Rotonda di Via Besana
In programma dal 10 ottobre al 28 febbraio 2013 (in fondo indicazioni per scuole e gruppi)

MILANO – E’ stata inaugurata alla Rotonda di via Besana “Equilibrio”, mostra gioco per bambini sui temi di EXPO 2015, promossa e prodotta dal Comune di Milano – Cultura, Moda, Design e MUBA – Museo del Bambino, per avvicinarsi ai temi dell’alimentazione, della nutrizione e delle risorse alimentari.

“Da oggi, a Milano, i bambini hanno un luogo per la loro creatività – ha detto l’assessore alla Cultura Stefano Boeri –. Oggi abbiamo inaugurato la mostra-gioco sull'equilibrio alla Rotonda della Besana promossa dal MUBA (Musei dei Bambini Milano). Ma soprattutto, in attesa di sapere chi vincerà la gara per la sua gestione, si comincia a realizzare il sogno di avere a Milano un luogo totalmente dedicato alla creatività e alla cultura non ‘per’ ma ‘dei’ bambini”.

Il percorso di gioco coinvolge i bambini alla scoperta del tema dell’equilibrio, declinato in sette installazioni-gioco che affrontano il tema da diversi punti di vista, con l’obiettivo di consentire a tutti i bambini di trovare nella mostra un canale privilegiato d’apprendimento.

La mostra è pensata per bambini dai 4 agli 11 anni ed è strutturata per adattarsi alle diverse età e competenze dei bambini, consentendo diversi livelli d’approfondimento. L’ingresso è consentito esclusivamente con percorsi guidati insieme agli educatori, che partono tutti i giorni (da martedì a venerdì) alle ore 17.00; mentre il sabato, la domenica e i festivi ci saranno cinque turni di “partenze di gruppo”: alle ore 10.30 – ore 12.00 – ore 14.30 – ore 16.00 – ore 17.30.

LE SETTE INSTALLAZIONI:

DISEQUILIBRIO in collaborazione con l’Accademia di Brera.
Installazione di accoglienza e di introduzione alla mostra. I bambini ricercano l’equilibrio attraverso il loro movimento giocando con una videoproiezione.

EQUILIBRIO DEGLI ALIMENTI
Una grande tavola in disequilibrio da imbandire e rimettere in equilibrio con gli alimenti che i bambini scelgono facendo la spesa in un mercato. Il costo degli alimenti è un po’ di attività motoria.

SEDUZIONE DEL CIBO
Vere e proprie tane del gusto dove sono amplificate la forma, la consistenza, le caratteristiche sonore ed i profumi degli alimenti. Un’esperienza fortemente emozionale e sinestetica.

GIOCHI DI EQUILIBRIO in collaborazione con la Piccola Scuola di Circo
Con gli strumenti circensi e gli attrezzi tipici della scuola di circo, i bambini sperimentano il concetto di Equilibrio con il proprio corpo.

DOMINO in collaborazione con la Fondazione Umberto Veronesi.
Un grande domino oversize per approfondire in modo ludico i temi dell’alimentazione e del benessere. Un gioco d’associazione d’immagini che consente di approfondire i temi della nutrizione secondo l’età dei bambini.

EQUILIBRIO DELLE STAGIONI
I bambini giocano con labirinti basculanti che rappresentano le quattro stagioni. La pallina del percorso segue una traiettoria contrassegnata dai pittogrammi della frutta e della verdura di una determinata stagione e non deve cadere nei buchi di un’altra stagione.

REGINA DELL’EQUILIBRIO in collaborazione con Daniele Papuli
Momento conclusivo e collettivo della mostra dove i bambini possono rielaborare il proprio concetto di Equilibrio attraverso un’attività di laboratorio. Un grande “mobile” collettivo che cresce durante la mostra con il contributo di tutti i partecipanti.

EQUILIBRIO | Mostra gioco per bambini
dal 10 ottobre 2012 al 28 febbraio 2013 | Rotonda della Besana

Età consigliata: dai 4 agli 11 anni | Durata del percorso: 90 minuti

ORARI PER LE SCUOLE:
da lunedì a venerdì inizio percorsi alle ore: 9.30-11.00-14.00
€ 7 a bambino (Ingresso gratuito per le due insegnanti accompagnatrici)
Prenotazioni e informazioni: 02.43980402 - www.muba.it

ORARI PER SINGOLI VISITATORI:
da martedì a venerdì, inizio percorso alle ore 17.00
sabato, domenica e festivi, inizio percorsi alle ore 10.30-12.00-14.30-16.00-17.30
€ 8 euro a bambino - € 6 euro adulto
Prenotazioni e prevendita: Mida Ticket 02.92800821

www.muba.it | www.comune.milano.it/palazzoreale

La testimonianza"politica" di una giovane milanese d'adozione
Non dimentichiamo "quelli della torre"
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MILANO - Il binario 21 della Stazione Centrale e’ uno dei luoghi con la memoria piu’ drammaticamente dolorosa della citta’ di Milano, anche se pochi ne sono a conoscenza. Proprio da qui infatti, nel 1944, 650 ebrei che erano detenuti nel carcere di San Vittore -in esecuzione delle leggi razziali nazifasciste in vigore- vennero messi su un treno diretto ad Auschwitz.
Solo una ventina di loro faranno ritorno. Per permettere ai visitatori di unirsi in cordoglio in memoria di questa ferita insanabile ed enorme e’ stato realizzato un progetto per costruire in loco un mausoleo commemorativo, ma i fondi comunali, malgrado promessi, non sono mai arrivati, ne’ dall’amministrazione precedente ne’ da quella attuale.
Dall’ 8 dicembre 2011 il binario 21 della Stazione Centrale e’ teatro di un altro avvenimento storico, del quale ora si parla molto di piu’: sulla sua torre di illuminazione, alta piu’ di 30 metri, sono saliti tre signori di nome Carmine, Beppe e Oliviero, che ci sono rimasti notte e giorno per lunghissime, freddissime settimane. Poi e’ rimasto solo Oliviero e a febbraio 2012 c’ e’ stato il cambio: al suo posto ci sono saliti Rocco e Stanislao, che sono ancora li’, vivendo sospesi nell’aria tra stracci, un minuscolo bagno chimico, e cellophan per proteggersi dal vento.
Questi signori stanno portando avanti una protesta pacifica, ghandiana, stoica, e molto rappresentativa dell’attuale realta’ di crisi economica: la battaglia contro i licenziamenti (circa 800) conseguenti alla decisione di Trenitalia di eliminare i mitici Wagon Lits, i treni notte simbolo dell’emigrazione verso il Nord

I treni lenti ma economici che hanno portato tante persone su e giu’ per l’Italia, permettendo con il loro andamento placido ma inarrestabile a famiglie di riunirsi, ad amici di una vita di rincontrarsi, e a giovani terroni squattrinati di cercare fortuna in zone piu’ ricche.
Anche io, da bambina e poi da studentessa al risparmio, ho viaggiato diverse volte in Wagon Lit: ricordo ancora il colore e l’odore delle lenzuola di carta grigiastre e la lucetta vicino alla brandina dove una notte di tanti anni fa mi portai un bel po’ avanti con la lettura di Anna Karenina.
Dopodiche’, basta.
Tutto questo dalla sera alla mattina e’ sparito, per le solite note “esigenze aziendali”: famiglie di dipendenti allo sbando con in mano solo accordi vaghi di ricollocamento presso altre strutture, e un numero spropositato di clienti che non avevano improvvisamente altra scelta che spostarsi lungo lo Stivale utilizzando la superchic, supercara Frecciarossa.
E se non avevano i soldi? Pazienza, fatti loro, sembrava intendere Trenitalia, con il tipico atteggiamento neoliberista ormai onnipresente dell’ “ognuno provveda per se’, e se non e’ in grado, saranno problemi suoi”. Ieri, 1 maggio, festa dei lavoratori. La cara amica Caterina mi segnala che, oltre alla tipica May Day parade (il corteo di giovani/disoccupati/centri sociali/manifestanti non allineati con partiti e sindacati ufficiali), nel pomeriggio ci sara’ una specie di ritrovo-festa alla base della torre, lungo il binario 21, in onore di Rocco e Stanislao. E io ho pensato che non me lo sarei perso per niente al mondo. E cosi’, dopo aver fatto diligentemente la May Parade sotto una epocale pioggia scrosciante e avere scosso il capo per la mancanza di contenuti politici che presentava al mondo a parte la musica rimbombante, i carri allegorici e le birre a tre euro, sono arrivata alla Stazione Centrale.
Ero li’, davanti al binario 21 mentre continuava a piovere piovere piovere, e in giro non c’era nessuno. Ma come, pensavo, perche’ le migliaia di ragazzotti festosi della Parade non si sono riversati qui? Mi aspettavo di sgomitare per arrivare alla meta, invece niente. Alla mia destra, un allegro striscione comunque proclamava: “siamo sotto la torre!” e li’, sotto il mio ombrello blu su cui piovevano “cani e gatti” come dicono gli inglesi, sono arrivata.
La torre e’ come si vede sui giornali: coperta dal cellophan e con uno striscione rosso di protesta che penzola verso il basso dalla specie di tenda-gabiotto in cui sono accampati Rocco e Stanislao. Rocco e Stanislao che facevano capolino da lassu’, li ho visti subito, con giubotto rosso e cappellino di lana in testa, e guardavano giu’ attentamente. Quando sono arrivata uno di loro due mi ha salutato con la mano, e io mi sono subito sbracciata per rispondergli. Ai piedi della torre, su una specie di spiazzo lungo la banchina largo non piu’ di cinque metri, un gruppetto sparuto di 20-30 persone era disposto più o meno in cerchio, e nel mezzo c’era un gruppo folk calabrese che suonava e cantava. Alcuni dei presenti erano dipendenti Trenitalia in divisa.
I musicisti erano bravissimi, e le note colorate e terrone che si spargevano nell’aria sembravano annullare lo scroscio infinito della pioggia che si abbatteva sul tettuccio della pensilina, e il tetro grigiume che ci circondava.
Anche qui, come al May Parade, si ballava e si suonava, ma non c’era assolutamente penuria di “contenuti politici”. Anche se non c’erano comizi in corso e nessuno distribuiva volantini, la situazione era tale per cui la politica la si percepiva nell’aria, la si respirava.
E se c’eri con tutto te stesso, come me, come tutti noi, la politica la facevi.
Assieme ai due simpatici signori che non smettevano di guardarci benevolmente dall’ alto.
A un certo punto, nell’intervallo tra una canzone e un’altra, capto un frammento di conversazione tra due dei ferrovieri presenti, e uno diceva all’altro: io da quando ho preso questa posizione non e’ che posso sedermi piu’ al tavolo con tanta gente, tra i colleghi.
Ho rabbrividito e ho pensato che se la mancanza di solidarieta’ di cui parlava era reale, era molto triste. I canti e i balli sono proseguiti per un paio d’ore ancora, dopo il mio arrivo. Abbiamo cantato a squarciagola “Bella Ciao” e mi e’ sembrata una delle interpretazioni piu’ convinte, e piu’ appropriate al momento, che abbia mai vissuto.
E’ stata cantata anche una canzone di Moni Ovadia, lo stesso Moni Ovadia che tra l’altro ha scritto una canzone proprio dedicata a quel tragico treno che parti’ dal binario 21 nel 1944.
E poi ci siamo scambiati sguardi di amicizia, di simpatia, di solidarieta’ tra di noi.
Sguardi che sono stata ben lungi dal vedere, alla May Parade. Quando e’ stato il momento di andarmene, uno dei ferrovieri mi ha accompagnato alla scaletta improvvisata e rudimentale che dalla banchina mi avrebbe riportato sul binario e poi all’uscita.
E mi ha detto: “grazie, grazie di essere venuta!” e io ho risposto “Grazie a voi di avermi permesso di partecipare a un’esperienza cosi’ importante! Arrivederci!” e tutto nella mia frase, l’arrivederci compreso, era sincero e convinto al 100%.
Tornando a casa sotto la pioggia che non accennava a diminuire, avevo ancora in testa indelebilmente i suoni folk del mandolino, le facce gentili e sorridenti dei miei pochi (ma buoni) compagni di festa, le tenere, commoventi sagome di Rocco e Stanislao che ci osservavano dall’alto, e soprattutto una consapevolezza importante: di non aver forse cambiato nulla in pratica con la mia presenza, ma di avere certamente, indubbiamente, Manifestato, nel pieno senso della parola.
E di questi tempi di orrore e oblio, manifestare e’ davvero importante.

di Daria Palma di MMC

Veloce reazione delle istituzioni
Un solo istituto inagibile, quello di via Ugo Pisa, già definito inagibile dall’Amministrazione comunale

Milano, 25 gennaio 2012 – A seguito del terremoto di questa mattina, sono stati tre gli istituti i cui dirigenti scolastici hanno ritenuto opportuno mandare a casa gli alunni, chiedendo ulteriori accertamenti ai tecnici comunali e ai Vigili del Fuoco per verificare l’agibilità degli edifici. Si tratta della scuola primaria di via Sant’Orsola (296 alunni), del plesso di via Ariberto (nido 66 bambini, materna 65, elementare 441) e del plesso di via Ugo Pisa (elementare 343 alunni, media 156).

Dopo le verifiche degli strutturisti e degli ingegneri degli uffici di edilizia scolastica del Comune, le scuole di via Sant’Orsola e via Ariberto (dove è già presente un cantiere) sono state dichiarate agibili e riapriranno domani, giovedì 26 gennaio. Per quanto riguarda l’edificio di via Ugo Pisa, i tecnici comunali hanno confermato l’inagibilità stabilita dai Vigili del Fuoco. La scuola rimarrà pertanto chiusa giovedì 26 e venerdì 27 gennaio. La decisione definitiva sarà presa in seguito a ulteriori verifiche tecniche sullo stabile e dopo il tavolo tecnico di lavoro convocato per domattina tra gli assessorati all’Educazione e ai Lavori pubblici, il direttore dell’Ufficio scolastico territoriale, il dirigente scolastico, il Presidente del Consiglio di Zona.

L’Amministrazione comunale aveva già programmato per giugno 2012 la demolizione e ricostruzione dell’edificio di via Ugo Pisa. Tale decisione era stata comunicata il 1 dicembre scorso dagli assessori Maria Grazia Guida (Educazione) e Lucia Castellano (Lavori pubblici) in un incontro pubblico con il Consiglio d’istituto, il Consiglio di Zona e i genitori.

“Ci siamo immediatamente attivati – ha dichiarato la vicesindaco e assessore all’Educazione e Istruzione Maria Grazia Guida – per monitorare la situazione in tutta la città in collaborazione con l’assessorato alla Sicurezza, Polizia locale e Protezione civile del Comune e l’Ufficio scolastico territoriale. Sono molto soddisfatta di come i tecnici del settore Educazione hanno affrontato l’emergenza, stabilendo un contatto diretto con gli oltre 400 istituti scolastici da cui abbiamo ricevuto tempestivamente le informazioni che ci hanno permesso di prendere le opportune decisione in tempi brevi. Ringrazio in particolare tutte le educatrici dei nidi e delle materne che, con grande sensibilità e professionalità, hanno evitato traumi e disagi ai bambini. Proprio a dicembre erano state effettuate molte prove di evacuazione che hanno permesso di ridurre al minimo l’impatto della scossa. L’attenzione al monitoraggio degli edifici resta alta, e si aggiunge alla costante attività che svolgiamo in collaborazione con l’assessorato ai Lavori pubblici”.

“La situazione è sotto controllo e non si segnalano danni a persone o a cose. Dalla Centrale operativa della Polizia locale, in costante contatto con i Vigili del Fuoco e la Protezione Civile, sono giunte segnalazioni relative ad edifici scolastici di cui abbiamo seguito la situazione in collaborazione con l’assessorato all’Educazione”, ha commentato l’assessore alla Sicurezza, Polizia locale e Protezione civile Marco Granelli che, in contatto con la Centrale operativa dei Vigili, ha seguito gli sviluppi legati scossa di terremoto percepita in tutta la città. “La scossa, sentita nitidamente da molti milanesi – ha rassicurato l’assessore Granelli – non ha creato problemi, solo un po’ di apprensione e l’evacuazione, secondo i piani di sicurezza, di alcuni uffici privati e comunali”.

Altre segnalazioni riguardano due casi dove, però, non ci sono state conseguenze rispetto alla regolarità delle lezioni. Nella scuola dell’infanzia di via Affori 21 è stata dichiarata inagibile un’aula, mentre nella primaria di piazza Sicilia sono inagibili un’aula e un ascensore.

Nuovi corsi
Per reperire giovani professionisti con rapidità e qualità

 Milano, 21 gennaio 2012 - Sono stati prorogati al 3 febbraio i termini di iscrizione ai nuovi corsi del Centro Sperimentale di Cinematografia, sede Lombardia, nell’ambito dell’attività di promozione del settore cinematografico milanese avviata dall’Assessorato al Commercio, Attività produttive, Turismo, Marketing territoriale del Comune di Milano. Si tratta di tre laboratori di alta specializzazione in Recitazione, Invenzione delle Storie e Critica cinematografica rivolti a 56 giovani professionisti del mondo del cinema. I termini per presentazione delle domande scadranno il prossimo 3 febbraio, mentre le lezioni inizieranno lunedì 12 marzo.
“Quella lanciata dal Centro Sperimentale di Cinematografia – ha dichiarato Franco D’Alfonso, assessore al Commercio, Attività produttive, Turismo, Marketing territoriale – è una sfida importante dal punto di vista dell’offerta formativa. CSCLab, infatti, è un incubatore di contenuti culturali e tecnologici agili e flessibili, con corsi che durano da una a 24 settimane, in risposta a una precisa richiesta del mercato: reperire giovani professionisti con rapidità e qualità”.

I tre laboratori didattici sono affidati ad altrettanti riconosciuti professionisti del mondo cinematografico come Franco Bernini che seguirà il Laboratorio delle storie, Giancarlo Giannini che curerà il Laboratorio di recitazione, mentre il Laboratorio di Critica Cinematografica sarà diretto da Pino Farinotti.

I posti a disposizione sono 56: 20 per il Laboratorio di Recitazione, 16 per il Laboratorio delle Storie, 20 per il Laboratorio di Critica cinematografica. I posti saranno assegnati dalla Commissione esaminatrice.

CSCLab è un progetto di alta formazione rivolto a giovani professionisti del cinema, sia ad artisti e tecnici, che abbiano già maturato esperienze nei singoli ambiti professionali e che intendano approfondire e aggiornare la propria preparazione.

Sul sito internet della Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia www.fondazionecsc.it sono disponibili i criteri di ammissione e tutte le informazioni utili alle procedure di selezione per i tre Laboratori.
 

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