Dalla pagina facebook del Sindaco di Milano
Pisapia fa il punto sul Movimento Arancione 18 mesi dopo la sua elezione
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MILANO - Un anno e mezzo… Era dal giugno del 2011,da quando sono diventato sindaco,che non riuscivo ad avere un po’ di tempo per me. Scrivo solo ora queste riflessioni, che avevo in testa da un po’ e che molti mi sollecitavano, dopo aver ricevuto da Gianni - fotografo per passione e tappezziere di professione - un meraviglioso regalo: un album con tante foto bellissime della campagna elettorale che ha cambiato colore a Milano, togliendo dopo diciassette anni la città al governo della destra.
 
Quelle immagini delle assemblee, delle strade colorate strapiene di gente in festa, di quella piazza del Duomo tinta di arancione, affollata come accadeva solo nei grandi comizi del dopoguerra, mi spingono a intervenire su quello che è stato chiamato il «movimento arancione». Perché all’orizzonte vedo un pericolo: quello che il fenomeno politico più interessante, originale e promettente degli ultimi anni, venga ucciso prima di diventare grande. Vedo il rischio che una nuova specie di leaderismo impoverisca, e ponga fine, alla preziosa novità che consiste nella reale partecipazione collettiva. Ora, se non esiste un copyright depositato all’ufficio brevetti per quel fenomeno che è sembrato una nuova primavera della politica italiana, certo sono state Milano e la campagna elettorale per il sindaco della mia città, il punto di partenza e il centro di quel rinnovamento. In campagna elettorale ho pubblicato un diario della mia esperienza, che si intitolava proprio «Cambiare si può» (nome che ho visto ripreso…) ed era la cronaca fedele dell’ondata di partecipazione che ha coinvolto le associazioni, gli scout, le parrocchie, i quartieri, i partiti, ogni genere di comitati, i genitori delle scuole, gli studenti, i centri sociali e che si andava ingrossando ogni giorno di più.
 
Milano era la città più saldamente in mano al centrodestra, la città di Berlusconi, di Bossi e dei colonnelli di La Russa. E se la nostra vittoria elettorale è stata possibile, è perché quel movimento ha trovato la sua più alta e libera espressione. Ed è da qui che poi si è diffusa - anche con i segni esteriori: i palloncini, le bandiere, i braccialetti arancioni… - in tutte le elezioni comunali del 2011.
 
Ma non è per mettere il cappello, né per difendere una primogenitura, che ho deciso di prendere posizione. Ho deciso di farlo perché sono preoccupato per i pericoli che vedo concretizzarsi all’orizzonte: vedere il popolo arancione strattonato da tutte le parti, trasformato in un aspirante piccolo partito, strumentalizzato al fine di ottenere qualche deputato, plasmato per infilarlo in una lista, accodato a questo o a quel candidato leader scelto dall’alto, mi preoccupa. E mi fa temere che questa, di trasformare gli «arancioni» nei tesserati di qualcuno, sia la strada sicura per perderli e per perdere. Siccome la conosco bene, so che la filosofia del popolo arancione è quanto di più libero esista: gli arancioni sono quelli che hanno partecipato spesso senza avere una tessera; sono quelli che hanno lavorato per il bene comune senza essere incasellati in un partito e senza aspettarsi niente in cambio; coloro che hanno fatto politica immaginandola come servizio, non come ruolo.
 
Il movimento arancione è stato, ed è, qualcosa di veramente rivoluzionario: è fatto di persone che, semplicemente - ed è un insegnamento di don Milani - hanno deciso di «usare le mani, invece di tenerle in tasca». La sua forza sta nella passione disinteressata e nell’unità; il contrario delle divisioni che si intravedono oggi. Sta nell’essere inclusivo, che è il contrario dell’essere settario. Nell’essere direttamente protagonista della partecipazione, non per interposta persona. 
 
Non è stato, quello arancione, un simbolo inventato a tavolino. Il processo è stato il contrario: chi ha deciso di occuparsi della cosa pubblica - che non è né scendere, né salire in politica - e di farlo a seconda di modalità sue proprie, all’interno del proprio contesto, si è raccolto sotto quel colore vitale, ottimista, positivo. L’arancione della primavera milanese - e poi di quella di Cagliari, di Genova e di centinaia di amministrazioni comunali in tutta Italia - è stato un percorso di coinvolgimento, ascolto, partecipazione di centinaia di migliaia di persone che avevano trovato il modo di manifestare un nuovo atteggiamento, non di infilarsi in una nuova formazione, tanto meno se formata da tante sigle, spesso in contrasto fra loro. Non è pre-politica; piuttosto, se proprio occorre una definizione, è post-politica. La forma-partito, al popolo arancione sta stretta. Non ha bisogno di simboli e di leader; sono tante persone diverse unite dalla voglia di partecipare e di rinnovare la politica con l’impegno in prima persona. L’arancione, dal luglio 2010, è diventato una filosofia, un’idea, un percorso, una scelta anche di vita fatta da donne e uomini molto diversi tra loro che hanno deciso di cambiare in profondità i territori dove vivono mettendo al centro del loro pensare la partecipazione attiva dei cittadini.
 
È un cambiamento radicale che pone al centro dell’agire politico la ridefinizione di un nuovo senso civico di appartenenza alla città e alla comunità. Un nuovo senso civico che si caratterizza attraverso il rispetto dei diritti di tutti e la salvaguardia del territorio e dei beni comuni e che deve continuare ad avere le primarie come premessa per un modo diverso di selezionare la dirigenza politica e/o l’esperienza parlamentare. Ecco perché credo che una realtà così complessa non possa essere rappresentata da una lista.
 
Ecco perché sono convinto che non siano i pur bellissimi slogan a dover unire, ma il metodo. Ecco perché non ho dubbi sul fatto che il nuovo modo di fare politica, nato nel luglio del 2010 e fondato sulla democrazia partecipata, debba avere inizio dalle primarie.Infine, ecco perché condivido l’opinione di chi giudica le manovre intorno alla costituenda lista arancione un’appropriazione «politicamente indebita» e un’operazione pericolosa. 
 
Sono particolarmente attento a tutto ciò che si sta muovendo nel vasto universo della sinistra, e so quanto possa essere difficile elaborare percorsi innovativi senza subire forzature non richieste e sempre dannose. L’arancione è il colore che ha tinto i sogni di tantissime persone e non può e non deve essere utilizzato solo da una parte di queste, né contro qualcosa o qualcuno, ma per l’interesse collettivo e il bene comune. Attenzione a non uccidere l’esperienza più bella che tante donne e tanti uomini hanno costruito per dare una speranza di futuro migliore per tutti. 

Ambrogino d'oro 2012
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Cari Milanesi,
se esiste il compleanno di una città, quello è il giorno del suo protettore. Dunque oggi che è il giorno di Sant’Ambrogio, è il giorno della festa di Milano. Il giorno in cui la città riflette sulle sue radici, sulla sua storia, sulla sua anima. 
Ripensare a Milano, riavvolgere la pellicola di quello che è stata capace di diventare, rivedere le rovine della guerra e la magnifica ricostruzione; riandare con la memoria agli anni del boom economico quando qui c’era spazio perché tutti potessero crescere; ricordare che con la nostra laboriosità siamo stati capaci di diventare la capitale economica e morale del paese, ci riempie non solo di orgoglio, ma anche di speranza.

Se ce l’abbiamo fatta allora, ce la faremo anche oggi. Questo è quello che dobbiamo e possiamo credere.

Certo, oggi non è facile. Lo vediamo tutti. Lo vive ogni famiglia. Oggi è più facile sentirsi sopraffatti dalle difficoltà che pieni di speranza.
Ogni giorno, davanti a palazzo Marino, si presentano persone che hanno perso il lavoro; famiglie che non hanno una casa; giovani e meno giovani che chiedono di poter vedere all’orizzonte un futuro. In tutto il Paese, ogni giorno, ci sono delle proteste. In un anno le ore di cassa integrazione sono aumentate dell’11 per cento.

L’altra mattina ero sulle guglie del Duomo, a vedere i lavori di restauro della Madonnina che fa i miracoli, per Milano. Perché richiama qui, e porta ricchezza, migliaia di persone. Giù, nella piazza, c’era una manifestazione di operai. Non ce l’ho fatta a non fermarmi: donne e uomini, e non importa quale fosse la loro appartenenza sindacale, che chiedevano a gran voce una cosa semplice. Un diritto riconosciuto dalla Costituzione. Lo strumento che consente di immaginare una vita dignitosa per sé e per la propria famiglia. Un lavoro. Semplicemente un lavoro.

È il lavoro la grande emergenza sociale. Lo sappiamo. Palazzo Marino non è un fortino chiuso e lontano. Vediamo i problemi. E a volte ci sentiamo impotenti: li vediamo, ma non abbiamo risorse per risolverli.

Non viviamo sulla luna. Sappiamo bene che la crisi è una questione mondiale. Ma per superare questa crisi bisogna tornare a dare, non solo a chiedere. Abbiamo una stella polare. È l’equità. A Milano ci stiamo provando: in Italia siamo quelli che hanno tenuto al minimo l’aliquota sulla prima casa. Abbiamo l’addizionale Irpef più bassa d’Italia e con l’esenzione più alta.
Non siamo dei Robin Hood; ma siamo convinti che in un momento come questo, per uscire tutti dalla crisi, è necessario che chi ha di più dia di più.

C’è la frase di Giulio, un ragazzo, che non posso dimenticare. Una frase dedicata a suo padre, che era un giornalista importante, e che è morto di Sla. Giulio, salutandolo per l’ultima volta, gli ha detto: papà, il tuo coraggio ti ha consentito di fare cose che per il figlio di un operaio e di una contadina nessuno avrebbe immaginato possibili.

Ecco, noi vogliamo che sia possibile anche oggi – non solo nella Milano del passato – diventare giornalisti importanti partendo dal niente.
Vogliamo che l’ascensore sociale continui a funzionare. Noi non ci rassegniamo a vedere davanti solo il grigio. Vogliamo la luce. Vogliamo la speranza. Vogliamo che sia possibile mettersi in gioco e vincerlo, quel gioco.

Ed ecco che la giornata di oggi, questa cerimonia che può sembrare formale, ripetitiva, ingessata, diventa una giornata importante.
Perché le storie delle donne, degli uomini, delle realtà che oggi ricevono la più alta onorificenza cittadina raccontano le grandi energie di questa città straordinaria: una città la cui forza vive nelle persone: nei milanesi e in coloro che da ogni parte del mondo scelgono Milano per il loro lavoro, per la loro vita.

Sono storie che parlano con i fatti della capacità di Milano di essere aperta agli altri, ai loro destini, alle loro domande.

Sono storie che raccontano la voglia di essere felici non da soli, ma insieme, offrendo le proprie competenze e la propria voglia di costruire positività, di migliorare un quartiere, di soccorrere chi soffre, di far progredire il sapere, di far crescere il lavoro, di parlare a tutti con l’arte e la cultura.

Noi celebriamo oggi, oltre ai successi di queste persone, diverse tra loro, l’energia e la generosità che li accomuna, che li rende simili.

Questa energia è l’anima di Milano. Ed è un’anima preziosa, perché ha una caratteristica speciale: quella di essere aperta e fiduciosa. Aperta al mondo, aperta al cambiamento, fiduciosa in se stessa e nel proprio futuro.

Guardare questa sala, ricordare le storie di tutti quelli che oggi premiamo, è un’iniezione di fiducia: ce la faremo perché sono all’opera i ricostruttori, spesso umili e anonimi, che riedificano la nostra casa.

Una casa nuova, più aperta, più luminosa, più trasparente e pulita, più accogliente, più capace di rispetto e di uguaglianza tra tutti coloro che la abitano.

Voi qui oggi siete l’esempio di questa ricostruzione già in atto. Milano è con voi, Milano è con tutti coloro che credono davvero che si può andare avanti senza lasciare indietro nessuno.

Grazie per la vostra presenza. Grazie per la vostra vicinanza. Grazie a tutti di quello che avete fatto per la nostra Milano.











 

Rapporto ecomafia 2012

MILANO – “Nel Rapporto Ecomafia 2012 ci sono dati importanti che è opportuno conoscere e ringrazio la stampa che ha voluto essere presente oggi perché possano diffondere quello che emerge dal Rapporto. E’ necessario un percorso comune per sconfiggere l’ecomafia, perché rischia di creare ancora più morti rispetto a chi spara. Queste mafie infatti attaccano i beni più preziosi: l’acqua, l’aria e il suolo mettendo in pericolo la salute dei cittadini e spesso quando si scoprono questi episodi di criminalità ambientale è troppo tardi. Ritengo che questo sia uno dei più grossi pericoli per l’umanità. Di solito il prefisso eco dovrebbe essere positivo, tranne che nel caso di accostamento alla mafia. Per vincere contro le mafie e l’ecomafia dobbiamo salvaguardare il territorio e lo dobbiamo fare insieme, Istituzioni, associazioni, magistratura e diventano anche fondamentali le segnalazioni dei cittadini. A Milano ci sono problemi come quelli che riguardano il Parco Agricolo Sud, dove ci sono ancora troppe discariche abusive che dobbiamo contrastare con l’aiuto della magistratura, ma ci sono anche le belle notizie come quelle che riguardano il quartiere Santa Giulia. Lì siamo a buon punto: la scuola e l’asilo che prima avevano un’aria irrespirabile, oggi sono una realtà aperta ai cittadini”.
Lo ha dichiarato il Sindaco di Milano intervenuto questa mattina alla presentazione del Rapporto Ecomafia 2012 di Legambiente in collaborazione con Libera. 

Palazzo Marino
Inaccettabile aggressione ad assessori, consiglieri e agenti della Polizia Locale
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MILANO – “Quello che è successo a Palazzo Marino oggi è gravissimo e inaccettabile. Nessuno si deve permettere, per nessuna ragione, di violare in questo modo la casa dei milanesi. Il gruppo di persone che ha fatto irruzione nella sede del Comune – aggredendo assessori, consiglieri e pubblico presente nella Sala Commissioni, oltre a due agenti della Polizia Locale che sono rimasti contusi – contestava un’azione di sgombero, legittima e doverosa, nei confronti di una famiglia che aveva occupato uno stabile in via Preneste, dopo avere in passato occupato l’assessorato alla Casa e un’altra abitazione dell’Aler, espropriando del proprio diritto chi da tempo è in graduatoria e ha tutti i requisiti necessari, oltre che il bisogno di vivere in un appartamento di proprietà pubblica”.

“Chi cerca – ha proseguito il Sindaco Pisapia - con la forza e l’inganno di cancellare i diritti altrui sappia che l’Amministrazione non intende tollerare in alcun modo la violenza di chi non accetta le ragioni del dialogo e le regole più semplici della convivenza civile, preferendo la strada dell’illegalità e del sopruso”.

“La famiglia (padre, madre e un figlio maggiorenne) che è stata oggi sgomberata con l’ausilio della Polizia di Stato e della Polizia Locale, non solo è stata protagonista di precedenti episodi delittuosi, ma non aveva neppure i requisiti – come valutato dall’apposita commissione – per una assegnazione in deroga, non trovandosi in uno stato di necessità e nelle altre condizioni previste per le assegnazioni in deroga (presenza di figli di minori).
Oltretutto alla famiglia era stata proposta, da un privato, una sistemazione alternativa con un affitto di lieve entità, adeguato alla possibilità economica del nucleo familiare. Questa famiglia in un primo tempo ha accettato l’alloggio, ma poi ha nuovamente occupato illegalmente un alloggio”.

Fondazioni

MILANO – Il Sindaco di Milano Giuliano Pisapia ha firmato i decreti di nomina dei rappresentanti del Comune all’interno della Fondazione Poldi Pezzoli, della Fondazione Hangar Bicocca e di Isap, l’Istituto per la scienza dell’amministrazione pubblica.

Enrica Bona Orlando, presidente del Comitato Lombardia e vice presidente nazionale AIRC, e Alberto Bolzani, laureato in architettura e dal 1991 direttore della Galleria Bolzani operante nel campo dell’Arte Applicata e Arte Figurativa, sono stati nominati nella Fondazione Poldi Pezzoli.

Per quanto riguarda la Fondazione Hangar Bicocca il Sindaco ha nominato Paola Leoni, Amministratore delegato di Corporate Value Associates in Italia, società internazionale di consulenza strategica. Durante la sua carriera si è impegnata per la crescita del tessuto imprenditoriale italiano la valorizzazione del Made in Italy.

All’Isap, istituto che per i suoi studi è ancora più importante in questa fase di attuazione della Città metropolitana, Giuliano Pisapia ha nominato Roberto Imberti, il quale durante gli anni ha ricoperto diversi incarichi come amministratore pubblico e come dirigente nelle P.A.. 

Il Movimento Milano Civica presenta
Alleghiamo il pdf dell'opuscolo sull'operato del primo anno dell'amministrazione Pisapia

MILANO - L'Amministrazione Pisapia si è insediata a Palazzo Marino poco più di un anno fa. Sono stati 12 mesi difficili, gravati da una pesante eredità di conti dissestati lasciata dal centro-destra e dalla necessità di risanare il bilancio senza ridurre i servizi, supportati dalla tradizione di solidarietà del Comune di Milano verso i più deboli.

Abbiamo fatto scelte politiche, anche difficili, ma abbiamo fermato un declino che sembrava inarrestabile. Anche le scelte più faticose e contestate, comel’intervento sulla fiscalità e la modulazione dell'Imu, sono state fatte nell’ottica della massima equità e della piena tutela delle fasce più deboli della popolazione.

Accanto alle decisioni più rilevanti e importanti – le scelte di bilancio, l'introduzione del'area C, l'approvazione del nuovo Piano di governo del territorio – la Giunta Pisapia ha avviato e sbloccato tanti altri progetti e iniziative: vediamo in filigrana la costruzione di una città solidale, che dà più ossigeno all'economia e al lavoro e che fa respirare aria più pulita a chi la frequenta e a chi ci abita.

Nell'opuscolo allegato in pdf sono presentate  alcune delle cose fatte.

di Anna Scavuzzo ed Elisabetta Strada Consigliere Comunali della Lista Milano Civica per Pisapia 
Cura del testo: Cristina Jucker Art Director: Luciano Patruno
Hanno collaborato: Serenella Chiarello e Mauro Valenti
 

Scandalo delle case vacanze
Il Comune: “L’appalto fu annullato”

MILANO - Il sindaco Giuliano Pisapia ha già annunciato che in caso di processo il Comune sarà parte civile. “Il Comune di Milano – ha dichiarato – segue come parte offesa il procedimento e, nel caso in cui verrà richiesto il rinvio a giudizio, chiederà di potersi costituire parte civile. Se le accuse saranno confermate questo conferma che in passato ci sono stati episodi di corruzione che oggi stiamo cercando di contrastare con tutti gli strumenti e controlli possibili”. 

L’appalto sulle case vacanze comunque fu annullato dall’attuale giunta al termine di un percorso di verifiche, spiega il vicesindaco e assessore all’Educazione del Comune di Milano, Maria Grazia Guida. ”Subito dopo il nostro insediamento decidemmo di avviare alcune verifiche sulla procedura di affidamento della concessione per le Case Vacanza di Pietra Ligure e Cesenatico – spiega il vicesindaco – Volevamo fare chiarezza sulle modalità con cui si era realizzato l’iter amministrativo e sui requisiti previsti per l’aggiudicataria. A conclusione dell’iter questa amministrazione annullò l’appalto alla ditta Borgunitour srl”. L’assessorato peraltro ha bloccato, a partire dal dicembre 2012, le liquidazioni dei contributi comunali “per quei progetti le cui rendicontazioni non risultavano chiare o coerenti con le progettazioni proposte. Progetti che sono poi risultati oggetto delle indagini della Guardia di Finanza”.

La nuova amministrazione comunale infatti “ha scelto di rendere più trasparente la modalità di individuazione delle organizzazioni del terzo settore e del privato sociale per la realizzazione dei progetti legati al nuovo Piano dell’Infanzia e Adolescenza. Oggi si procede quindi attraverso bandi pubblici finalizzati alla coprogettazione. Crediamo nella trasparenza delle procedure amministrative – conclude il vicesindaco nella nota – per dare servizi migliori alla città e crediamo fermamente che occuparsi del bene comune voglia dire soprattutto vigilanza contro ogni episodio di corruzione. Così si riannoda il filo interrotto tra politica e amministrazione pubblica”.

Sicurezza
Il Sindaco: “Dov’era il PdL quando il precedente Governo tagliava fondi alla sicurezza?”

Milano, 14 settembre 2012 – “A chi chiede al Comune di Milano una risposta sul tema sicurezza, come ha fatto questa mattina Roberto Formigoni insieme ad altri esponenti del PdL, rispondo che forse hanno perso alcuni importanti passaggi su cosa ha fatto e sta continuando a fare l’Amministrazione comunale per la sicurezza dei cittadini.

E’ stato proprio il Comune a chiedere la convocazione urgente del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza, e appena rientrato dalla mia prima missione istituzionale ho subito incontrato il Prefetto, il Questore e il Comandante provinciale dei Carabinieri. Proprio perché la sicurezza dei Milanesi mi sta a cuore mi sono mosso in molte occasioni con il Governo per chiedere rinforzi e come ha spiegato il Prefetto sono già state inviate unità aggiuntive delle Forze dell’Ordine, come era già successo anche prima dei recenti episodi.

Come ho ribadito ieri al Consiglio comunale, la sicurezza è per questa Amministrazione una priorità, nell’ambito delle specifiche competenze.

Ma sono io oggi a porre una domanda: dov’erano quelle stesse persone che oggi presentano una raccolta di firme, quando il precedente Governo attraverso le Finanziarie tagliava i fondi alla sicurezza? Chi governava Milano quando ad esempio ci furono 9 omicidi in 9 giorni? Ho l’impressione che un terribile fatto di cronaca sia per il centrodestra soltanto l’occasione per fare propaganda e per innescare una polemica politica. A dimostrarlo più di ogni altra cosa è il fatto che nei primi mesi di quest’anno i reati a Milano sono calati del 4% rispetto allo stesso periodo del 2011, quando governava il centrodestra, e questo vale anche per i reati gravissimi come l’omicidio”.

Il Sindaco di Milano Giuliano Pisapia. 

Ecco alcune cose che abbiamo fatto
il testo del volantino curato da Elisabetta Strada, consigliera della Lista Civica Milano x Pisapia, in collaborazione con MMC.

MILANO -  L'Amministrazione Pisapia si è insediata a Palazzo Marino poco più di un anno fa. Sono stati 12 mesi difficili, sia per la pesante eredità di conti dissestati lasciata dal centro-destra che per la necessità di risanare il bilancio senza ridurre i servizi generali e la solidarietà del Comune verso i più deboli. Abbiamo fatto scelte politiche, anche difficili, ma abbiamo fermato la strada del declino che sembrava inevitabile. Anche le scelte più dolorose e contestate, come l'intervento sulla fiscalità e i criteri di modulazione dell'Imu, sono sempre fatti all'insegna della massima equità e della piena tutela delle fasce più deboli della popolazione milanese. Accanto alle decisioni più rilevanti e importanti – le scelte di bilancio, l'introduzione dell'area C, l'approvazione del nuovo Piano di Governo del Territorio – la Giunta Pisapia ha avviato e sbloccato tanti altri progetti e iniziative, cucite dal filo rosso della città solidale, che dà più ossigeno all'economia e al lavoro e che fa respirare aria più pulita a chi la frequenta e a chi ci abita. Ecco alcune cose che abbiamo fatto.

LA MACCHINA COMUNALE • Riduzione spese contratti consulenza e stipendi dirigenti: recuperati 7 milioni di euro. • Accordo “affare derivati” con le banche, recuperati 455 milioni di euro (40 nel 2012). • Rendiconto di bilancio 2011 chiuso in sostanziale pareggio. • Approvato, dopo quasi 20 anni, nuovo regolamento nomine dei rappresentanti negli enti.

CASA E TERRITORIO • Approvato il nuovo Piano di Governo del Territorio: meno cemento e più verde. • Inaugurati e avviata la costruzione di nuovi alloggi Aler. • Iniziative per recuperare la morosità negli alloggi Aler non residenziali. • Parcheggi gratuiti per disabili e invalidi nelle case popolari. • Case popolari, affitti scontati fino al 30% per 18.000 famiglie. • Più spazi per la città, assegnati oltre 39mila metri quadrati • Spazi abbandonati, un impegno per il recupero e la valorizzazione.

MOBILITA' SOSTENIBILE • Avviata la Congestion charge (Area C) per l’ingresso nell’area dei Bastioni. • Car sharing anche per dirigenti e tecnici comunali. • Monitoraggio black carbon in Area C e a Città Studi. • Atm gratis per disoccupati, cassintegrati e giovani precari. • Parte il sito dei Parcheggi di Milano per una informazione in tempo reale. • Scooter ibridi a basso impatto ambientale per la polizia locale. • Semafori più efficienti per risparmiare energia e dare più sicurezza alle bici.

CICLOMOBILITA’ E TRASPORTO PUBBLICO • Biciclette, fra agosto 2011 e gennaio 2011, + 613% multe per sosta su piste ciclabili. • Nuovi progetti per piste ciclabili e più stazioni per il bike sharing. • Bike sharing e bus anche di notte. • Nuove agevolazioni Atm per le famiglie numerose (e non solo). • Atm gratis per bambini e accompagnatori dei centri estivi. • Un milione di euro per la manutenzione e la riattivazione delle scale mobili del metrò.

VERSO L'EXPO • Protocollo per la sicurezza dei cantieri. • Partono le prime inziative per l'Expo. • Ripensare le vie d'acqua per Expo 2015.

AMBIENTE E QUALITA' DELLA VITA • Grande successo per le “Domeniche a spasso”, si replica in autunno e inverno. • Recupero area Montello-Bastioni Porta Volta: adesso giardino urbano, poi parcheggio. • Installate 13 nuove aree ristoro nelle aree verdi e nei parchi cittadini. • Piazzetta Liberty e Piazza Beccaria diventano un’ isola pedonale. • Nuovo volto “verde” per le vie De Castillia e Confalonieri, nel quartiere Porta Nuova-Isola. • Stop al fumo nelle aree gioco per i bambini in centro e in periferia. • Al via la raccolta porta a porta della componente umida dei rifiuti. • Il Consiglio Comunale approva Odg a favore dell'acqua pubblica. • Primo passo verso la realizzazione del Parco agricolo Ticinello. www.movimentomilanocivica.it

LE SCUOLE E L'EDUCAZIONE • Accesso più facile alle Scuole dell'Infanzia. • Rilanciata la manutenzione degli edifici scolastici. • I Consigli di zona dei Ragazzi e delle Ragazze. • Cibi bio ed equo-solidali nelle macchinette di scuole e uffici comunali.

LA SICUREZZA • Insediato il nuovo comitato antimafia. • Nuovi criteri per l'assegnazione dei beni confiscati alla mafia. • Vigili di quartiere, da marzo più agenti in strada e un sito web. • Meno reati, potenziata collaborazione fra Carabinieri, Polizia e Vigili. • Una rete contro la violenza alle donne.

LA SOLIDARIETA' • Piano antifreddo e iniziative per i senza dimora. • Apre la cascina Monluè, nuovo centro di accoglienza per persone in difficoltà. • Potenziata l’assistenza ai disabili. • Nuovi indirizzi e risorse per il disagio psichico.

IL LAVORO A MILANO • Un bando per le imprese che conciliano tempi di lavoro e gestione della famiglia • Impegno per il superamento del precariato nel Comune. • Sbloccato il Fondo anticrisi per le emergenze sociali.

IL TEMPO LIBERO E LO SPORT • ‘VerdEstate’ per chi resta in città. • Orario lungo e Wifi gratis nella stagione estiva delle piscine milanesi. • A Pasqua impianti aperti in Città. • ‘Biancoinverno’, la maratona di iniziative per dicembre. • Giocando a rugby nei parchi. • Sport, prosegue la riqualificazione dei centri sportivi. • Il nuovo Palalido sarà consegnato a gennaio 2013.

LA CULTURA E IL TEMPO LIBERO • Nel 2011 stanziati oltre 4 milioni di euro per il sistema culturale milanese. • Multiculturalità e arti varie nel programma delle mostre 2012. • Il “modello-Milano” per valorizzare le biblioteche comunali. • Il Museo del Novecento apre le porte al Teatro. • La Rotonda della Besana tutta per i bambini. • Piano City, la rassegna di concerti che fa diventare Milano come Berlino. • Musei Civici gratis d'estate. • Le Officine creative dell'Ansaldo. • Inizia l'era dell'Internet free.

Milano, 16 giugno 2012. “E’ stato un incontro molto cordiale e positivo anche se interlocutorio. Ho posto dei problemi al Presidente Monti che ha ascoltato con grande attenzione. Da parte mia ho ribadito la necessità di una maggiore interlocuzione con il Governo in relazione ad Expo 2015 . Il Presidente si e dichiarato pronto a rafforzare ulteriormente la collaborazione. Tutti hanno ribadito la volontà condivisa di impegnarsi perché Expo 2015 sia un successo per Milano e per l’intero Paese "

Lo afferma il Sindaco di Milano Giuliano Pisapia che oggi ha incontrato il Presidente del Consiglio Mario Monti al termine dell’inaugurazione del Vodafone Village. 

Il Papa a Milano

Piazza Duomo, 1 giugno 2012

Santità
È con profonda emozione che le do il benvenuto a Milano.

A nome mio e a nome di quella grande famiglia che è la città che amministro.

Benvenuto dai milanesi e dagli uomini e dalle donne che arrivano da 170 paesi del mondo e che hanno scelto Milano come loro città. Nuovi milanesi, come il nostro patrono, Sant’Ambrogio. Che non era milanese, e nemmeno italiano.

Benvenuto dai cattolici, che sono la maggioranza della nostra Milano e che oggi sono pieni di gioia; benvenuto anche dai credenti di ogni altra religione perché la fede non può essere motivo di divisione, ma deve essere soprattutto motivo di coesione. Benvenuto anche dai non credenti.

Sono le diversità che definiscono i nostri tempi. Diversità di cultura, di credo;
di benessere e di possibilità di vita.
Diversità di razze, di colori, di speranze.
E la diversità non può e non deve essere motivo di scontro.
Può e deve essere fonte di aggregazione, di ricchezza, di unità. E, comunque, a tutte e a tutti deve essere garantita parità di diritti.

Sono certo che noi possiamo fare tanto se i nostri valori sapranno unire invece che dividere.

Credo sia giusto parlare con franchezza, guardandosi negli occhi. L’importante, poi, è come si continua:
per costruire bisogna proseguire spalla a spalla, guardando insieme verso un unico obiettivo.

Con il Cardinale Scola – siamo arrivati quasi insieme a guidare la città – stiamo cercando di camminare fianco a fianco.
Ci sono parole, ci siamo detti, che non possono che unirci: accoglienza, responsabilità, servizio.

Quello che stiamo facendo è cercare di abbattere barriere, di essere aperti al contributo di tutti al di là delle bandiere e al di sopra delle etichette.
Io penso che bisogna gettare dei ponti.
Non alzare dei muri.


La famiglia e il lavoro, oggi, sono il nostro . Soprattutto oggi, che la crisi ci impone di riflettere e di cambiare.

Credo che il messaggio rivoluzionario di Cristo si sposi oggi ancora più facilmente con il messaggio di chi vuole ridurre le differenze, alleviare la miseria, portare nel mondo la giustizia.

Con umiltà, che è il modo in cui intendo questa mia missione laica, voglio dire che paradossalmente questa crisi può aiutarci.

Ad andare alla sostanza delle cose.
A liberarci dell’effimero.
A mettere la giustizia sociale, e non il profitto, al centro di ogni decisione.

Io voglio essere ottimista, anche se ogni giorno vedo le difficoltà e le confesso il mio dolore quando vedo il lavoro che manca, le famiglie che non arrivano alla fine del mese, donne e uomini che fanno la fila per un piatto di minestra o un pezzo di pane…
Ma se guardo avanti vedo che la crisi potrà darci l’opportunità di cambiare.
Di cambiare gli stili di vita.
Di apprezzare una maggiore sobrietà.

Questa crisi può aiutarci ad andare alla sostanza delle cose.
Anch’io – come lei – mi sento di dire ai giovani: non scoraggiatevi.

Ho seguito i lavori di Città del Messico e ricordo di aver pensato che il tema – la famiglia, il lavoro - scelto per il nuovo incontro mondiale che si sarebbe tenuto proprio qui, a Milano era un tema che mi appassionava. Ma non avrei mai pensato, allora, di essere io ad avere l’onore di accogliere lei, Santo Padre, e un milione di persone che arrivano da oltre 150 Paesi.

È un pezzetto di mondo… è una magnifica occasione di cui la città di Milano la ringrazia, e anch’io, Sindaco di Milano, la ringrazio.

La famiglia. Qual è il significato della parola famiglia? Famiglia significa amore, rispetto, solidarietà. E significa scelta, scelta di condividere un pezzo di strada.
La famiglia è, in piccolo, la nostra società.


Vengo da una famiglia numerosa – siamo sette fratelli, tantissimi zii, un’infinità di cugini – e anche noi, come Lei con suo fratello, guardavamo insieme in televisione il commissario Rex.

So – anche da laico - che la famiglia è il primo mattone della società. Le famiglie sono spesso la vera colonna del sostegno sociale dei più deboli, e pagano oggi il prezzo più alto.
E la famiglia – le famiglie – hanno la priorità nelle nostre preoccupazioni.

Ci interessa anche il loro tempo.
E come lei, penso, che la domenica debba essere il loro tempo.

Ci interessa la loro vita.
Il cibo che mangiano. Ed è per questo che Milano si prepara, con L’Esposizione Universale del 2015, ad un ulteriore importante momento di apertura al mondo su un tema di cui andiamo fieri: .
.
E che sarà il nostro contributo di speranza per un futuro migliore, per un mondo più giusto, nel rispetto dell’ambiente, dell’energia pulita, dello sviluppo sostenibile, dell’alimentazione come diritto primario di ogni individuo.

Troppo spesso, oggi, al di là delle parole, le famiglie si sentono abbandonate, non sostenute, obbligate a trovare solamente al proprio interno le risorse per sopravvivere.

Troppo spesso tante donne sono costrette a portare sulle loro spalle tutto il peso del futuro delle loro famiglie e troppo spesso, nelle case, le donne sono oggetto di violenza.
Questo non deve più essere.

Allora da qui, oggi, Santo padre,
da Milano che grazie a lei si trova al centro del mondo,
può ripartire un messaggio forte che dia nuovo impulso alla formazione di tutte le realtà familiari.

Da questo Duomo vogliamo lanciare una parola di speranza e di apertura: lavoreremo insieme perché nessuno si senta più solo.

Grazie, Santità. 

Città della Salute, Pisapia rompe con Formigoni
Toni duri del Sindaco nei confronti del decisionismo di Formigoni

MILANO - Una notte di riflessione sulla Città della Salute: e ora Giuliano Pisapia fa un passo indietro. Dopo avere siglato martedì un comunicato stampa congiunto con il governatore Roberto Formigoni sul rinvio al 13 giugno della decisione sull'area dove fare sorgere l'Istituto dei Tumori e il neurologico Besta, il sindaco va alla rottura con il Pirellone: «Milano non ritiene di poter continuare in quella che viene sempre più spesso dipinta come una mera competizione tra aree, riducendo così un dibattito importante e necessario ad un'asfittica questione tecnico-urbanistica».

Lo strappo è contenuto in una lettera inviata ieri da Pisapia al presidente della Regione, cui spetta la scelta finale sul trasloco dei due istituti scientifici. «Alla luce dell'incontro che abbiamo avuto sulla realizzazione del progetto Città della Salute , ritengo a questo punto necessario e non più rinviabile esporti alcune riflessioni e informarti sulle determinazioni che ho inteso assumere», scrive Pisapia. Le questioni che il sindaco mette sul tavolo sono principalmente due: la necessità di un dibattito istituzionale che vada oltre il balletto sulle aree (Milano/Sesto San Giovanni) e i tempi stabiliti da Formigoni per la scelta. «In primo luogo, e indipendentemente dalle semplificazioni utilizzate nelle comunicazioni successive al tavolo istituzionale - scrive Pisapia - il Comune di Milano non ha chiesto tempo solo per porre in essere adempimenti riferiti all'area, ma ha invece sottolineato l'esigenza di avviare il nuovo iter procedurale, mantenendo al tavolo sia il Comune di Sesto San Giovanni sia quello di Milano con l'obiettivo di definire il progetto più idoneo per un polo ospedaliero di eccellenza come quello in discussione». Per il sindaco, a tal proposito, il venir meno della presenza dell'ospedale Sacco (inizialmente compreso nel progetto) non può essere considerata una questione di secondaria importanza.

Di qui, l'accusa pesante rivolta a Formigoni: «È evidente che la tua decisione di indicare una data vicina e tassativa, diversa da quella da noi indicata, quale è il 13 giugno (Pisapia aveva indicato la data del 30, ndr) rende impossibile ogni confronto, fa apparire come già assunta, nei fatti, la decisione». Per il sindaco, dunque, il governatore della Lombardia avrebbe già di fatto scelto di fare traslocare l'Istituto dei Tumori e il neurologico Besta a Sesto San Giovanni: per l'ex area Falck, infatti, tutti i documenti sulla disponibilità e sui piani di bonifica son pronti, mentre Palazzo Marino deve ancora perfezionare la dichiarazione impegnativa del ministero della Difesa, proprietario della caserma Perrucchetti di piazza d'Armi, cioè della sede proposta da Milano per ospitare la Città della Salute.

«Ti comunico, quindi, che rimetto sin da ora alla tua responsabilità ogni decisione in merito al progetto Città della Salute - è l'affondo di Pisapia -, impegnandomi a seguire con ogni strumento a disposizione la vicenda, affinché non vada dispersa o impoverita l'eccellenza medica milanese, anche a tutela degli utenti, dei cittadini, dei lavoratori del settore e della stessa città (...). Non mi pare possibile che si proceda in questa difficile congiuntura senza condividere un progetto complessivo per la sanità che non riguarda solo la città di Milano ma (...) l'intero Paese». Danilo Galvagni, segretario generale della Cisl, incalza: «Auspichiamo che il nuovo complesso, che accoglierà al suo interno l'Istituto dei Tumori e il neurologico Besta, rimanga nei confini di Milano. Ma chiediamo alle istituzioni di passare dalle parole ai fatti».

Simona Ravizza

SEA.
“Prevista ampia consultazione con la città”

Milano, 21 maggio 2012: “Milano ha bisogno di sviluppo, di nuova occupazione e di investimenti per rispondere ad alcune necessità. Mi riferisco ad esempio al Seveso, a rivitalizzare i quartieri popolari, a sistemare scuole che anche dopo l’ultimo terremoto hanno bisogno di interventi. Accanto agli investimenti per la rigenerazione energetica degli edifici della città, c’è la necessità di forti investimenti per lo sviluppo, le infrastrutture, e tutte le forme di mobilità sostenibile”.

Lo ha dichiarato il Sindaco di Milano Giuliano Pisapia intervenuto questo pomeriggio su una possibile cessione di quote Sea, la società che gestisce gli aeroporti milanesi.

“La cessione del 50,01% di quote Sea - ha proseguito il Sindaco - è una decisione che sarà presa in via definitiva dopo lo scambio di azioni Sea-Serravalle con la Provincia, per il quale è già stata firmata una lettera di intenti. Vogliamo che una decisione così rilevante, che in ogni caso dovrà consentire al Comune di mantenere il controllo sugli indirizzi strategici di interesse pubblico, tra cui l’occupazione, venga condivisa con la città attraverso forme di ampia consultazione. 

Sgombero Torre Galfa
Spazi in via Tortona disponibili "tra pochissime settimane".
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MILANO - Il sindaco, Giuliano Pisapia, è arrivato nel tardo pomeriggio sotto la Torre Galfa, il grattacielo sgomberato stamani dopo dieci giorni di occupazione da parte del collettivo culturale Macao. Lo hanno accolto centinaia di giovani manifestanti che da questa mattina occupano l'incrocio tra via Fara e via Galvani. Il sindaco ha offerto loro "alcuni spazi" alternativi all'ex Ansaldo di via Tortona ed è rimasto ad ascoltare i manifestanti intervenuti all'assemblea, ancora in corso. "Mettiamo a disposizione un edificio molto bello - ha detto - all'ex Ansaldo per tutti i soggetti che vogliono ricreare cultura a Milano" ha detto Pisapia. L'immobile "sarà disponibile tra pochissime settimane" ha aggiunto.

Si tratta dell'ex complesso industriale dei primi del Novecento acquistato negli anni Novanta dal Comune proprio con lo scopo di promuovere e diffondere iniziative culturali. Palazzo Marino ha concesso da tempo sette padiglioni al Teatro alla Scala, dove oggi sorgono il palcoscenico prove, i propri archivi con 80.000 costumi di scena, la falegnameria e la mensa. In un'altra parte dell'immobile sono invece quasi finiti i lavori per realizzare lo spazio museale progettato da David Chipperfield, 5mila metri quadrati in vetro e acciaio. L'area è anche un punto di riferimento consolidato durante il Salone del mobile e le settimane della moda.

Pisapia, dopo una riunione con gli assessori, ha deciso di collocare negli spazi vuoti dell'ex fabbrica dell'Ansaldo in via Tortona una "Officina per la creatività a Milano al servizio dell'innovazione, della cultura e della partecipazione cittadina". La Giunta sta lavorando all'istituzione di un registro dei beni immobiliari pubblici disponibili e potenzialmente al servizio delle energie creative e culturali diffuse nel territorio milanese. Altro obiettivo è quello di individuare il patrimonio privato di spazi sfitti e invenduti a Milano e istruire con le proprietà un percorso condiviso per un loro prossimo utilizzo. C'è infine il progetto di raccogliere, proprio attraverso l'Officina, anche con bandi pubblici e incontri, "tutti coloro che hanno idee, progetti innovativi e sperimentali che riguardano la cultura e l'innovazione a Milano".

Giardino de Giusti.
Piantati 4 nuovi alberi

Milano, 17 aprile 2012 – “Questo giardino milanese dedicato ai ‘Giusti’ di tutto il Mondo è un luogo di riflessione e speranza che ci restituisce la fiducia nell’impegno degli uomini. Ricordiamo oggi, e di questo siamo orgogliosi, chi si è impegnato con coraggio civile, anche a rischio della libertà personale e della propria vita, per promuove la pace, il dialogo per la costruzione di una società e di un mondo più giusti”.

Lo ha affermato il Sindaco di Milano e Presidente dell’Associazione Giardino dei Giusti Giuliano Pisapia in occasione della cerimonia al Giardino dei Giusti dove sono stati scoperti i cippi e piantati quattro nuovi alberi dedicati a Claire Ly e Yolande Mukagasana (presenti alla cerimonia) e a Primo Levi e a Ayse Nur (Sarisözen) Zarakoglu.

“Ogni anno - ha proseguito il Sindaco Pisapia - vengono piantati nuovi alberi per onorare le donne e gli uomini e le donne che hanno saputo dire ‘no’ alla violenza all’intolleranza, al totalitarismo e che per noi sono e saranno testimoni di memoria, oltre che un esempio per le nostre azioni quotidiane. In particolare i quattro nuovi alberi sono dedicati a Primo Levi, Claire Ly, Yolande Mukagasana e a Ayse Nur (Sarisözen) Zarakoglu. Proprio in questi giorni abbiamo ricevuto la bella notizia della liberazione di Ragip Zarakoglu, marito di Ayse Nur, che era stato arrestato insieme ad altri 131 intellettuali lo scorso 28 ottobre. Quella del suo rilascio è una notizia che mi fa particolarmente piacere perché anche il Comune di Milano, con una mozione approvata all'unanimità dal Consiglio, aveva sottoscritto un appello rivolto alle autorità turche per la sua scarcerazione”.

”Mi auguro ora - ha concluso Giuliano Pisapia - che la proposta di Gariwo, che vede il nostro sostegno, di istituire al Giornata europea dei Giusti, possa diventare realtà, grazie anche all’adesione degli eurodeputati”.

“L’esempio dei Giusti - ha dichiarato il Presidente del Consiglio comunale e Presidente del Comitato dei Garanti dell’Associazione Giardino dei Giusti Basilio Rizzo - è un’esortazione per la nostra coscienza e dimostra che anche nelle situazioni più difficili, più drammatiche si può scegliere di non rimanere indifferenti, si può e si deve avere il coraggio di resistere. Per questo i Giardini dei Giusti sono memoria educativa per i nostri giovani ai quali mostrano un messaggio di speranza, un esempio di impegno civile e sociale”.

“I Giusti - ha concluso Basilio Rizzo - i testimoni della memoria, costituiscono una sorta di ‘internazionale del bene’ che dà un segno all’unanimità, un indirizzo, una scelta di vita e che comunicano con la loro esperienza che anche il bene, non solo il male, ha una sua forza intrinseca, insopprimibile”.

 

L'intervista di Fabio Fazio a Giuliano Pisapia
Conta cominciare, c'è tempo poi per eventuali miglioramenti

Alla vigilia della rivoluzione antitraffico, Giuliano Pisapia, ospite della trasmissione Che tempo che fa, rivolge a contrari e scettici questa promessa:

«Anche chi oggi vivrà dei disagi, fra sei mesi, in una città più vivibile per tutti con meno traffico e smog, sia in centro sia in periferia, cambierà idea». Ci vorrà del tempo, ma il consenso intorno al provvedimento oggi contestato crescerà: ne è convinto il sindaco, che ricorda come per la legge antifumo nei locali pubblici ci fu «una ribellione enorme» ma «oggi sarebbe inconcepibile tornare indietro». 

Così sarà per Area C. Conta cominciare, poi si vedrà: «Sono disponibile a un ripensamento, dopo i primi risultati, per migliorare e cambiare il provvedimento. È una sperimentazione».

Intervista a Giuliano Pisapia
Il sindaco traccia un bilancio dei suoi primi sei mesi alla guida dell'amministrazione comunale e indica gli obiettivi da raggiungere nell’anno
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Il 2011 è stato l’anno della sua elezione. Sindaco Giuliano Pisapia, il 2012 che anno sarà? Quello dell’onda arancione che arriva al Pirellone?

«Mi sembra evidente che il modello Milano, quello che si è realizzato con la mia elezione, non può rimanere confinato alla città. L’ipotesi di elezioni in Regione, che sembrava molto vicina fino a qualche settimana fa, forse ora si allontana, ma il centrosinistra, sia a livello nazionale che locale, deve già mettersi in moto per essere pronto al momento giusto».

Potrebbe essere lei, quel candidato?

«Lo escludo».

L’accusano di intelligenza con il governatore Formigoni.

«Sfatiamo un’accusa falsa, infondata e strumentale: al di là dei rapporti istituzionali, che è doveroso siano leali per il bene collettivo, tra me e Formigoni ci sono differenze politiche e di scelte strategiche enormi».

Se non lei, chi potrebbe sfidare il centrodestra in una sua roccaforte storica?

«Appunto: il centrosinistra deve confrontarsi e gareggiare presentando un nome — scelto con le primarie se non c’è condivisione — una coalizione e un programma che può vincere, in Regione come nelle altre amministrazioni locali lombarde dove quest’anno si voterà. Esattamente come a Milano: anche qui la vittoria sembrava impossibile, invece ce l’abbiamo fatta».

Quindi, avviso ai naviganti del Pd, perché non siarrocchino su scelte di partito?

«Non un avviso ma un appello a tutti i partiti del centrosinistra, che devono continuare ad avere fiducia reciproca e a confrontarsi per trovare una posizione di sintesi. È su questo percorso che io mi impegnerò, per creare ovunque le stesse condizioni che hanno portato alla vittoria di Milano».

Si fa il nome di Bruno Tabacci, il suo assessore al Bilancio, come candidato alle primarie del centrosinistra in Regione.

«Io e Tabacci abbiamo posizioni e provenienze politiche diverse, ma siamo molto uniti nel governo della città e credo che oggi i partiti dell’intera coalizione siano convinti della mia scelta. Sia in consiglio comunale che nelle Zone, dove va a presentare il bilancio, Tabacci raccoglie consensi».

Quindi è il suo candidato?

«Io non ho un candidato! Ma ho un’indicazione per le prossime sfide del centrosinistra: non credo ci sia un altro percorso per aggregare cittadini, partiti, personalità, società civile se non quello che abbiamo usato qui a Milano. Ma questo vuol dire che, dopo la vittoria, a tutti coloro che hanno concorso al risultato deve essere data la possibilità di partecipare al governo della città».

Così ci porta a parlare di partecipazione. Croce e delizia della sua amministrazione, con i cittadini che prima chiedono la congestion charge con il referendum e ora protestano.

«Mi sembra che le iniziative di Pdl e Lega contro Area C non abbiano raggiunto questi grandi risultati: certo non i numeri di chi ha votato per i referendum. Io credo si debbano aspettare i risultati dei primi sei mesi di sperimentazione: a quel punto non si vedranno soltanto gli aspetti negativi, ma in tanti si accorgeranno che questo provvedimento ci farà vivere meglio. Certo, non da solo, perché voglio ribadire che ci saranno altri provvedimenti: il teleriscaldamento, la mobilità sostenibile, le isole pedonali diffuse».

Siete pronti al 16 gennaio, il giorno della partenza di Area C?

«Ci stiamo preparando, sappiamo che all’inizio ci saranno criticità, lavoriamo giorno e notte per rimuoverle e per far passare messaggi corretti, come quello sull’incidenza di Area C sui residenti del centro: i dati oggettivi dicono che oltre la metà non pagherà niente, in compenso avrà più mezzi pubblici e un’aria più sana. E non solo loro».

Archiviamo il 2011: il ricordo più brutto?

«Quando ho avuto piena certezza di qualcosa che già temevo: la situazione delle casse comunali, con un bilancio in cui chi mi ha preceduto aveva già previsto l’aumento del biglietto del tram ma non l’aveva detto. Non mi sono sottratto a quell’impegno, reso ancor più necessario dai tagli del governo, ma credo che siamo riusciti a farlo garantendo l’equità di alcune agevolazioni e gratuità, assieme alla maggior attenzione al trasporto pubblico».

Il ricordo più bello, invece?

«Beh, il mio matrimonio. Una scelta di vita che mi ha dato ancora più forza nei momenti di difficoltà della campagna elettorale ma che vuol dire accompagnarci e aiutarci a vicenda anche oggi. E di aiuto me ne serve, per portare avanti un compito che è molto più difficile e gravoso di quanto potessi ipotizzare».

È tutto così negativo?

«No, certo. Ma in questi mesi abbiamo dovuto fare scelte difficili, spesso coraggiose, ma necessarie, anche per rispetto del programma elettorale. E quando si fa una scelta si scontenta sempre qualcuno. C’è però l’orgoglio di essere riuscito a non sforare il Patto di stabilità, a risolvere alcune situazioni che si trascinavano da anni (vedi pagare i fornitori), a fare alcuni interventi significativo sulle periferie (come diminuire gli affitti nelle case popolari) e a creare le condizioni economiche e politiche per non restare schiacciati dall’emergenza, ma guardare avanti».

Quando dice Milano riparte, cosa intende? Quali sono i progetti che pensa di realizzare nel 2012?

«Avremo un nuovo Pgt con housing sociale, su Santa Giulia abbiamo già iniziato a dare risposte importanti per l’asilo e la promenade, ma soprattutto investiremo molti milioni per le piste ciclabili. E poi il wifi che si estende, nuovi spazi verdi, i 350 vigili di quartiere che entreranno in servizio entro fine febbraio, un sistema reale di decentramento e di poteri alle zone, in attesa dei tempi più lunghi della città metropolitana».

Con quali soldi realizzerete questi progetti, sindaco? Sono in arrivo altre tasse per i milanesi, nel 2012?

«È impossibile avere un’idea precisa fino a quando non saranno chiari gli intendimenti del governo su alcuni temi, vedi l’Imu. Ma sicuramente abbiamo diversi piani allo studio. Intanto bisognerà capire il futuro di Serravalle, noi faremo tutto il necessario per assicurare il bene pubblico, speriamo che la Provincia ci segua più di quanto ha fatto finora. E poi punteremo molto sulla lotta all’evasione fiscale: forse i risultati non saranno immediati, ma l’effetto deterrente è assicurato».

Pisapia a tutto tondo
Milano è diventata un modello, il Movimento è la cittadinanza attiva
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Milano, 18 dicembre 2011 - Sabato pomeriggio, una settimana a Natale. La Galleria affollata, la coda davanti a Palazzo Marino per la mostra di La Tour. Due piani più sopra, l’atmosfera è ovattata. Regna il silenzio nelle stanze vuote. Ma nella Sala Giunta si susseguono le riunioni. «Ne avremo fino a tardi», dice Giuliano Pisapia facendo strada a passi veloci verso il suo ufficio. Sindaco, ma che ci fa di sabato qui dentro? «A gennaio scatta l’Area C, il nuovo Ecopass, e ogni giorno è buono per discutere come rendere più facile il varo dell’operazione e ridurre i disagi. Sabato, domenica, di qui a gennaio la metà del mio tempo sarà assorbita da questo tema. Continuo a pensare che il dialogo sia il modo migliore per affrontare le questioni difficili».
 

In questo caso, più che difficili esose. Il nuovo Ecopass costerà 5 euro a ogni ingresso e quanto al dialogo sono in molti a rimproverarle un mancato coinvolgimento. Anche le Ferrovie.
«Ci siamo confrontati con 99 associazioni di categoria e il dialogo continua. Trenord ha forse problemi che non sono però col Comune di Milano, ma con uno Stato che taglia risorse ai Trasporti. Area C nasce inoltre da un referendum che parlava di un ticket da 10 euro. Noi l’abbiamo portato a cinque. L’esperienza di Londra e delle altre città che hanno adottato la congestion charge dimostra che le critiche della vigilia sono destinate a cedere il passo. A Londra il 90 per cento delle persone oggi è favorevole».

Ma Milano non è Londra. E la rete dei mezzi pubblici non è adeguata.
«Abbiamo un problema sulla Linea 1 del metrò a causa della vetustà delle macchine. C’è una situazione difficile ma ci stiamo lavorando».

Forse bisognava partire dopo aver risolto i problemi.
«No, perché l’Area C, che parte solo come sperimentazione, consentirà di misurare i risultati con più facilità e attendibilità dell’Ecopass. E tutto va visto in relazione con altri interventi già in cantiere. Per esempio, il teleriscaldamento o gli investimenti sul bike sharing».

Area C è un’occasione di fare cassa.
«Una condizione che ho posto è che tutti gli introiti vengano investiti nella cosiddetta mobilità dolce. L’obiettivo è rendere più vivibile la città, nonostante le ristrettezze imposte dalla crisi».

Sarò diretto: aumenterete le tasse?
«Aspettiamo di conoscere le decisioni del governo. Cioè se ci saranno tagli agli enti locali o se al contrario grazie alla manovra arriveranno soldi in più. La cosa peggiore sarebbe scoprire che quanto incassato dallo Stato con le tasse non verrà distribuito ai Comuni, costringendo questi a loro volta a tassare».

Cosa pensa del governo Monti?
«Mi ha colpito una frase di Bersani: “Appoggeremo il governo perché siamo in una situazione di emergenza, ma poi si dovrà andare al voto”. Io lo dico da più tempo di lui. Monti opera in stato di necessità e deve fare scelte dolorose, senza le quali le fasce più deboli avrebbero pagato un prezzo altissimo. Ma il suo è un governo a termine. Altrimenti vedremo svilirsi il concetto di democrazia. Non è possibile che ci sia un esecutivo non scelto dagli elettori, come successo col governo Dini. Il rischio è che si divida ulteriormente il centrosinistra».

I Comuni hanno la facoltà di aumentare l’Ici. Cosa farà Palazzo Marino? Pensa di utilizzare l’addizionale prevista con la nuova Imu? Parlo del prelievo per finanziare i Comuni...
«Non ho ancora capito cosa succederà in Italia. Sull’addizionale saremo molto critici. Sarebbe una pessima scelta da parte del governo, che non può chiedere ai Comuni di fare gli esattori per proprio conto. È giusto che gli enti locali conservino una loro autonomia. Noi lavoreremo per eliminare gli sprechi e combattere l’evasione fiscale. È un deterrente contro i soliti furbi, e anche un modo per portare al Comune le risorse che gli spettano senza far pagare di più chi già paga».

Non teme, come il governo, il potere delle lobby? Crede di avere dei nemici?
«Sicuramente. Ci sono soggetti, gruppi di corporazioni (il termine lobby non mi piace) che difendono i loro privilegi. Da sindaco, posso magari anche aver sbagliato. E questo lo diranno gli elettori alle prossime Comunali. Ho fatto scelte che hanno attirato critiche e polemiche, ma la mia buona fede non è in discussione. Ho resistito a tutti e tenuto contro tutti, privilegiando però solo l’interesse della città. E sento un forte consenso intorno a me. Lo dicono anche i sondaggi».

Pensa di candidarsi alle prossime politiche?
«Ho un’idea chiara del mio ruolo. Questa modalità diversa di fare politica può essere vincente a livello nazionale se questa Giunta saprà governare bene Milano. So benissimo quanto questa città sia diventata un punto di riferimento nazionale e internazionale. Candidati di centrosinistra alle elezioni francesi sono venuti qui a chiedere consigli, e vengo invitato in molti Paesi per spiegare...».

Parlavamo di una sua candidatura.
«Potrò impegnarmi a costruire una forza a livello nazionale per creare una partecipazione maggiore. Che non significa dare una quarta gamba al centrosinistra ma garantire un valore aggiunto alla coalizione».

Il popolo arancione?
«Sì, ma in senso lato. Una forza insieme ai partiti e oltre i partiti. Il movimento arancione non è soltanto un contributo a vincere una sfida elettorale ma una ricchezza di idee e impegno. E per questo deve essere partecipe del prossimo governo. Bisogna evitare litigi fra i partiti e, insieme, creare una presenza che li affianchi».

Ha già un nome?
«No, e non dovrà averlo. Deve, invece, avere persone che possano entrare in un esecutivo, così come è stato per questa Giunta».

Chissà come saranno contenti i partiti...
«Bersani parla di voto, ed è già un bel segnale. Alle primarie Pisapia non appoggia nessuno, ma saremo a fianco, con la nostra esperienza, di chi le vincerà. Purché non si consideri l’allargamento di quest’esperienza un’opportunità per applicare il manuale Cencelli tra i partiti. Vanno invece valorizzate queste professionalità a fianco dei partiti».

Ma fuori Milano esistono?
«Milano è diventata un modello in tutte le città in cui si stanno preparando le primarie. Quello che lei chiama movimento è la cittadinanza attiva. I partiti sono parte integrante di questo percorso, ma devono aprirsi all’interno e avere rapporti paritari con l’associazionismo e il volontariato».

Lei le frizioni coi partiti ce le ha in casa.
«Neanche troppo.
I rapporti sono sereni. Anche col Pd. Checché se ne dica non ho pressioni. Solo confronti. E poi si va avanti insieme».

Nel Pd c’è l’assessore Stefano Boeri. Tutto sereno anche con lui?
«Credo che Boeri abbia problemi col suo partito, non con me».

Lei ha chiesto le sue dimissioni.
«Con Boeri ci sono stati problemi sul metodo di lavoro. Con l’intera Giunta. E sono stati superati».

Qualche tempo fa ha dichiarato che vi eravate «dimenticati di quanto è difficile governare».
«Non io ma il Pd. A Milano 18 anni di opposizione e nessun quadro dirigente che abbia mai governato sono un problema. Governare è difficile. Specie in una situazione di crisi economica e di bilancio deficitario».

Come sarà il 2012 dei milanesi?
«Dipenderà molto da come sarà per gli italiani. Qui abbiamo un di più: il civismo, il riformismo milanese che spinge molti a impegnarsi personalmente portando a risorse e risparmi. E poi c’è l’Expo che vogliamo diventi occasione di sviluppo e quindi posti di lavoro»

Sono passati sei mesi dal suo insediamento. Qualcosa che non rifarebbe e ciò di cui va più fiero?
«Ci sono scelte che avrei voluto non fare e che invece è bene che abbia fatto. Le addizionali Irpef, l’aumento del biglietto Atm. Interventi che insieme alla cessione della quota Sea ci hanno permesso di stare dentro il Patto di stabilità. Tra le cose di cui vado fiero la diminuzione degli affitti delle case popolari del Comune e le domeniche a spasso. Anche se forse dovevamo puntare di più sulle periferie».

Tutto qui? Le domeniche a piedi sono un nodo irrisolto. O sbaglio? Farete ancora altri blocchi auto?
«Domani a Milano avremo il ministro dell’Ambiente e i governatori delle Regioni del Nord. Chiederò di stabilire regole condivise, che valgano per tutte le grandi città. Il blocco del traffico è utile se esteso a livello territoriale. Se Milano sarà lasciata sola, farà le sue scelte. Con la salute non si scherza».

I lavoratori della Scala aspettano ancora da lei risposte sul futuro del teatro.
«Le mie risposte sono i fatti. Credo nell’autonomia e stiamo lavorando perché arrivi entro il 2012. Ritengo fondamentale che nel Cda della Scala ci sia una maggioranza pubblica. Sono contrario a una progressiva privatizzazione del teatro: vincerebbe solo chi ha più soldi».

Il suo regalo di Natale ai milanesi?
«Il concerto di Capodanno in piazza Duomo. Il 29 arrivano i soldi della cessione Sea e finalmente potremo riprendere una tradizione che si era interrotta da anni».

di Sandro Neri

 

 

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