Piazza Castello
Ogni iniziativa dovrà garantire un alto standard qualitativo
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MILANO – Nasce la partnership con la Triennale di Milano per disegnare il futuro della nuova isola pedonale di Milano. Piazza Castello sarà uno spazio di sosta e rigenerazione nel centro della città, che valorizzerà nel biennio il legame con Expo in Città e con il semestre dell’Esposizione, connettendo il centro con uno dei simboli più importanti di Milano e con il parco. 

È con questa premessa che è nata la collaborazione del Comune di Milano con la Triennale per aprire un percorso partecipato di progettazione con l’obiettivo di acquisire idee e proposte per la valorizzazione dell’area davanti al Castello, definendone l’assetto definitivo. 



La Triennale ha invitato una decina di gruppi di architetti e designer a partecipare a questi momenti di confronto che avranno luogo all’Expo Gate, per trasformare l’isola in una nuova occasione urbana, attraverso due fasi: un workshop preliminare di confronto e conoscenza delle caratteristiche dell’area e un workshop finale di presentazione e discussione delle proposte elaborate. Il tutto accompagnato da mostre, video, interviste sull’avanzamento dei lavori e confronti con i cittadini.

Da questi laboratori creativi nasceranno dunque diverse proposte che saranno poi discusse con i residenti e gli utenti della zona. Le consultazioni cominceranno a luglio e termineranno a settembre. 



L’area liberata dalle auto dovrà ospitare strutture poco invasive, favorire la connessione con le nuove isole pedonali, oltre che con il parco e il Castello, e ospitare, solo nel weekend e per brevi periodi, iniziative a carattere commerciale, che dovranno garantire un alto standard qualitativo. 

Inoltre piazza Castello ospiterà elementi di fruizione sempre con attenzione a un impatto limitato, all’estetica e alla possibilità di commercializzare solo prodotti di livello e rappresentativi delle eccellenze italiane.

Sono anche ipotizzabili strutture permanenti che dovranno ospitare attività culturali. Ogni installazione o evento dovrà permettere una vista pulita del monumento nella sua completezza, contenere elementi d’arredo ed essere pensata come un continuum con il parco alle spalle del Castello. 



Infine nei prossimi giorni sarà presentata l’offerta che sarà attivata nei giorni dei Campionati Mondiali con maxischermo e attività per grandi e bambini. 

Mobilità
Una conferma del successo dell'area C "che da tempo è diventata una best practice europea e mondiale”
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MILANO – È Milano con Area C a vincere il prestigioso premio Transport Achievement Award del 2014, assegnato ogni anno dall’Ocse, l’organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico.
Il premio sarà consegnato al Comune di Milano dal Vice Ministro alle Infrastrutture e Trasporti Riccardo Nencini domani a Lipsia, alla presenza di Ministri e rappresentanti dei diversi Paesi membri, durante la prima giornata del Forum mondiale dei trasporti (International Transport Forum) che l’Ocse organizza nella città tedesca, dove si confrontano i principali decision makers pubblici e privati.
L’Ocse premia Milano per i risultati concreti sulle politiche dei trasporti che sono state in grado di migliroare la qualità della vita dei propri cittadini. La giuria dell’International Transport Forum ha riconosciuto in particolare a Milano il successo di Area C e, come spiega l’Ocse nelle motivazioni del premio, il significativo risultato di “migliorare il sistema urbano dei trasporti”. In particolare, ciò che ha maggiormente colpito è stato il “coraggio politico di sostituire la precedente pollution charge, non più in grado di raggiungere gli obiettivi per i quali era nata, con una misura più efficace in grado di potenziare gli effetti positivi”.

“Questo premio rappresenta uno dei più grandi riconoscimenti nei confronti di uno dei principali provvedimenti del Comune per migliorare la qualità della vita dei cittadini“, ha dichiarato il Sindaco di Milano Giuliano Pisapia. “Milano ha proposto un modello che è già diventato una best practice europea e mondiale. In poco tempo abbiamo raggiunto ottimi risultati sia per quanto riguarda la riduzione del traffico sia delle emissioni degli inquinanti. Ma c’è un altro aspetto positivo: i milanesi, i turisti e i city users utilizzano meno l’auto e sempre più il trasporto pubblico locale, che grazie ad Area C è anche più efficiente“.
La motivazione riportata dall’Ocse risiede principalmente nei risultati che Area C ha conseguito: il traffico in centro si è ridotto di circa il 30% (del 7% nel resto della città), si è verificato un calo della domanda di sosta del 10% e un aumento della produttività per quel che riguarda la consegna merci del 10%. Inoltre sono calati gli incidenti del 26% in centro, si sono ridotte le emissioni inquinanti (-10% PM10 e -35% CO2) e sono aumentate sia la velocità dei mezzi di trasporto pubblico (+6,9% autobus e +4,1% tram) sia l’utilizzo di veicoli a basse emissioni dal 9.6% del totale al 16.6%).

Il premio ad Area C, come sostiene anche l’Ocse, nasce anche dall’importante consenso popolare espresso con il referendum di gennaio 2012, quando la congestion charge ottenne quasi l’80% dei consensi. Un risultato decisamente alto, secondo quanto riportato dall’Ocse, rispetto ad altre esperienze simili: a Stoccolma i consensi si fermarono al 51%, mentre a Manchester ed Edinburgo la proposta fu bocciata. A Londra, infine, fu introdotta nel 2003 senza referendum.
Sul podio dopo Milano si è classificata, al secondo posto, l’associazione europea di aeroporti Airport Council International Europe. La medaglia di bronzo ha invece preso la strada di Londra.

Domani sarà possibile seguire la premiazione in streaming all’indirizzo http://2014.internationaltransportforum.org 

di Elisabetta Strada

Trasporti
Per merito di area C riduzione del 34% di black carbon
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MILANO – Tra una settimana, a Lipsia, l’Ocse assegnerà il Transport Achievement Award, prestigioso premio nato per assegnare un riconoscimento a città, politiche o tecnologie in materia di trasporti che abbiano conseguito risultati di successo dimostrabili. Un vero e proprio Oscar dei trasporti, che lo scorso anno prese la via di Osaka.

Milano si è candidata per l’edizione 2014 con il progetto Area C. 
Mercoledì 21 maggio, giornata di apertura del International Transport  Forum, la giuria sceglierà tra quei progetti che abbiano portato a un decisivo miglioramento per la qualità della vita dei cittadini, che siano stati operativi per almeno due anni e che non si siano conclusi da più di cinque anni. 
L’International Transport Forum rappresenta uno dei principali eventi mondiali di discussione e confronto sui temi dei trasporti. Nei tre giorni sono attesi nella città tedesca i principali decision makers pubblici e privati oltre che i ministri dei 54 paesi membri dell’Organizzazione per la Cooperazione Economica e Sociale. 


Area C ha portato nel 2013 a un calo del traffico di circa il 30%, con una media di 41mila ingressi in meno ogni giorno, rispetto allo stesso periodo del 2011. Ed è anche grazie ad Area C che Milano in pochi anni è scesa di ben 13 posizioni nella classifica sulla congestione del TomTom Traffic Index (dall’11° posto del 2010 al 24° di oggi), realizzando al migliore performance in Europa dal punto di vista della riduzione del traffico. 
Sul fronte della riduzione delle emissioni inquinanti, il Black Carbon, il carbonio elementare contenuto nel PM10 totale da traffico, presenta un calo del 34% tra il 2010 e il 2013.

Le emissioni di PM10 a Milano, dovute sia al traffico stradale sia agli impianti fissi per il riscaldamento degli edifici, sono in continua diminuzione: con riferimento al primo semestre degli anni dal 2010 al 2013, il calo è di circa il 15% in tutta la città e circa il 21% in Area C (sul totale delle emissioni atmosferiche di PM10 dovute al traffico stradale e agli impianti fissi per il riscaldamento degli edifici, il contributo del traffico è stato dell’85% e quello degli impianto fissi del 15%). Considerando solo le emissioni da traffico, in Area C il PM10 ha avuto un calo del 33%. 
Infine, un ultimo importante risultato della riduzione del traffico in città è il calo tra il 2012 e il 2013 del 25% di incidenti con feriti e del 50% di incidenti con morti. 
Le candidature erano aperte a operatori di trasporti, fornitori di sevizi, autorità dei trasporti, fornitori e produttori dei 54 Stati membri dell’International Transport Forum o di Paesi osservatori. 

Parco Groane
324mila metri quadri concessi dal Comune
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MILANO – Il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità con 38 voti a favore la delibera di Giunta che concede all’Ente Parco delle Groane il comodato d’uso per 30 anni di un’area di 324 mila mq tra i Comuni di Senago e di Garbagnate Milanese, dove una volta aveva sede il vecchio Ospedale Santa Corona, storico luogo di cura per malati di tubercolosi.
I terreni, già compresi all’interno del parco, permetteranno la realizzazione di un nuovo percorso botanico e ciclopedonale che si aggiungerà al sistema di oltre 40 chilometri di piste ciclabili già esistenti. L’area di proprietà comunale, caratterizzata da boschi di elevato valore naturalistico e paesaggistico, rappresenta nel suo insieme ogni tipo di peculiarità vegetazionali e ambientali del territorio delle Groane.
“Il Comune, nell’ottica della città metropolitana e della condivisione dei luoghi di grande valore paesaggistico e naturalistico, ha concesso con entusiasmo quest’area strategica all’interno del Parco per consentire la nascita di un bellissimo progetto di riqualificazione e valorizzazione a disposizione dei cittadini”, ha dichiarato l’assessore all’Urbanistica Ada Lucia De Cesaris.
“Siamo soddisfatti che, dopo tanti anni, il Comune di Milano abbia accolto la nostra richiesta – ha commentato Luca Frezzini, presidente dell’Ente Gestore del Parco delle Groane –: in questo modo potremo completare il progetto dell’orto botanico e della pista ciclabile, già molto apprezzato dai cittadini lombardi”.
Il nuovo percorso botanico e ciclopedonale, che sarà realizzato grazie ai finanziamenti regionali, si svilupperà per oltre 2 chilometri, sarà realizzato con materiali a bassissimo impatto ambientale e ripercorrerà le piste forestali già a suo tempo esistenti per la manutenzione del bosco. Lungo il percorso saranno posizionati 30 cartelli illustrativi di altrettante specie vegetali, con i nomi, le caratteristiche, le curiosità, gli elementi visivi e tattili da osservare e toccare, oltre a 6 bacheche sulle peculiarità degli ambienti che si osservano lungo il percorso, dal bosco di latifoglie a quello di conifere, dalla brughiera alla zona umida, dai prati fioriti alla vegetazione ripariale.

Il progetto, il cui costo di 297.000 euro sarà finanziato con fondi della Regione Lombardia e dell’Ente Gestore del Parco, sarà aperto al pubblico per l’intero anno. Consentirà la visita a scolaresche nell’ambito di programmi di educazione ambientale e a tutti i cittadini che, attraverso la conoscenza dell’ambiente, potranno sensibilizzarsi verso le tematiche della tutela e della conservazione del patrimonio naturale, un bene importante per l’intera comunità del territorio.

Convegno al Circolo De Amicis
Lineee programmatiche per la mobilità e la sostenibilità ambientale
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MILANO - Uno dei compiti principali che avrà di fronte la giunta di Ambrosoli sarà quello di migliorare la mobilità e rendere più sostenibile l'ambiente nella regione lombarda. Giovedì 14 ne discuteranno al Circolo De Amicis 2 dei candidati della lista Con AMBROSOLI Presidente - PATTO CIVICO, Andrea Boitani, docente in Economia Politica e esperto di Trasporti e il medico Marco Fumagalli del Movimento Milano Civica

Area C
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MILANO - Il nuovo round della lunga diatriba sul ticket antitraffico Area C tra Comune di Milano e l'autorimessa Mediolanum Parking si conclude questa volta a favore dell'amministrazione Pisapia: la quinta sezione del Consiglio di Stato ha deciso di respingere il ricorso, con richiesta di sospensiva, della 'versione bis' della congestion charge meneghina. Un punto a favore che però non può lasciare del tutto tranquilla la giunta. In vista, la settimana prossima, c'è il giudizio di merito del Tar della Lombardia sulla versione originaria di Area C, affossata dal precedente ricorso avanzato sempre del parcheggio di largo Corsia dei Servi.

Intanto però Palazzo Marino tira un sospiro di sollievo. "Siamo soddisfatti, Area C ha portato benefici sia in termini di riduzione del traffico sia delle emissioni inquinanti - ha commentato il sindaco Giuliano Pisapia - ed è un provvedimento che trova la sua origine in un referendum cittadino votato a larga maggioranza dai milanesi". L'assessore alla Mobilità, Pierfrancesco Maran, da una parte assicura che "l'amministrazione è determinata a difendere gli obiettivi" raggiunti, dall'altra auspica che anche i detrattori del provvedimento tornino al dialogo, piuttosto che proseguire con le carte bollate. A esultare c'è poi tutto il mondo ambientalista, che però mette in guardia dal cantare già vittoria. "La partita
non è chiusa. Incombono giudizi di merito e ulteriori ricorsi - è l'allerta dei referendari del comitato 'Milano si muove' - Per mettere al sicuro definitivamente i risultati raggiunti, l'amministrazione deve accelerare l'adozione del piano della mobilità urbana in cui inserire la congestion charge come provvedimento strutturale".

E' proprio l'ordinanza del Consiglio di Stato la prima a segnalare il prossimo appuntamento. A motivare il 'no' alla sospensiva è "l'imminente definizione del giudizio di merito in prime cure", scrivono da Palazzo Spada, che "consente di escludere la sussistenza del presupposto del pericolo attuale di un pregiudizio irreparabile". Ma in precedenza il Mediolanum Parking è riuscito dove altri hanno fallito: il suo primo ricorso aveva ottenuto lo spegnimento delle telecamere ai varchi del centro. In quel caso, era il 25 luglio, la richiesta di sospensiva fu accettata. Lo stop forzato al ticket da 5 euro per le auto portò il Comune a rivederlo (ridotta da 18 a 12 mesi la sperimentazione, convenzione con i parcheggi, orario ridotto al giovedì) e ad attivare la nuova Area C il 16 settembre. Non sufficienti le modifiche, per i ricorrenti. Che si sono opposti anche per la nuova versione, incassando però i 'no' del Tar lombardo, l'8 ottobre, e adesso del Consiglio di Stato.

Ora tocca al giudizio di merito, sul cui esito è però fiducioso il sindaco, che ha rimarcato come i giudici amministrativi della Lombardia "già più volte si sono espressi favorevolmente rispetto ad Area C, riconoscendo la superiorità dell'interesse pubblico rispetto all'interesse di un singolo". Anche il Codacons ha accolto con favore la decisione, facendo notare che "se il ticket fosse stato congelato avrebbe prevalso l'interesse economico di un singolo sulla tutela della salute di tutti i cittadini". Apprezzamenti a parte, l'associazione di tutela dei consumatori è pronta a rilanciare: "Abbiamo deciso di presentare un nuovo ricorso al Tar contro il Comune di Milano e Area C - ha spiegato il presidente del Codacons, Marco Donzelli - ma questa volta con l'obiettivo opposto: quello di ottenere l'estensione del ticket a tutta la città".

E anche Legambiente Lombardia "esulta" per la sentenza. Per l'associazione ambientalista, intervenuta ad adiuvandum al fianco del Comune nei ricorsi contro il ticket antismog, "sono le imprese che devono adeguarsi alla città e alla tutela del bene comune: il contrario sarebbe la legge della giungla". "Siamo felici, dunque - prosegue Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia - per il fatto che la giustizia abbia considerato conforme alla legge un provvedimento che libera le strade del centro da una invasione di automobili". Di tutt'altro avviso Matteo Salvini, segretario della Lega lombarda: "A bocciare Giuliano Pisapia non saranno i
giudici ma i milanesi, sempre più arrabbiati, perché Area C non pulisce l'aria ma ripulisce le tasche di chi lavora".

Mobilità
Sono previsti nei prossimi anni 95-100 nuovi chilometri di percorsi riservati ai ciclisti

MILANO - Indubbiamente, in tema di piste ciclabili, la nostra città non è in alcun modo al livello delle capitali europee, quali Amsterdam, Berlino, Vienna, né per quanto riguarda l’effettiva presenza delle piste ciclabili nella rete cittadina né per una cultura di rispetto del ciclista ed un conseguente incentivo all’uso della bicicletta. 
E’ una questione certamente di abitudine sociale, ma anche, direi, di configurazione architettonica della nostra città.
Milano ha pochissime aree verdi rispetto agli edifici ed al numero di abitanti ed ha soprattutto una ristrettezza di spazi fisici (viali, controviali, marciapiedi) che rende davvero complesso pensare ad un circuito di piste ciclabili completo in tutta la città.
Ciò detto, occorre, pur con i limiti fisici evidenziati, fare molto di più a livello di indirizzo politico e l’attuale Giunta, quantomeno sul piano programmatico, mi è sembrata molto sensibile al tema.
Poi, dovremo valutare i risultati.
E’ stato elaborato, nei primi mesi di azione della Giunta Pisapia, un «Piano per la mobilità ciclistica 2011-2016» che prevede la costruzione, nei prossimi anni, di 95-100 nuovi chilometri di percorsi riservati esclusivamente ai ciclisti.
Con una scaletta molto dettagliata di priorità (si parte dall'itinerario centrale Castello Sforzesco – Duomo – Corso Monforte, già finanziato dalla precedente amministrazione comunale) e nuovi criteri per favorire la mobilità delle biciclette verso luoghi di lavoro e scuole. 
La stima dei costi, come sempre in questo periodo, rappresenta il punto critico del progetto: serviranno poco più di 30 milioni di euro da qui al 2016, ma saranno certamente soldi ben spesi e soprattutto fonte di risparmio sia da un punto di vista della qualità della vita e della sicurezza dei cittadini, sia per quanto riguarda la velocità dei mezzi pubblici ed il congestionamento del traffico.
Oggi i chilometri di piste/corsie ciclabili a Milano sono 135 (110 su strada, il resto nei parchi), ma pongono degli evidenti problemi di funzionamento e gestione che spesso inducono i ciclisti ad utilizzare la carreggiata tradizionale per i loro spostamenti.
Molte piste ciclabili, infatti, sono poco segnalate ed essendo radenti all’arteria urbana non sono particolarmente sicure; inoltre, in alcuni casi, sono ostruite dalle auto in sosta, rendendo così davvero vano il concetto di pista riservata alle biciclette.
Occorre quindi, anche in questo caso, predisporre piste “protette”, ad esempio da marciapiedi o da alberi, che possano davvero rendere tranquillo il percorso del cittadino ciclista ed anche abbellire la configurazione urbanistica della nostra città.
Non solo.
Sempre nell’ottica della diffusione della cultura ciclistica, ad oggi molto poco presente in Italia, è necessario implementare la possibilità di trasporto della bicicletta sui mezzi pubblici: in alcune carrozze della metropolitana è oggi possibile, ma a condizioni particolari e con grandi difficoltà per l’utente che spesso si trova rallentato in una complessa burocrazia organizzativa e preferisce lasciar perdere.
Altra questione: i parcheggi per biciclette nei punti nevralgici della città spesso sono assenti, molto limitati e poco sicuri.
Anche queste strutture dovranno essere potenziate, sempre nell’ottica di quella sensibilizzazione alla cultura ciclistica –che è poi cultura ambientale- di cui si parlava in precedenza.
Insomma, gli spunti di lavoro sono moltissimi, ma io credo che valga fortemente la pena investire su tale forma di mobilità, oggi in particolare considerando il traffico cittadino, la crisi ambientale, il costo del carburante e la crisi economica.
Lo chiedono quelle migliaia di cittadini (soprattutto giovani e donne) che ogni giorno utilizzano la bicicletta per recarsi sul posto di lavoro o di studio, spesso accompagnando anche bimbi piccoli e che rischiano ogni giorno la propria sicurezza per colpa di un traffico senza scrupoli, di automobilisti irrispettosi delle regole e di strade mal manutenute.
Credo, da ciclista appunto, che la politica locale debba davvero prendersi a cuore tale problematica che coinvolge da vicino tutti e ciascuno di noi.

di Ilaria Li Vigni
















 

Area C
Le telecamere sono state riaccese alle 7.30. Cinquanta pattuglie di vigili ai varchi e nessuna moratoria per mettersi in regola
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MILANO - Da oggi telecamere attive, di nuovo, ai confini del centro dalle 7.30 alle 19.30. Area C si riaccende. Nel segno della fermezza: nessuna moratoria per mettersi in regola con gli ingressi, stavolta, come accadde invece per il debutto del ticket a gennaio. Chi entra da oggi nella cittadella dei Bastioni dovrà pagare 5 euro al più tardi entro domani sera a mezzanotte. Altrimenti, 87 euro di multa. Mezzi pubblici potenziati e una task force di 50 pattuglie di vigili ai 43 varchi. Una ripresa che, oltre ai giovedì “corti” con Area C spenta alle 18, include fin da subito la novità della tariffa agevolata per parcheggiare nelle autorimesse del centro. Una new entry, però, al palo: finora nessun garage ha aderito.

Il senso del rilancio lo riassume il sindaco: «Proseguendo così arriveremo a una città meno trafficata e meno nervosa che sia d’esempio in Italia e in Europa», dice Giuliano Pisapia. Che aggiunge: «Non condividiamo la decisione del Consiglio di Stato. La rispettiamo e abbiamo dato delle risposte alle sue osservazioni». Quindi, si riparte. La missione è abbattere di nuovo il traffico in centro che, la scorsa settimana, è arrivato a un picco di quasi 130mila accessi al giorno (giovedì), il 30 per cento in più rispetto ai primi sei mesi di Area C. «Milano torna ad avere una viabilità più efficiente e a essere più vivibile», dice l’assessore alla Mobilità, Pierfrancesco Maran. Fino a fine mese potenziata
anche la campagna informativa: più spot in radio e inserzioni sui siti d’informazione, e i cartelloni pubblicitari compariranno anche nelle stazioni del metrò. Che, sulle tre linee, avrà 32 corse in più al giorno per 75mila passeggeri extra. Orario di punta allungato alle 10 e rafforzati bus e tram con 252 corse (specie sui tram 3, 15, 24 e 27 e i bus 39, 50, 54, 61, 70 e 94). Personale Atm sarà sulle banchine e nei mezzanini a informare e facilitare il saliscendi dal metrò.

Ma una delle novità principali del ticket, la tariffa agevolata nelle autorimesse del centro a 13 euro per quattro ore di sosta più pedaggio, parte con un intoppo. Al protocollo firmato da Palazzo Marino anche per andare incontro ai garage, dopo che uno di loro ha avuto la meglio al Consiglio di Stato, finora non ha aderito nessun autorimessa. Lo conferma anche il vicepresidente dell'Unione del commercio, Simonpaolo Buongiardino, a cui spetta raccogliere le adesioni: «Siamo arrivati con l’acqua alla gola ed è una misura concessa in ritardo, i parcheggiatori sono delusi. Li convocherò, sono fiducioso». Ma non è l’unica frizione. Anche sui Giovedì dello shopping e della cultura, al via dal 20 — stop ad Area C alle 18 per facilitare gli incassi ed eventi serali — c’è dissenso. I commercianti storcono il naso: «Li abbiamo fortemente chiesti — aggiunge Buongiardino — ma alla fine non ci hanno concesso alcune richieste. Collaboreremo se il Comune ce lo chiederà e il piano proposto sarà credibile»

di Ilaria Carra

OLTRE “AREA C”
martedi 29 maggio ore 17.30
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Lo studio Battisti, l'Associazione Porto Franco, Arcipelago Milano e il Movimento Milano Civica hanno organizzato un incontro su

"Le misure gestionali per un governo della mobilità ecosostenibile e di qualità".

Ruolo dell’Amministrazione nell’intercettare nuove istanze di mobilità

e promuovere servizi innovativi in uno scenario di regolazione in mutamento con vincoli di risorse

per l’erogazione dei servizi e gli investimenti.

Innovazione dei servizi nelle tecnologie, infomobilità, ciclabiltà, micromobiltà

regolazione della sosta.

Introduzione Emilio Battisti

Coordinamento Anelisa Ricci Movimento Milano Civica MMC

APPROFONDIRANNO IL TEMA

Pierfrancesco Maran - Assessore alla Mobilità Comune Milano

Maria Berrini - Presidente AMAT

Patrizia Malgieri - Director TRT Trasporti e territorio

Mario Boffi - Università Bicocca - Responsabile Gruppo Mobilità facoltà di Sociologia

Marco Ponti - Esperto Economia e Trasporti

Dario Balotta - Responsabile Trasporti Legambiente Lombardia

Giorgio Spatti - Esperto Trasporti

 

Martedì 29 Maggio ore 17.30 

Studio Battisti - viale Caldara, ingresso via della Braida 1 

Mobiilità sostenibile

Il BikeMi si apre sempre di più alla città. Dal 30 marzo infatti sono attive 7 nuove stazioni di bike sharing e il numero degli stalli sale a 222 di cui la metà occupati da bici e i rimanenti a disposizione per parcheggiarle. Dunque è aperta ufficialmente la seconda fase di BikeMi che esce dai confini di Area C e si rende disponibile anche nelle zone periferiche della città, come piazza Oberdan, viale Coni Zugna e via Canova. Questo ampliamento del servizio risponde ad uno dei punti fondamentali del programma della giunta comunale: il rilancio e la riqualificazione delle periferie. D’altronde per poter determinare una significativa svolta verso la mobilità sostenibile BikeMi deve essere accessibile il più possibile in tutte le aree della città. L’assessore alla mobilità e all’ambiente Pierfrancesco Maran è soddisfatto: “Un altro passo verso la trasformazione di Milano in una città a dimensione di cittadino, più rispettosa dell’ambiente e che la avvicina sempre più a quelle capitali europee in cui la mobilità sostenibile è ormai entrata nelle abitudini quotidiane” . Parallelamente a questo, altri progetti sono in cantiere per facilitare la vita ai ciclisti milanesi: un investimento da 22 milioni per 9 nuovi percorsi ciclabili. Uno slancio concreto e nuovo verso una Milano più vivibile e meno stressata, che si somma agli ottimi risultati di Area c. Secondo il monitoraggio dell’Amat infatti, nelle prime nove settimane del provvedimento gli ingressi di autoveicoli sono diminuiti del 36%. 

Di Bianca Tedone

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Comunicati stampa
25/03/2015 23:31 - LAVORO AGILE. UNA GIORNATA SPECIALE IN 300 UFFICI DA MILANO A CATANIA
25/03/2015 23:30 - SALUTE. FARMACIE COMUNALI APERTE PER ESAMI GRATUITI AI MILANESI
25/03/2015 23:30 - AMBIENTE. IL COMUNE ADERISCE ALL’INIZIATIVA “EARTH HOUR”
23/03/2015 21:30 - CONSIGLIO COMUNALE. DIMEZZATO IL NUMERO DELLE BENEMERENZE CIVICHE
23/03/2015 21:29 - MILANO. PISAPIA: "GRAZIE A CHI MI HA ESPRESSO STIMA E APPREZZAMENTO"
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