l’obiettivo di valorizzare il proprio patrimonio, la Giunta comunale ha approvato i nuovi criteri per l’assegnazione degli stabili demaniali e degli spazi edilizi abbandonati, che potranno costituire un volano per lo sviluppo economico e l’occupazione dei giovani anche nelle aree periferiche della città. La delibera comunale – che prevede la possibilità per associazioni, enti e cittadini di aggiudicarsi aree ed edifici dismessi sulla base di proposte positive – è stata illustrata dall’assessore al Demanio del Comune di Milano, Lucia Castellano, in una intervista a “Radio 24”.

I bandi, che verranno predisposti nelle prossime settimane, consentiranno di avviare – entro i prossimi sei mesi – le delibere per l’aggiudicazione degli spazi edilizi oggi in abbandono. “La possibilità di intervento – spiega Castellano – è aperta a cooperative sociali, associazioni senza scopo di lucro, fondazioni, Onlus e altri soggetti, magari costituiti proprio per partecipare alla gara. Su questo punto saremo elastici: non ci interessa tanto il soggetto proponente, quanto il progetto che viene presentato ai nostri uffici. Noi daremo gli spazi in comodato gratuito, i soggetti coinvolti dovranno farsi carico della sistemazione e del recupero delle aree e degli edifici secondo quanto previsto dal progetto. In questo modo gli spazi verranno recuperati all’uso della socialità e del quartiere, con un circuito benefico per il Comune e per l’aggregazione sociale”.

I bandi saranno articolati in base a quattro macrosistemi.

Il primo riguarderà gli spazi inutilizzati, come quelli molto degradati in periferia, grandi o costosi da recuperare per il Comune. “Questo è il caso nel quale prevediamo un comodato gratuito con oneri di ristrutturazione a carico delle associazioni; uno degli elementi interessanti è che ci si potrà costituire in associazione anche immediatamente prima di partecipare alla gara”, spiega Castellano;

Il secondo macro sistema è a favore dalle associazioni che hanno già un progetto e hanno bisogno di uno spazio, che sarà concesso in uso gratuito per un periodo di tre anni;

Il terzo macro sistema è costituito dagli spazi destinati a progetti per lo sviluppo della nuova imprenditoria o con finalità sociali, che saranno concessi alle nuove imprese con un canone ridotto del 90% per i primi cinque anni di attività;  

Infine il quarto macro sistema sarà rappresentato dagli spazi nel contesto di edilizia residenziale pubblica – come le aree verdi o i negozi di prossimità allo scopo di far vivere o rivivere i quartieri di edilizia popolare e di nuova edificazione.

 Una novità assoluta contenuta nei bandi che saranno presentati dal Comune di Milano  – oltre all’elasticità dei criteri di assegnazione – è che il progetto dovrà essere formulato in coerenza con le finalità dell’Amministrazione comunale e dovrà contenere un piano di ristrutturazione dell’area (o dell’immobile) e un piano economico-finanziario di sostenibilità dell’iniziativa. “L’uscita dei bandi – spiega Castellano – sarà preceduta da una campagna informativa e pubblicitaria, anche con l’ausilio dei social media, per rendere più efficace la comunicazione”.

L’iniziativa del Comune per la valorizzazione dei beni demaniali periferici punta a valorizzare il  territorio comunale, invitando la città a fare progetti per creare economia, sviluppo e lavoro per i giovani, non solo per aumentare la cassa. “Qualcuno può chiedersi perché preferiamo affidare queste aree alle associazioni, anziché venderle – termina Castellano –. Iniziative per fare cassa sono già state messe in campo, come ad esempio la revisione dei canoni nella Galleria Vittorio Emanuele. Ma in questo caso ragioniamo su aree ed edifici situati in periferia, che è difficile vendere o affittare e che è molto più proficuo, dal punto di vista sia economico che sociale, offrire in uso ad associazioni radicate sul territorio per migliorare la vivibilità dei quartieri”.

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