Partecipazione
Anche il “civismo” non se la passa bene
immagine

Da "ArcipelagoMilano", settimanale milanese di politica e cultura, un provocante editoriale di Luca Beltrami Gadola.

 

Il 30 maggio 2011, prima davanti ai suoi fan al teatro Elfo Puccini e poi in Piazza del Duomo, Pisapia disse: «Non lasciatemi solo perché abbiamo scoperto che insieme siamo fortissimi. Sarò il vostro sindaco, sarò il nostro sindaco». Era finita una campagna elettorale carica di entusiasmo e di attese, aveva vinto un candidato sostenuto da una coalizione con una fortissima componente “civica”, un sentimento trasversale che non si limitava alla lista civica Milano civica, gli arancioni, ma che connotava un po’ tutte le liste.

01editoriale17FBI cittadini milanesi non lo lasciarono solo, almeno per molti mesi, poi cominciarono le perplessità: la “partecipazione” balbettava, la Giunta non era quella squadra compatta che aveva promesso. La convivenza con il suo antagonista interno, Stefano Boeri, diventa impossibile e Boeri deve lasciare; più avanti, in occasione delle elezioni regionali del 2013, Lucia Castellano, assessore ai Lavori pubblici e alla casa, lascia insalutato ospite e la Giunta perde un civico della prima ora.

Ada Lucia De Cesaris assessore all’Urbanistica, diventa vicesindaco e alla fine, nel luglio del 2015, si dimette ed è l’ultimo episodio di rotazione di assessori e di “uscite”: siamo al “liberi tutti” perché in marzo, qualche mese prima, Pisapia aveva annunciato di non volersi ricandidare. Aveva chiesto ai milanesi di non lasciarlo, loro forse l’hanno deluso ma alla fine è lui che lascia i milanesi e, nonostante le dichiarazioni contrarie, affossa e smentisce il cosiddetto “modello Milano”. Dal Pd nessun tentativo di dissuaderlo, era scomodo. Gli “arancioni” restano a piedi. I milanesi un po’ traditi.

Pisapia è stato il primo, in buona sostanza, a prendere la strada per Roma, la grande fascinatrice del potere centrale: oggi il drappello milanese dei migranti della politica si ingrossa e Milano prende amaramente coscienza di essere alla fine una sorta di sgabello per il potere.

La storia si ripeterà? Che cosa farà Beppe Sala? Per certi versi è un uomo imperscrutabile: alla presentazione dei progetti sugli scali ferroviari nel tendone allo scalo di Porta Genova ha accennato a un suo secondo.

Comunque Sala non ha certo detto “non lasciatemi solo”, anzi, a giudicare dalle ultime uscite, è piuttosto del genere “non parlare al manovratore”. Prende le distanze dal Pd? Da tutti? Sembrerebbe. Se lo farà, l’amaro in bocca lo avranno gli arancioni che lo hanno sostenuto nella sua campagna elettorale e molti della sinistra che pure lo hanno sostenuto e che oggi sono in uscita o che corrono sotto l’ombrello del Pd, magari solo per uno strapuntino in assemblea o in direzione. Partendo da Milano. Allora cosa farà Sala a fine mandato? Si ricandiderà? Quale sarà la maggioranza in grado di sostenerlo a quel momento? Accetterà una maggioranza qualunque?

Il civismo milanese è morto e sepolto? Probabilmente sì nella dissennatezza politica che non ha saputo coglierne i valori, valori che avrebbero intercettato molti dei voti che oggi finiranno a Grillo, il nemico pubblico n°1.

Il civismo non è un partito, il civismo è altro rispetto alle liste civiche, quelle che Cacciari in una sua intervista del giugno del 2012 definisce una “cretinata” ma anche lui equivocando tra civismo e liste civiche. Per chi è attento alle parole e al loro significato civismo non è sinonimo di “cittadino”. Molte liste cosiddette civiche meglio sarebbe meglio chiamarle cittadine.

Il civismo è un insieme di valori che portano ad un “modo “ di fare politica, è un tipo di educazione alla politica, tanto importante da esserne oggetto anche nel Pon Scuola che lo definisce tra l’altro come “rispetto delle diversità e cittadinanza attiva”: ne parla con chiarezza in un suo intervento su Linkiesta Stefano Rolando, uno dei supporter della campagna di Pisapia, poco ascoltato allora e poi per nulla.

Forse una ragione di tanta ostilità nei confronti del civismo c’è: è nella definizione che ne danno i dizionari della lingua italiana: ”Nobiltà di sentimenti civili, alto senso dei proprî doveri di cittadino e di concittadino, che spinge a trascurare o sacrificare il benessere proprio per l’utilità comune” (Dizionario Treccani). È il trascurare o sacrificare il benessere proprio ciò che lo rende ostico perché il “benessere” per molti è anche l’appagamento del proprio istinto al potere e all’ansia di comparire.

Milano sta facendo un passo indietro, abbagliata e distratta da Expo, post Expo, saloni e fuori salone e la politica, quella buona, quella che non si ferma in superficie, resta al palo: come per la moneta, la politica cattiva scaccia la buona.

Luca Beltrami Gadola

Partecipazione
Milano è ancora laboratorio politico
immagine

... le risposte non si fanno attendere!!!

 

da "Arcipelago Milano" l'analisi di Stefano Rolando: limiti, congiunture, sforzi e considerazioni che coinvolgono Milano.

 

Accolgo il lapidario giudizio di Luca Beltrami sul fatto di essere ormai “poco ascoltato” nelle vicende del civismo milanese (supposto che il civismo milanese sia “in ascolto”). E capisco l’inventario che lo stesso Luca Beltrami Gadola fa di un quadro stimato come “desaparecido”. Lo capisco perché quell’esperienza si è rarefatta, in alcuni casi ha raffreddato slanci, in altri ha condotto a fare, congiunturalmente o stabilmente, scelte diverse. Per molti è continuato impegno e fervore, non lo nego. Ma non c’è salto di qualità, non sono in campo figure nuove significative.

08rolando18FBQuesta testata che ha ospitato buona parte dell’animazione tematica promossa dal nuovo civismo tra la campagna Pisapia e la campagna Ambrosoli ha il diritto e il dovere – proprio in un momento di evidente richiamata in causa, regionale, nazionale ed europea, di questo “soggetto” – di porre domande.

Per riepilogare quella intensa esperienza (dal 2010 al 2013), avevo scritto un libro (Civismo politico. Percorsi, conquiste, limiti. Un diario, Milano: Rubbettino 2015), che nel sottotitolo ricordava conquiste e limiti della vicenda. Tra gli aspetti inascoltati annovero anche quello di una modesta interlocuzione, soprattutto a Milano, proprio nella fase in cui si trattava di capire meglio perché grazie a quei limiti le conquiste si sarebbero fatte più difficoltose.

Limiti e congiunture – Provo a ricordare qui i limiti (milanesi e non milanesi) apparsi evidenti negli ultimi anni: (1) localismo (e quindi tema dell’insufficiente raccordo locale/nazionale); (2) post-partitismo (e quindi tema, da trattare in modo non superficiale, del “modello di far politica”); (3) fragilità organizzativa (e quindi tema di una alternativa funzionale al “leaderismo”) e la qualità del coordinamento (come rapporto tra funzioni organizzative e competenze, che deve restare tema importante perché la politica senza competenza è pura agitazione); (4) professionismo (delicato crinale tra l’importanza del “non professionismo politico” e l’importanza del “capire cos’è e come si fa politica”); (5) radici (nel senso del “civismo stesso” e della sua grande, importante storia, come espressione della formazione della cultura della civitas).

Dal punto di vista delle congiunture che hanno sopito l’esperienza ambrosiana ricordo qui i punti principali: (1) la crisi di progetto del “Patto civico” lombardo (che non è riuscito a varare il suo coordinamento reale, dopo la formazione a Lecco di un coordinamento formale nel 2013); (2) la crisi della “domanda” da parte del centrosinistra milanese dopo Pisapia; in una sostanziale staticità del dibattito pubblico e politico nella città; (3) la conflittualità interna di varie componenti di quel movimento (con una componente riassorbita dal renzismo e altre in frammentazione per ragioni che non sono apparse evidenti); (4) il mancato sviluppo politico di una lista civica a Palazzo Marino che non ha avuto, nella sostanza, intenti diversi rispetto a quello elettorale; (5) la moderata voglia di molti di studiare, approfondire, capire e proporre.

Lo sforzo – fatto insieme ad Andrea Boitani – di costituire una rete di esponenti qualificati, anche civilmente, di tutti gli atenei della Lombardia per dare seguito al Programma 2013-2018 (mi riferisco ad Aspel con autorevole presidenza di Valerio Onida) non ha avuto nessuna interlocuzione interessata, dopo la scomparsa di Nanni Anselmi, unico a comprenderne l’importanza e a sollecitarne la funzione; ciò che avrebbe portato a ragionare meglio sulla riforma del regionalismo, sui caratteri reali della crisi dei partiti tradizionali, sulle opportunità partecipative dei sistemi urbani, etc.

Non tanto desaparecido – Mi limito a questo quadro schematico. Che completo con qualche informazione personale e spunti di indirizzo. Il mio legame con Milano non è deperibile. Soprattutto perché in tempi diversi della vita qui ho esercitato spesso un prezioso “diritto di parola”.

Dalle battaglie studentesche per il diritto all’informazione e contro la censura, alle prime esperienze nella gioventù repubblicana post-azionista, al giornalismo riformista perché non si esaurisse la spinta alle riforme sui bisogni sociali primari. Poi, al ritorno, dopo molti anni a Roma al servizio dello Stato (che dal 1985 ha obbligato ad accantonare l’appartenenza socialista avvenuta in anni diciamo così “di riscossa”), con impegni a Milano ancora istituzionali e poi universitari.

E qui la ripresa in anni recenti di quel diritto di parola, alla scoperta del cittadino che si fa “offerta politica” e non solo “domanda”. E anche alla ricerca delle trasformazioni identitarie della città e della sua comunità. In questa esperienza – con attenzione al sud, all’Europa e con un certo patimento per il declino nazionale – c’è stata nel 2010 una candidatura di capolista indipendente con i radicali in Lombardia e poi l’impegno civico nelle campagne di Pisapia e Ambrosoli. Un’idea bassettianamente fissa: Milano senza entropie.

Tre convincimenti – Per i limiti accennati ho considerato esaurita una stagione a Milano, ma con qualche riattivazione che mi scagionerebbe dalla condizione di “desaparecido”:

1 – se Milano è considerata “motore dell’Italia” (Mattarella dopo Expo), anche nel campo del civismo politico sarebbe ora di connettere esperienze di municipalismi competitivi e non assecondare municipalismi incartati; questo lo spirito di un’esperienza tra il 2016 e oggi dedicata al civismo professionale e di impresa che, in tanti luoghi da nord a sud, ha ascoltato esperienze di critica alla politica dei partiti che scappano dal dialogo con l’innovazione sociale (l’esperienza si chiama “Il cantiere delle ragioni” e tra poco sarà in emersione come proposta politica generale);

2 – se Milano viene considerata laboratorio politico (lo diciamo da sempre), adesso – Macron o non Macron – la revisione delle categorie di sinistra e destra non deve avvenire per opportunismo tattico, ma mirata a capire come entrare nella pancia dell’astensione riportando a casa elettorati sganciati e comunque critici dell’offerta dei partiti radicati, con chiarezza di posizionamento e novità nell’offerta di competenza politica e amministrativa (un articolo non sviluppa il concetto, ma garantisco che c’è materia);

3 – se Milano vuole stare al centro non solo geografico ma con nuova governance della famosa fotografia dal satellite della maggiore concentrazione urbana d’Europa (insieme a quella attorno ad Amsterdam) non può trattare la costruzione della città metropolitana come progetto burocratico ma nemmeno accreditare rischi di fughe con l’illusione della città-stato (salvo capire meglio il disegno); qui Franco D’Alfonso, consigliere delegato al bilancio per la Città Metropolitana, ha fatto un buon lavoro progettuale, credo a sua volta (e per ora) poco ascoltato.

I sindaci hanno il compito di creare relazioni stabili e di rete con città che si scelgono per confrontarsi; i “cittadini organizzati” hanno il compito di costruire relazioni sociali e civili orientate a sprovincializzare l’esperienza; in questa direzione ho utilizzato parte del mio lavoro da anni dedicato all’Europa per costruire premesse che entro questo 2017 potranno maturare.

Milano sta rigenerando solitudini. Anche se mitigate dall’energia del fare che sprona chi ha voglia e competenza. Ma la comparazione con città in sviluppo ci dice che è urgente ricomporre una socialità creativa, inclusiva, progettuale che dipende ora da analisi non compiaciute della realtà e da nuovi obiettivi almeno a medio termine per coinvolgere nuovamente la comunità nel miglioramento di una qualità sociale sempre insidiata.

 

Stefano Rolando

Partecipazione
Comincia una traversata
immagine

... altro commento by Paola Colombini  all'editoriale sui "Civici desparecidos" tratto da "Arcipelaago Milano"

 

L’editoriale sui “Civici” milanesi “desaparecidos” del numero scorso di ArcipelagoMilano mi chiama in causa in quanto ex dirigente, e vorrei dire la mia. Iniziando da una necessaria cronistoria toccando temi sollevati.

09colombini18FBDiversi cittadini sono rientrati nella politica attiva proprio grazie alla Lista Milano CivicaXPisapia (poi Movimento Milano Civica), esperienza entusiasmante dopo tanti anni di assenza dalla militanza. Pisapia fu allora stimolatore di speranze, di impegno e – perché no? – anche di riscatto dopo un’epoca interminabile di soffocamento da intossicazione da destra affaristica e xenofoba. “Siamo liberi!” questa fu la sensazione più diffusa in quella magica giornata della vittoria.

L’attivismo con i Civici milanesi è stato una ventata di aria buona per riprendere antichi impegni recuperando valori e obiettivi frequentati, maturati e poi dismessi in passato man mano che si aggrovigliava lo scenario politico e istituzionale.

Figura centrale, fulcro e promotore di idee del Movimento Milano Civica è stato il nostro Presidente Nanni Anselmi. Ho avuto il privilegio di affiancarlo e di esercitare per sua delega funzioni progettuali e decisionali.

L’obiettivo è stato, da subito, quello di trasformare la lista civica “di scopo” in una forza strutturata e riconosciuta, con capacità politiche nell’ambito milanese. Era manifesta la straordinaria occasione che ci si offriva per costruire un dialogo con gli altri gruppi del centrosinistra, suggerendo a essi i valori e le istanze del Civismo come opportunità e arricchimento.

L’altra azione che ci parve fondamentale fu di portare il Civismo dentro al processo di fondazione di Città Metropolitana. La strategicità istituzionale e politica di Città Metropolitana, che i Civici compresero ante litteram, fu la chiave di volta per allargare il nostro campo di conoscenza e di azione, tanto che il Movimento divenne motore di un processo, allora importante e ora dismesso, di costruzione di un Coordinamento dei Civici metropolitani (di centrosinistra) di cui fui coordinatrice.

Per conto del Movimento, e per delega di Nanni, partecipai caparbiamente a tutte le assise della Commissione Statutaria di Città Metropolitana e ai tavoli, di Milano e della Grande Milano, nei quali la coalizione discuteva i temi cruciali e cogenti delle fasi politiche in atto. Il tessuto di tutto questo lavoro del Movimento civico, milanese e metropolitano, credo – spero – sia stato utile a tutti.

Di sicuro posso dire che il nostro obiettivo (di Nanni, mio e di tanti amici e compagni) di creare ponti e di contaminare virtuosamente – con valori, idee, progetti comuni, relazioni tra tutte le componenti del centrosinistra – fu raggiunto. I Civici divennero forza politica da rispettare e da consultare, una voce piccola tra colossi di ben altra tradizione e solidità, ma capace di proporre mediazioni anche nei conflitti, di supportare la straordinaria esperienza milanese e il suo perno politico, di posizionarci dentro ai valori a noi propri del bene comune.

Finalmente eravamo diventati, grazie a Nanni Anselmi e a chi gli è stato sempre accanto con lealtà, una forza politica ascoltata e addirittura ricercata, apprezzata per l’immenso sforzo fatto senza soldi, senza struttura, senza nemmeno un’organizzazione come si intende comunemente in politica. Unica nostra ambizione: costruire unitariamente e sostenere le buone pratiche di governo valorizzando e amplificando i valori condivisivi.

Siamo le formichine della democrazia”, Nanni amava e ripeteva questa definizione del nostro Civismo che inventai per lui a significare la potenza delle idee se ben indirizzate e disciplinate, senza egoismi o protagonismi, e senza mai perdere il timone delle alleanze. Diversi, forse, ma insieme sempre con i nostri compagni di strada. Le formiche sono, si sa, creature intelligenti, sociali, cooperative, capaci di collaborare per il bene comune con indefessa volontà.

Siamo un laboratorio del Civismo politico e di governo”, così lo definì Nanni Anselmi. Una realtà che abbiamo fabbricato con sforzo unitario assieme ai partiti di coalizione. E ne siamo orgogliosi.

Poco prima che il Presidente ci lasciasse, il Civismo milanese ha fatto altre scelte politiche che hanno indirizzato altrove la barca. Anche questo è esercizio civico di democrazia. Le traversate possono essere lunghe, l’importante è non perdersi nelle nebbie.

 

Paola Colombini

Partecipazione

Cari soci e socie,

è indetta l'assemblea straordinaria e ordinaria per Lunedì 6 Marzo 2017  in seconda convocazione alle ore 20.30 all’Umanitaria,Via S.Barnaba 48, Sala Bauer con il seguente ordine del giorno:

Parte straordinaria:

1. Proposta del Consiglio Direttivo di revisione delle Statuto Sociale e approvazione dello Statuto Sociale modificato.

 

Parte ordinaria:

1. Relazione della Presidente: primi 6 mesi insieme al Sindaco Beppe Sala; considerazioni e confronto con i Soci;

2. Approvazione bilancio con presentazione rendiconto economico e finanziario anno 2016;

3. Condivisione e aggiornamento situazione politica città Milano vs panorama regionale e nazionale;

4. Preparazione convegno MMC sulla mobilità;

5. Varie ed eventuali.

In allegato la lettera di convocazione dell’Assemblea, con la parte da utilizzare per un'eventuale delega.

Possono partecipare i Soci iscritti in regola con il versamento della quota associativa 2017 (€ 30,00 o più e € 10 per under 30).

Si ricorda che i Soci presenti possono versare la quota 2017 all’atto della registrazione; i Soci che danno delega devono aver versato la quota 2016 prima dell’assemblea oppure aver inviato una mail dal proprio indirizzo di posta a movimentomilanocivica@gmail.com indicando il delegato che verserà la quota alla registrazione e l’importo.

Votanti: Soci presenti + Soci per delega (max 1 delega per Socio presente).

 

 E' gradito un cenno di conferma sulla partecipazione a movimentomilanocivica@gmail.com

Eventi
Ci ha lasciati Nanni Anselmi fondatore e storico Presidente del nostro Movimento
immagine

MILANO 9 giugno 2016

Carissimi soci 

con grande dolore e tristezza debbo comunicarvi che oggi Nanni ci ha lasciato. Ricorderemo tutti la sua grinta, tenacia e energia. Una forza della natura mi viene da dire, una forza che lo ha sempre contraddistinto e che non lo ha mai fermato. Una forza che gli faceva superare anche le difficoltà della malattia. Un insegnamento che rimarrà sempre in noi. Appena avremo notizie sul funerale ve le comunicheremo. Nel frattempo ci stringiamo alla sua famiglia e piangiamo con loro.

elisabetta strada

Questa la mail con cui Elisabetta Strada, succeduta da pochi mesi a Nanni Anselmi alla Presidenza del Movimento Milano civica, ci annunciava la morte del caro amico e compagno Nanni Anselmi. 

Vogliamo qua ricordarlo con le prime testimonianze pubblicate su facebook

 

MARCO FUMAGALLI

Nanni te ne sei andato . Cazzo dovevamo sentirci non so se fosse per il Milan che va male o per la sinistra che se ne sta andando o per il civismo o qualcosa d'altro che non è mai arrivato . Ma arriverà arriverà e saranno note di rock ad accompagnarlo. Nanni e l'Alcatraz e la prigione di quella stronza di malattia Nanni ti piango cazzo te e quella tua sedia Nanni e le nostre riunioni Nanni e la Lucia e il suo furore il tuo furore Nanni. Ti sia lieve la terra .

Giovanna Mottura 

Grazie Marco Fumagalli per aver saputo esprimere l'inesprimibile!!!

Marilena Arancio 

Grazie Marco per aver espresso quello che molti di noi sentivano dentro. Sapevamo che la sua vita sarebbe stata breve ma non volevamo crederlo. Pensavamo sempre di poter discutere ancora con lui, appassionatamente, ognuno con le proprie ragioni....ma ancora e ancora e ancora. ...ma la scienza non ha ancora capito come sconfiggere l'urlo silenzioso della malattia. ...tu eri un urlo di rabbia e di amore per la vita. Starai discutendo anche di là chissà con chi ....ma ora voli libero . Ciao Nanni, ciao presidente

Dorina Perego Corradini 

La morte non è niente, io sono solo andato

nella stanza accanto.

Io sono io. Voi siete voi.

Ciò che ero per voi lo sono sempre.

Datemi il nome che mi avete sempre dato.

Parlatemi come mi avete sempre parlato.

Non usate mai un tono diverso.

Non abbiate un’aria solenne o triste.

Continuate a ridere di ciò che ci faceva

ridere insieme.

Sorridete, pensate a me, pregate per me.

Che il mio nome sia pronunciato in casa

come lo è sempre stato.

Senza alcuna enfasi, senza alcuna ombra

di tristezza.

La vita ha il significato di sempre.

Il filo non è spezzato.

Perchè dovrei essere fuori dai vostri pensieri?

Semplicemente perchè sono fuori dalla vostra vista?

Io non sono lontano, sono solo dall’altro lato

del cammino.

Marina Cavallo 

proprio un'ora fa sono andata a vedere la sua pagina per capire come mai non si facesse più sentire......che dolore, che vuoto lascia. gli volevo bene

Andrea Boitano

Oggi è uno di quei giorni tristi, ma veramente tristi. Uno dei miei (e di tanti) amici più cari è stato portato via dal mondo, è stato portato via a noi, proprio oggi. Il suo nome era Nanni Anselmi ed era la persona più dolce, buona e, al tempo stesso, energica e decisa che io abbia conosciuto. Amava la vita come pochi. Andreino mi chiamava... Lui, immobile per forza, era capace di mobilitare persone e coscienze, di far muovere tutti i suoi amici. In tanti gli hanno voluto bene, alcuni lo hanno tradito, dileggiato, maltrattato. Sapeva rispondere agli schiaffi, ma non riusciva a comprendere il pozzo di cattiveria che si apre nel fondo delle anime piccine: gli faceva male solo intuire che c'è. Ora non c'è più lui. Ma per me, per noi che gli volevamo bene, ci sarà sempre. O, almeno, così voglio credere. Grazie Nanni, per esserci stato.

Lucia Castellano

Così meglio intendo il tuo lungo viaggio: il mio dura tuttora né più mi occorrono le coincidenze, le prenotazioni, le trappole, gli inganni di chi crede che la realtà sia quella che si vede.

Ciao Nanni.

Paola Lombardini

Si fermi tutto per un attimo !
Nanni Anselmi uomo integro
Forte coraggioso idealista vero 
L'uomo che ci ha fatto imparare a ballare sulle note rock con leggerezza dimenticando carrozzine, respiratori, difficoltà e sofferenza 
La sua forza : la vita 
La sua battaglia : la bestia che lo ha bloccato fisicamente ma mai ha ferito il suo spirito e il suo coraggio 
Nanni.... Slanciamoci insieme e se non potrai farlo con noi , lo faremo per te
Sempre 
Mi mancherai
Grazie di tutto e con tutto il.mio cuore

Ilaria Li Vigni

Avevo in mente da tempo di chiamarTi per ringraziarTi e per raccontarTi le ultime,mi sono detta dopo il I turno e prima del ballottaggio gli telefono e ci si vede,che scherzo è mai questo Nanni?belli i tempi di Milano Civica dopo l'elezione di Pisapia e il successo della nostra lista,belli i direttivi e altrettanto le discussioni passionali ma sempre rispettose,belle le ciacole sotto il capanno al Forte, ricordi indimenticabili, ciao Nanni, ora riposati.

Umberto Ambrosoli

Porterò sempre con me il ricordo di Nanni Anselmi. La sua appassionata intelligenza politica ha arricchito #‎Milano e la Lombardia. Il suo esempio di vita è stato una lezione.

Ebook_antonucci
Comunicati stampa
25/03/2015 23:31 - LAVORO AGILE. UNA GIORNATA SPECIALE IN 300 UFFICI DA MILANO A CATANIA
25/03/2015 23:30 - SALUTE. FARMACIE COMUNALI APERTE PER ESAMI GRATUITI AI MILANESI
25/03/2015 23:30 - AMBIENTE. IL COMUNE ADERISCE ALL’INIZIATIVA “EARTH HOUR”
23/03/2015 21:30 - CONSIGLIO COMUNALE. DIMEZZATO IL NUMERO DELLE BENEMERENZE CIVICHE
23/03/2015 21:29 - MILANO. PISAPIA: "GRAZIE A CHI MI HA ESPRESSO STIMA E APPREZZAMENTO"
Mostra tutti i comunicati
I nostri link
Tag cloud
Cerca negli articoli
Mailing list
Rss
Movimento Milano Civica
questo sito è stato realizzato con il CMS Journalist | About | Contact