Presidente del Gruppo Consiliare NOI MILANO BEPPE SALA SINDACO
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Grazie Presidente, 

Innanzitutto un caloroso benvenuto al nostro Sindaco al quale auguriamo un grande e felice lavoro per il bene della città e dei cittadini. Diamo anche il benvenuto alla Giunta, ai “vecchi” assessori a quelli eletti nella nostra lista e ai nuovi. Una Giunta dalla quale ci aspettiamo proposte e iniziative innovative, inclusive, efficaci e soprattutto un grande dialogo e ascolto con i cittadini e con il Consiglio Comunale.

 Personalmente mi fa piacere fare i complimenti alla Vice Sindaca Anna Scavuzzo, non solo perché "la prima capogruppo non si scorda mai..", ma soprattutto perché siamo certi delle sue capacità e che la delega che le è stata assegnata sia una delega molto importante. Spesso non si parla di scuola, ma le politiche scolastiche e educative sono fondamentali per il nostro futuro. Per la nostra città e lei saprà far diventare sempre più Milano Città dei Bambini e Città Educativa.

Un caro saluto anche a tutti i Consiglieri, quelli già conosciuti e quelli nuovi con cui avremo occasione di lavorare. Un saluto anche ai Consiglieri quelli che sono usciti dal Consiglio ma che sono stati dei compagni nei 5 anni passati, quali la Cons De Censi, il Cons Cormio e tanti altri che hanno dato un contributo importante per il bene della città.

Il nostro Gruppo Consiliare NOI MILANO BEPPE SALA SINDACO, è una realtà nuova nella storia politica di Milano, una realtà che raccoglie l'eredità del Movimento Civico nato 5 anni fa, che ha ottenuto un consenso ampio e diffuso in tutta Milano, diventando oggi la terza forza politica presente in Consiglio Comunale, con una ampia presenza nei 9 Municipi, ai quali, tra parentesi, auguriamo anche a loro un buon lavoro anche se alcuni di essi, vinti dall'opposizione, non riescono ad insediarsi  e a decollare come ad es il Municipio 2 e 9.

Siamo invece felici che il nostro Sindaco, nonostante sia stato eletto 15 giorni dopo l’elezione dei Municipi, in meno di una settimana abbia definito la Giunta. E oggi in poco più di 3 vede già la seconda seduta di Consiglio Comunale.

 La nostra mission sarà orientata a favorire proposte e iniziative di ampia inclusione nella nostra città. Una città animata da un fortissimo senso civico che la contraddistingue dalle altre città italiane, un animo ambrosiano, dove l'ascolto dei cittadini, il coinvolgimento delle professionalità, delle associazioni, delle università, delle persone e dei talenti presenti danno quel valore aggiunto che rende Milano, Milano. Un lavoro che servirà ad implementare il percepito e il riconoscimento di Milano quale città internazionale, operosa, solidale, accogliente, generosa, sempre in prima linea, la città tra le più desiderabili in Italia e nel mondo. Plaudiamo la prima uscita internazionale del Sindaco che sottolinea la visione strategica e il nuovo ritmo che si desidera dare a Milano. Una risposta immediata a Brexit, lontana dalle tempistiche della classica politica, che sottolinea un visione che va oltre alla quotidianità, che coglie la crisi e la trasforma in un’opportunità, dove si possono aprire i mercati, attrarre investimenti e offre a Milano la possibilità di diventare la vera città d’Europa, l’unica in grado di essere il motore per l’Italia, come ben raccontato sul Corriere di giovedì scorso da Garzonio. Ricordiamoci che a novembre ci sarà a Milano il congresso di Eurocities dovrà diventare un’opportunità per la nostra città. Da un lato abbiamo una visione e un obiettivo da raggiungere, dall’altro dobbiamo tutelare Milano medaglia d'oro della Resistenza, Milano capitale morale e tendere a far diventare Milano non più città a 2 velocità ma una città desiderabile per tutti perché Milano è la città dal "cuore in mano".

Un impegno difficile e importante che vuole dare risposta a quel 50% di cittadini che non si sente rappresentato dalla politica e che non va a votare e a quell'oltre 15% che vuole essere rappresentato non da un partito, ma da un gruppo civico o un movimento. Noi Milano che siamo cresciuti di oltre il 67% in queste elezioni, saremo sempre più attenti a dare voce alla città che vuole cambiare, innovare, includere, creare cultura e nuovi modi di vivere, al centro della sfida globale, senza lasciare indietro nessuno. Una città che sa riconoscere che l’altro è una ricchezza per l’io. Una città ambiziosa capace di volare alto attraverso gli occhi dei più piccoli.

Una profonda riflessione andrà fatta fin da subito sui grandi temi politici, sulla Città Metropolitana, ricordiamoci che si dovrà nominare il nuovo Consiglio già a fine settembre, quali sono gli obiettivi da raggiungere per la Città Metropolitana e come dargli un futuro perchè così rischia di non andare molto lontano. Va fatta subito una riflessione in Consiglio Comunale sui contenuti politici da dare a questa istituzione, un dibattito non legato ai nomi dei candidati da eleggere, ma sulle strategie, sulla visione che si vuole adottare, sulle funzioni necessarie, sulle risorse da individuare, su l’autonomia fiscale, sulla politica dei trasporti, sulla tariffazione unica, sul concetto di residenza in Città Metropolitana - non è possibile che nel 2016 un residente di Milano ricoverato in Humanitas non potesse votare per il proprio Sindaco perché l’ospedale é fuori dal confine milanese -  e su come far diventare la Città Metropolitana l’Organo che dialoga direttamente con lo Stato e l’Europa.

In quest’ottica alcuni dei temi e delle proposte che desideriamo avanzare al Consiglio per la città:

 ü  Ci auspichiamo che il Consiglio Comunale riesca ad essere innanzitutto un luogo di dibattito politico, non una semplice aula di parlantina sterile e spazio dove schiacciare come degli automi dei bottoncini colorati. Spazio dove le diverse posizioni politiche diventino arricchimento per la città, luogo di confronto e di crescita per tutti. Uno spazio di confronto politico oltre all’approvazione delle delibere di Giunta, ma sul confronto dalla visione della città, della Città Metropolitana, di Eurocities, anche un confronto obiettivo sulla recente riforma dei Municipi per individuare se sussistono degli spazi migliorativi e sul recente sistema e i risultati elettorali.

ü  Siamo molto contenti che il Sindaco e il Presidente del Consiglio abbiano parlato di necessità d’innovazione anche nei confronti del regolamento di organizzazione e funzionamento del Consiglio Comunale. Da anni sosteniamo che questo regolamento non permette all’Aula di essere sede di dibattito politico elevato, sappiamo difatti che la stessa può trasformarsi in una trappola dove i lavori del Consiglio possono rimanere in ostaggio fino all’infinito. Una trappola che toglie la possibilità di governare alla maggioranza e non offre  all’opposizione uno spazio adeguato per un dibattito democratico. Un nuovo regolamento, studiato insieme all’opposizione, non prodomo della maggioranza, ma che sia fonte di restituzione di dignità alla politica, al ruolo del Consiglio Comunale e permetta all’opposizione di svolgere dignitosamente e in modo costruttivo il proprio dissenso potendo proporre anche interventi migliorativi, in un’ottica di rapporto dialettico con il Sindaco, con la Giunta e all’interno del Consiglio, per non perdere il controllo della gestione della materia e avere una Giunta che decida quanti più argomenti in autonomia, ma anzi che vi sia maggior programmazione e rispetto per il lavoro del Consiglio.

ü  Consiglieremo di continuare con la scelta di sobrietà che avevo proposto insieme al Presidente Barberis 5 anni fa e di prorogare il progetto non demagogico o ideologico fine a se stesso (come dal mio semplice punto di vista dei pass per la sosta – e lo dice una che gira quasi esclusivamente in bici o al massimo in motorino- o dei biglietti dello stadio che singolarmente ognuno decide di donare secondo la propria coscienza) ma con una soluzione concreta di aiuto dei più fragili, confermando la scelta di rinuncia dei biglietti destinati agli Assessori e ai Consiglieri della prima del Teatro alla Scala, mettendoli in vendita per il sostegno di iniziative del terzo settore (NB nei 5 anni passati sono stati raccolti circa 200.000 euro all’anno e quindi sono stati donati quasi 1 milione di euro).

ü  Siamo molto contenti delle nuove deleghe all’innovazione e partecipazione, proporremo al nuovo assessore Lipparini di valutare la possibilità di creare un organo istituzionalizzato a livello centrale e municipale, alla Debat Public francese per potersi confrontare con i cittadini e le realtà del territorio, per condividere prima i progetti di forte impatto cittadino (si suol dire: prevenire è meglio che curare), evitando così ricorsi successivi al TAR, comitati per il no che allungano i tempi e aumentano le spese a carico del pubblico;

ü  Solleciteremo di individuare nuove forme di confronto e di comunicazione e di informazione alla città in trasparenza ma fruibili da tutti, sappiamo tutti quanto siamo stati carenti in questo e quanto ce ne sia bisogno, perché è un diritto conoscere,

ü  Chiederemo di aprire il Comune ai cittadini, un buon esempio è stata la prima seduta di Giunta al Giambellino, ma non basta, proporremo ad esempio i “Muncipi per strada”, 9 ape-car, uno per Municipio, che vadano nei mercati rionali, in giro per le strade a dare risposte, non solo durante le campagne elettorali, ma bisogna andare incontro ai cittadini per accogliere istanze, suggerimenti, dare informazioni (pensiamo allo sfacelo del voto, dove nessuno capiva come si doveva votare), perché i cittadini sono una risorsa per la città.

 NOI MILANO BEPPE SALA SINDACO saremo quindi un gruppo al fianco del nostro Sindaco, dei Municipi, dei nostri eletti e dei cittadini, disponibili per la creazione di un progetto per il bene comune,

Grazie

 

Elisabetta Strada

un commento di Beppe Merlo
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Milano nuovo sindaco, ma vecchia politica?

Eletto il Sindaco, composta la giunta, convocato il Consiglio Comunale, il tutto però si svolge in un assordante silenzio, il che stride dopo l’animata e contraddittoria lunga tornata elettorale.
Ci si aspetterebbe un minimo di analisi del voto nonchè del comportamento elettorale dei milanesi, capire chi ha vinto e perché e soprattutto capire chi ha perso, che a dire il vero, non sono proprio pochi.
Beppe Sala, come da previsioni, è diventato il Sindaco di Milano, lo è diventato con qualche apprensione dopo il risultato delle primarie, ma anche in questo caso la capacità di promuovere impulso organizzativo ha permesso di ricreare le distanze di sicurezza dal centro destra.
Il richiamo alla responsabilità e alla mobilitazione al voto del popolo delle primarie, l’apparentamento con il Partito Radicale, e qui forse c’è da domandarsi il perché di un ingiustificato ritardo che avrebbe impedito di perdere almeno tre Municipi, e lo strano ‘endorsement’ di Basilio Rizzo, con quel “a chi fare opposizione lo decido io” hanno contribuito alla vittoria al ballottaggio.
Dal punto di vista politico ha vinto Sala, ha saputo superare con dignità e serenità la moltitudine di ostacoli che sono stati frapposti sul suo percorso, a cominciare da quelli del così detto fuoco amico nelle primarie, applicazione di un leninismo fazioso e delegittimante che ha preteso di ridimensionare persino l’immagine positiva di EXPO, pur di ridimensionare quella del suo indiscusso protagonista.
Ci ha provato il centro destra, proponendo una figura manageriale non tanto dissimile dal profilo di Sala, tentando di spostare il tema del confronto sulla differenza sul potenziale di credibilità tra i due contendenti, non tanto sulle capacità dei singoli, bensì sulla potenzialità e credibilità delle squadre a sostegno.
Il tema della continuità è stato il ‘mood’ differenziante, un tema che come ha ben evidenziato Sergio Vicario, è stato però ridimensionata con l’assenteismo al voto e dalle scelte elettorali nelle periferie più estreme.
Sono state proprio le vestali della continuità, a pagare il prezzo più alto dal punto di vista del consenso elettorale, l’autoreferenziale sinistra arancione del 2011, ovvero quella rosso e verde, esce assolutamente dimezzata dal voto di giugno, a conferma che governo e opposizione richiedono un lessico distinto e che la promiscuità genera confusione ed ha interpreti da tempo più credibili.
Escono profondamente ridimensionate le aspettative dei populismi di destra e quelli mèlangèe, un po’ di sinistra e un po’ di destra, i penta stellati che non riescono a monetizzare il bonus di una campagna mediatica tutta impostata su Roma e Torino; Milano è ben altra cosa e i milanesi hanno dato prove di serietà, esce sconfitto anche il movimento virtuale per la coalizione dei voti contro Sala, ai quali i milanesi non hanno dato retta.
Il Partito Democratico si salva sia nella forma e sia nella sostanza, nella forma perché alla fine ha fatto quadrato su Sala, incassandone il dividendo politico sia della vittoria e sia dei posti in Giunta, ma lasciando sul campo un calo elettorale superiore ai due digit, che non promette bene per il futuro.
Determinante per il successo di Sala, è stata la sua lista civica, che con pochissimi mezzi e tanto entusiasmo ha raggiunto un incredibile 8%, forse un po’ di più a interpretare bene le preferenze date ai suoi candidati ma scritte nel posto sbagliato.
Nata dal nulla nei nove municipi zonali, ricorrendo al contributo civico di alcuni milanesi civici, disposti ad impegnarsi per l’interesse della città, ha sopravanzato di ben il 60%, l’esperienza precedente della lista Civica per Pisapia, ed oggi è presente nel consiglio comunale con 5 consiglieri e nei municipi zonale con 16 consiglieri.
Partendo da questa rilettura della geografia politica, sarà interessante verificare come su grandi temi come: Città Metropolitana, Sicurezza Urbana, Qualità della Vita, Partecipazione e Condivisione, i laboratori del civismo milanese, corroborati da questo successo elettorale sapranno sfidare le forze politiche della continuità per costruire quella discontinuità che la Milano globale impone e che gli oltre 130000 milanesi che hanno ritenuto di assentarsi dal voto richiedono.
Milano sarà sicuramente interessata al referendum costituzionale, ma il suo futuro, il come impostarlo, il come includere tutti coloro che intendono contribuire con il proprio senso civico di appartenenza, vale assi di più.
Auguri di buon e rapido lavoro Beppe Sala Sindaco

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo commento di Miro Capitaneo
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La recente vittoria elettorale di Beppe Sala a sindaco di Milano, conferma la peculiarità della nostra Città e l’approccio pragmatico che è nella tradizione della società milanese. Qui schemi nazionali, calati dall’alto non piacciono e avere a confronto due manager è stato un punto di forza anche per il centrodestra…

Poi assolutamente non c’era nulla di intercambiabile tra i due, contrariamente a quanti commentavano a sinistra-sinistra. Per loro erano fotocopie, non guardando ovviamente ai programmi ed agli alleati, facendo commenti superficiali.
Basterebbe aver visto un gazebo di Fratelli d’Italia in piazza del Rosario, presente de Corato, con ben chiara la scritta: nessuna moschea nella mia città! Alla faccia dell’immagine cosmopolita della nostra metropoli.

La vittoria di Sala è ascrivibile all’impegno del Partito Democratico, che in tutta la Lombardia ha spopolato, e la buona affermazione degli alleati ha fatto il resto. Il nostro Movimento Milano Civica tramite i propri Soci e membri del Direttivo, ha operato come motore pulsante ed aggregante entro la Lista Civica per Sala, Noi Milano. A differenza della elezione di Pisapia, MMC ha agito senza il proprio simbolo, in un ambito allargato del civismo, area che potrebbe crescere tra i Cittadini che non amano riconoscersi nei partiti. Questo impegno ha portato ad affermarsi con un forte 8% di una lista nata alla vigilia della campagna.
Facce nuove in Consiglio grazie a Noi Milano e Sinistraxmilano, entrambe le liste presenti ora anche nei 9 Municipi. Allora per Pisapia, MMC non si presentò nelle 9 Zone.

Il quadro d’assieme ci mostra in confronto centrosinistra e centrodestra non così lontani, perché?
Il centrodestra ha effettuato un processo di aggregazione totale, mentre il centrosinistra non ha trovato le condizioni per apparentare la sinistra-sinistra, questa già defilata in fase di primarie.
I 5 stelle, con un significativo 10%, avrebbero potuto, in fase di ballottaggio, fare da ago della bilancia, ma non è successo: non hanno ricambiato il favore fatto loro dalle destre a Roma! Per fortuna direi…
Basilio Rizzo ha dichiarato di preferire il fare opposizione al centrosinistra piuttosto che al centrodestra, e qualcosa è arrivato da qui che ci ha aiutato… Non dimentichiamolo!

I segnali dalla nuova Giunta sono innovativi, la prima riunione in Casetta Verde al Giambellino non è una sceneggiata come dice Maroni. E’ stata occasione per noi militanti di seconda linea di incontrare gli Assessori, parlare con loro, avere occasioni che non avemmo dai predecessori e ora invece si coglie più apertura e voglia di innovare fortemente..

Auguri a loro e a tutti noi che abbiamo lavorato per la vittoria!

Miro Capitaneo - socio MMC

Auguri al nostro Presidente
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Stamattina ha preso vita il gruppo Consiliare NOI MILANO BEPPE SALA SINDACO con un primo incontro costruttivo ed efficace che ha visto partecipi i 5 neo Consiglieri: Elisabetta Strada, Franco d'Alfonso, Enrico Marcora, Marco Fumagalli e Emmanuel Conte. Ad unanimità é stata nominata Elisabetta Strada Capogruppo della lista.

"Ringrazio il Gruppo per la fiducia che mi é stata data e ringrazio i 38.674 cittadini che hanno voluto e creduto nella nostra lista. Sarà un onore lavorare con il nostro Gruppo, che nasce da esperienze e storie diverse ma che insieme saranno una ricchezza e uno stimolo di proposte politiche innovative al servizio del bene comune e fuori da delle dinamiche demagogiche e precostituite.
Sarà nostro compito l'ascolto quotidiano dei cittadini e essere portavoce delle loro sofferenze, fatiche ma anche degli stimoli e dei progetti costruttivi che nasceranno per migliorare la vita quotidiana di chi vive a Milano e facciano diventare sempre più Milano città internazionale.

Tra i primi passi che ci vedranno impegnati ci sarà ovviamente la proposta del Presidente del Consiglio che dovrà essere espressione dell'intero Consiglio Comunale, nella tutela e salvaguardia della maggioranza e soprattutto della minoranza dello stesso. Auguro un buon lavoro al nostro sindaco Beppe Sala e a tutto il Consiglio Comunale"
così afferma Elisabetta Strada
Presidente Gruppo Consigliare
NOI MILANO BEPPE SALA SINDACO

Elezioni Comunali 2016
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Cari amici, mancano ancora pochi giorni alle elezioni e mi farebbe piacere presentarvi il progetto della piscina Cambini chiusa dal 1997, progetto che mi ha vista protagonista insieme alle colleghe "Anne" e alla assessora Bisconti, un'idea di restituzione alla città di una piscina abbandonata da anni, in un quartiere sprovvisto di questo tipo di impianti, 

Con orgoglio vi aspetto venerdì 27 ore 17.30 alla Piscina, in Via Cambini, ci sarà anche Beppe Sala, l'assessora Chiara Bisconti,  per guardare insieme il futuro di questa piscina.

 
Ho conosciuto la storia della Cambini in un sopralluogo nel 2012 e ho scoperto che erano stati spesi quasi 700.000 euro per la sola progettazione dell'impianto che sarebbe costato  oltre 11 milioni (ovviamente non a disposizione).
Scandalizzata dalla cattiva gestione (spesa inaccettabile) mi sono subito chiesta se non ci fosse un danno erariale,  ho chiesto un audit interno e insieme all'assessora Bisconti abbiamo fatto riprendere in mano il progetto dallo studio, a costo zero per l'amministrazione. E oggi abbiamo:
 
- un nuovo progetto fatto a costo zero
- messo a bilancio la ristrutturazione dell'impianto per una spesa di quasi 6 mio (anzichè 11)
- siamo in fase di assegnazione della gara
 
Per conoscere di più le mie attività vai su
 
per vedere gli appuntamenti di Beppe Sala vai su beppesala.it
Elezioni Comunali 2016
per la Lista Civica BEPPE SALA SINDACO. NOI MILANO
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Già da tempo il Consiglio Direttivo ha deciso di sostenere Beppe Sala candidato sindaco di Milano e la sua lista Civica BEPPE SALA SINDACO. NOI MILANO.
 
All'interno della lista é candidata la nostra Presidente Elisabetta Strada. Abbiamo deciso come direttivo di sostenerla in questo cammino, nella speranza possa continuare insieme a Beppe Sala  l'avventura politica iniziata 5 anni fa. Vi chiediamo di unire tutte le forze e sostenerla tra le vostre reti di conoscenze, lavoro e amicizie.
 
Come sapete si possono esprimere fino a un massimo di 2 preferenze. E' importante che siano di genere diverso.
Vi segnaliamo inoltre altri soci candidati nella lista centrale (scheda azzurra) di Palazzo Marino:
  • Pasquale Cioffi
  • Maria Grazia Guida

Nelle zone oggi Municipi (scheda verde) vi segnaliamo anche i nostri soci:

Municipio 1

  • Andrea Manzitti
  • Maria Antonietta Innocenti

Municipio 3

  • Marco de Min

Municipio 6

  • Miro Capitaneo 
  • Massimina Lauriola

Municipio 9

  • Dorina Perego
  • Davide Tiana

 

 

 
 

 

 

Elezioni comunali 2016
Partecipazione attiva di MMC alla campagna per il nuovo Sindaco
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MILANO - Il consiglio direttivo di MMC, riunitosi in data 17 febbraio 2016, ha così deliberato: Il Movimento Milano Civica, espressione della lista arancione Milano Civica X Pisapia Sindaco, rappresentato nelle istituzioni milanesi e lombarde dalla propria vice presidente Elisabetta Strada Capogruppo in Consiglio Comunale, dalla propria presidente Lucia Castellano, capogruppo del Patto Civico in Consiglio Regionale e, nello stesso, anche dalla Consigliera Regionale Silvia Fossati, riconferma senza se e senza ma la sua partecipazione attiva nella coalizione di centro-sinistra milanese e, in coerenza con quanto fatto nel 2011 per Giuliano Pisapia, sosterrà in modo compatto e lealmente il candidato sindaco espresso dalle Primarie del centro-sinistra milanese, Beppe Sala.

MMC assicura a Beppe Sala il sostegno del civismo milanese presente nelle istituzioni, forte del consenso ottenuto dalle proprie iniziative e dalle proposte agli elettori; nel contempo conferma la propria disponibilità a concorrere per il successo di Sala con iniziative e proposte diversificate, finalizzate alla continuità in un progetto di innovazione e inclusione indispensabile alla città. Il tema della condivisione civica, priorità e caratteristica del civismo milanese, si è espresso in questi anni con iniziative a supporto e a fianco dell’amministrazione comunale quali, per es.:

- Bilancio in Arancio, precursore del Bilancio Partecipativo, per favorire comprensione e partecipazione,

- manifestazioni degli assessori e consiglieri in piazza per un confronto diretto con la cittadinanza,

- progetto accolto dall’Amministrazione comunale di riconfigurazione della funzione di Energy Manager per una politica strategica sul risparmio energetico ed economico per la riduzione di emissioni,

- proposta accolta dalla Società Expo di creare una ”AGENZIA X IL RIUSO” di arredi e verde di proprietà della soc. EXPO da destinare a enti pubblici e associazioni della grande Milano.

L’ottimismo e le speranze indotte dal successo di Milano con EXPO, la continuità con un’amministrazione credibile, l’esigenza di un ridisegno organizzativo della governance per dare funzionalità alla città metropolitana, la complessità di gestione dei flussi migratori in un contesto di difficoltà ed emarginazione crescenti, la sicurezza, l’esigenza di creare nuova occupazione e la necessità di modernizzare la “macchina” comunale evidenziano una complessità che deve essere affrontata col più ampio coinvolgimento delle qualità e delle eccellenze della società civile per il quale MMC caratterizzerà il proprio impegno.

Il civismo che abbiamo rappresentato e che continueremo a rappresentare, insieme con le altre espressioni civiche e sociali attive a Milano e nella Città Metropolitana, riconferma il proprio ruolo di fattore propositivo e arricchente nella dinamica politica del centro sinistra.

Milano - Primarie vere, primarie aperte, primarie rodeo. Vari aggettivi per qualificare il metodo di scelta dei candidati a sindaco di Milano. Un ruolo il cui peso è andato crescendo da quando il sindaco eletto a Milano diviene anche, di diritto, sindaco della Città Metropolitana, almeno fino a quando non se ne arriverà all’elezione diretta da parte di tutti i cittadini. Elezione diretta per la quale vanno compiuti ancora una serie di passi legislativi a livello nazionale, regionale e anche comunale, passi che i politici milanesi e lombardi non hanno voluto accelerare (come invece raccomandava Valerio Onida).
E non c’era bisogno di quello “statuto speciale” per Milano evocato recentemente da Giuseppe Sala e che non ci sembra trovi una solida giustificazione istituzionale. La “specialità” di Milano si sarebbe potuta affermare nei fatti per essere l’unica città metropolitana italiana pronta a diventare veramente tale con l’elezione diretta del sindaco e del consiglio metropolitano e con politiche pensate e attuate nella giusta scala dimensionale e qualitativa. Così non è stato.
Dunque, il primo aggettivo qualificativo dovrà essere “milanesi”: primarie milanesi. Il secondo sarà di “centro-sinistra”, a indicare sia sia si tratti di primarie di una coalizione e non di un singolo partito sia che il perimetro della coalizione sia il centro-sinistra che, per definizione, non contiene il Nuovo centro-destra e, per auto-esclusione, non comprende Rifondazione Comunista, mentre comprende a pieno titolo i centristi che, come disse De Gasperi, guardano a sinistra e ovviamente il civismo politico cresciuto e maturato in questi anni.
Si tratta (Rifondazione Comunista a parte) della medesima coalizione che aveva sorretto con successo Pisapia nel 2011 e poi, a un passo dal successo, Ambrosoli alle elezioni regionali del 2013. Le primarie non servono a ratificare scelte compiute a Roma, né a combattere piccole battaglie di posizionamento personale a Milano, all’interno di un partito o tra i partiti della coalizione.
In questa cornice, ci pare normale che l’attuale sindaco, avendo deciso di non ricandidarsi, si preoccupi che partecipi alle primarie (e magari che le vinca) la candidata o il candidato che egli ritenga più capace di proseguire ma anche rinnovare l’azione di governo iniziata nel 2011. Appare pretestuoso voler relegare Pisapia al ruolo di arbitro, per di più dopo aver molto insistito per una sua ricandidatura. L’arbitro già c’è: sono tutti gli elettori milanesi di centro-sinistra che vorranno partecipare al voto delle primarie per indicare chi meglio li rappresenti e, naturalmente, chi (ritengono) abbia le maggiori probabilità di vincere le elezioni di giugno.
Detto tutto questo sul “dover essere” delle primarie, resta poco spazio per parlare dei contenuti della campagna elettorale. L’ha già fatto Beppe Merlo la scorsa settimana; ci torneremo in un prossimo articolo. Ci preme chiudere raccomandando che i partiti e i movimenti che fanno parte della coalizione diano vita a “tavoli programmatici” aperti a tutti i cittadini di centro-sinistra di buona volontà, non quando le primarie saranno concluse e una candidata o un candidato scelta (o), ma nel corso della campagna per le primarie, chiamando i candidati a confrontarsi sulle politiche via via elaborate dai “tavoli”.
Tavoli a partire dai municipi, dalle esigenze delle zone che dovranno diventare protagoniste amministrative e politiche della città metropolitana. Dibattiti e contenuti programmatici dovrebbero essere resi noti attraverso un sito internet dedicato, in modo da permettere un voto informato per il candidato o la candidata che meglio e più credibilmente si impegnerà a promuovere e poi, se vincesse, attuare quel programma. Così si potrà finalmente dare attuazione, per la prima volta a Milano, a qualche elemento concreto e fondamentale – quale è il voto consapevole e informato – della democrazia deliberativa, una tipologia di governo che il civismo politico da sempre sostiene con convinzione.

di Nanni Anselmi e Andrea Boitani

Lavori Pubblici
Rozza: “Dopo 30 anni cambiamo, subito in tutta la città i nuovi prodotti sperimentati con successo nel 2013”
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MILANO – Nuovi materiali per colmare le buche e risistemare il pavé in città. Per il 2014 l’Amministrazione comunale ha deciso di adottare un nuovo tipo asfalto, sperimentato lo scorso anno, che sta dando risultati positivi. Novità anche per le vie in pietra, con l’utilizzo di nuovi materiali per la posa e la sigillatura della carreggiata che assicureranno una maggiore tenuta delle strade. Prosegue, inoltre, l’attento controllo sui lavori degli enti pubblici e privati per garantire i ripristini delle strade in tempi rapidi.

“Conosciamo i disagi che in questo periodo, a causa delle cattive condizioni del tempo, ci sono stati per la viabilità cittadina – ha detto l’assessore ai Lavori pubblici Carmela Rozza -. I cittadini devono sapere che negli ultimi 30 anni sono stati utilizzati materiali non adeguati per affrontare la manutenzione delle strade: da questa settimana, per rendere più sicura la circolazione, abbiamo deciso di adottare nuovi materiali, sperimentati lo scorso anno, che hanno dato ottimi risultati: stiamo valutando di adottarli anche a fianco degli armamenti tranviari”.

Negli ultimi 3 decenni per la colmatura delle buche è stato utilizzato un materiale in conglomerato bituminoso che produce una reazione chimica: il risultato è che l’asfalto si indurisce solo dopo sette giorni e non è in grado di reggere in caso di precipitazioni. I nuovi materiali testati dal Comune, invece, producono una reazione meccanica e si compattano subito rafforzandosi con il passaggio dei mezzi. Si tratta di prodotti già in uso nei paesi del Nord Europa, che hanno offerto prestazioni notevoli nelle località in cui lo scorso anno sono stati sperimentati per la prima volta: le buche colmate con questi materiali non si sono più riformate, facendo così calare i dati complessivi: nel gennaio di quest’anno, infatti, le buche riparate dal terzo reparto Strade che opera nelle zone 2, 3 e 9 (quelle interessate dalla sperimentazione dei nuovi prodotti) sono state 600 contro le 965 del gennaio 2013.

Per quanto riguarda la situazione complessiva delle strade, il Comune ha elaborato un piano di manutenzioni straordinarie per 70 milioni di euro: per i primi 15 milioni è già stata bandita la gara di appalto e le opere partiranno in primavera non appena le condizioni climatiche lo consentiranno. Sempre in questo periodo saranno riasfaltate, a costo zero per il Comune, le 32 strade contestate che sono state realizzate in modo non corretto lo scorso anno.

“La città non è abbandonata a se stessa – prosegue Carmela Rozza –. Il Reparto Strade del Comune è lavora tutti i giorni e, con le squadre delle imprese appaltatrici, anche di notte per questioni di traffico sulle strade in asfalto e in pietra. In supporto degli uomini dislocati in ogni zona è previsto l’intervento del Nuir. Ai cittadini ricordiamo che possono continuare a collaborare con l’Amministrazione segnalando allo Sportello Reclami - che si trova sul link “Calendario lavori stradali” collocato a destra dell’homepage sito del Comune - situazioni di ammaloramento delle strade in cui verrà predisposto un intervento nelle successive 48-72 ore ”.

Il Comune di Milano ha intensificato i controlli anche su tutti gli interventi ad opera di enti pubblici e privati, effettuando controlli capillari e comminando penali in caso di ritardato completamento dei lavori o difformità o ancora inadeguata realizzazione dei ripristini delle pavimentazioni. A tal proposito è stato istituito un procedimento secondo il quale tutti i direttori dei lavori o responsabili degli interventi dovranno rilasciare un’apposita dichiarazione, al pari di un certificato di collaudo provvisorio, che attesta la corretta esecuzione dei lavori.

I controlli sui lavori effettuati dagli enti hanno comportato l’applicazione di penali, dalle quali il Comune ha riscosso circa 104 mila euro rispetto agli 85 mila del 2011.

Cambia anche la manutenzione delle strade in pietra. Gli interventi verranno effettuati con nuovi prodotti sia per la formazione del sottofondo di preparazione alla posa delle pietre, sia per la sigillatura dei giunti dei masselli, operazione questa indispensabile per evitare infiltrazioni che sono la causa principale del ribaltamento dei masselli.

“Anche sulla pietra naturale scontiamo un grave ritardo – conclude l’assessore Rozza -, in quanto la posa viene fatta allo stesso modo di un secolo fa pur essendo cambiata in modo radicale la circolazione. In questi giorni, in considerazione dell’alta pericolosità rappresentata dai masselli, il Comune ha dato vita a interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria sia di giorno sia di notte. Per il 2014 confermiamo la volontà di tutelare la parte storica della città e, in accordo con la Sovrintendenza, cambiare la pietra dove non è più compatibile con il trasporto pesante continuo dei mezzi e con le nuove esigenze rappresentate dalla circolazione a due ruote”.

Questi gli interventi già effettuati e in corso sulle strade in pietra

ZONA 1
Via Torino (tutta)- ripristino dell'intera pavimentazione in masselli;
Via Cesare Correnti - ripristino dell'intera pavimentazione in masselli;
Via Meravigli (tutta) - ripristino dell'intera pavimentazione in masselli;
Piazza Duomo - ripristino pavimentazione in lastre (in lavorazione);
Corso Magenta - ripristino pavimentazione in masselli e cubetti (in lavorazione);
Via Mazzini - ripristino pavimentazione in masselli (in lavorazione);
Via Spadari - ripristino pavimentazione in masselli (in lavorazione);
Viale San Michele del Carso - ripristino tratti pavimentazione in masselli (lavori notturni);
Corso Genova - ripristino tratti pavimentazione in masselli (lavori notturni);
Via Mercato - ripristino tratti pavimentazione in masselli (in corso);
Via Ponte Vetero - ripristino tratti pavimentazione in masselli (in corso);
Via Tivoli - ripristino tratti pavimentazione in masselli (in corso);
Via Broletto - ripristino tratti pavimentazione in masselli (in corso);
Via Manzoni - ripristino tratti pavimentazione in masselli (lavori notturni in corso);
Via Turati - ripristino tratti pavimentazione in masselli (lavori notturni terminati);

ZONA 6 – 7 – 8
via Procaccini riassetto di circa n. 20 masselli;
Ripa di Porta Ticinese riassetto di circa mq 30 di masselli;
via Ludovico il Moro riassetto di circa mq 80 di masselli e colmatura di 15 buche;
viale Gorizia riassetto di circa 35 mq di masselli;
via Giambellino riassetto circa mq 10 di masselli;
via Rubens riassetto di circa mq 50 di masselli;

ZONE 2 – 3 – 9
Via Settembrini ripristino masselli
Via Venini ripristino masselli
Via Amadeo ripristino masselli

ZONE 4 – 5
Viale Sabotino sede tram tratti ripristino masselli
Via Montegani sede tram tratti ripristino masselli
Piazza XXIV Maggio sede tram tratti ripristino masselli
Via Col Di Lana sede tram tratti ripristino masselli

Franco D'Alfonso intervistato da Affari Italiani

MILANO - "Non siamo morti. Gli arancioni non si sono sciolti. Anzi, siamo più solidi che mai". Franco D'Alfonso, assessore al Commercio della giunta milanese e "ideologo arancione" (anche se la definizione non gli piace), ad Affaritaliani.it spiega l'uscita della capogruppo Anna Scavuzzo e la sua entrata tra i democratici: "E' una scelta individuale. Lei crede al cambiamento di Renzi, io no. Boeri parla di scioglimenti? A forza di fare così finisce che si aspetta solo qualcuno che tiri l'acqua". E infine, Pisapia: "Sarà il nostro candidato alla rielezione, questo è certo".

Assessore D'Alfonso, che senso ha l'abbandono della capogruppo di Milano Civica Anna Scavuzzo?
E’ una scelta individuale di Anna, che in virtù del legame generazionale e del legame politico che ha con Renzi ha pensato di giocare quella partita. E’ una sua scelta. Io e molti altri, pur essendo attenti osservatori e non disinteressati di quello che accade all’interno del Pd, non siamo iscritti e non lo saremo. Io resto convinto di una cosa: il problema è quello di dare una rappresentatività e un luogo di dibattito politico al vasto popolo che vota il centrosinistra. E per farlo bisogna convincersi che le forme tradizionali di partito non funzionano più. Il partito onnipresente, autosufficiente di Veltroni, mi sembra che già abbia abbondantemente fallito. Credo che ci sia necessità di dare seguito a quello che è successo a Milano: intorno ad un obiettivo politico si forma una sorta di competizione collaborativa tra partito e movimenti e associazioni.

Non crede nel cambiamento rappresentato da Renzi?
Io credo che la crisi che viviamo è una crisi prima di tutto istituzionale. Come dimostra il pasticcio sulla legge elettorale ma anche quello clamorso sull’Imu. E’ un problema più profondo, qui è saltato l’assetto istituzionale. Bisogna pensare a una nuova struttura. Anche i partiti che stavano in quel sistema non hanno più senso. Ecco perché si stanno spaccando. Mettersi all’interno dei vecchi gusci e rinnovare, è molto difficile. E non ho mai visto riuscire qualcuno in questa impresa. Per questo non credo che Renzi riuscirà a cambiare il Pd. Se ci riuscirà, anche con l’aiuto di quelli come Anna, ne sarò solo felice. Detto questo, ho talmente rispetto di questi tentativi che non più tardi di venerdì scorso, al circolo De Amicis abbiamo fatto il dibattito-confronto più affollato del Pd che non avesse un legame preciso con la competizione interna.

Stefano Boeri dice che dopo due anni sono gli arancioni a sciogliersi nel Pd e non viceversa.

A furia di parlare di scioglimenti mi sa che si finisce ad aspettare che qualcuno tiri l’acqua. Sapere chi si scioglie da che parte mi sembra una cosa fuorviante e inutile. I movimenti civici non sono un partito. Sono movimenti di scopo che funzionano finché li tiene assieme uno fine politico il più possibile alto. Nel caso milanese siamo talmente sciolti che siamo passati dai 22mila voti del 2011 ai 89mila voti del 2013. Lucia Castellano è la consigliera regionale eletta che ha il maggior numero di preferenze di tutte le liste in città. Per essere sciolti, siamo abbastanza messi bene, siamo abbastanza solidi.

Il partito arancione non c’è. Non esiste.
Non abbiamo trovato nessuna forma, per adesso. Però il Pd che perde iscritti e voti non mi sembra che sia un magnete inarrestabile. La mia tesi è questa: un Pd rinnovato sarà un’altra cosa e se fosse un’altra cosa saremmo interessati tutti. Ad oggi questo non c’è. Il segnale di ingresso per adesso non è stato acceso.

Pisapia è ancora il vostro alfiere, è lui il candidato per il secondo mandato?
E’ il sindaco di Milano ed è il nostro candidato alla rielezione. Su questo non c’è alcun dubbio in proposito per quanto ci riguarda. L’attivismo di Pisapia è dettato da una fase nuova, di profonda crisi. Io penso che questa vicenda Imu sia davvero clamorosa così come la sentenza della Consulta (a questo proposito vorrei ricordare che tutta la causa è stata sollevata in assoluta solitudine da Felice Besostri, che ne ha sollevata una analoga in Regione Lombardia, che è iscritto a Milano Civica). In questa fase troverei naturale che il sindaco fosse consultato dal primo ministro per fare il programma 2014 del proprio governo. In questa situazione la contrattazione non può essere fatta con i parlamentari, ma con i capi delle comunità.

Sul pasticcio Imu i parlamentari milanesi hanno colpa?
Non saprei. Individualmente credo che si siano dati da fare. Quel che è certo è che non esiste una comunità di parlamentari milanesi. Non hanno preso una posizione globale e comune, e per i meccanismi attuali che ci sono al parlamento italiano non penso che abbiano alcun peso. Una lobby milanese o lombarda non esiste. Mentre le lobby delle altre regioni e delle altre zone d’Italia funzionano molto meglio. Ma questa è la conferma della debolezza del sistema dei partiti. Non riescono neanche a mettersi d’accordo sulle previsioni del tempo. Ma mi preme dire una cosa...

Prego...
Non credo che sia colpa o merito di alcuno. Nelle condizioni date tutti più o meno pensano di fare il proprio compito al meglio. Ma molto spesso l’etichetta che si ha addosso o del luogo o di se stessi non corrisponde al contenuto. Non si esce da questa situazione se non con uno scatto di reni o un ripensamento profondo e collettivo. Che non può non partire da Milano.

di Fabio Massa

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